Agrivoltaico avanzato: ottimizzare la resa dei frutteti
close_up

This site uses cookies. Learn more about the purposes of using cookies and changing the cookie settings in your browser Using this site, you agree to use cookies in accordance with the current browser settings Learn more about cookies

Agrivoltaico avanzato: ottimizzare la resa dei frutteti

Reading time: slightly more 3 minutes

Agrivoltaico avanzato: ottimizzare la resa dei frutteti

Source: AGRONEWS All news of the source

La sfida principale dell’agrivoltaico avanzato è ottenere una reale sinergia tra produzione agricola e generazione di energia, con decisioni operative che si adattino alle esigenze delle colture in tempo reale. Questo modello supera l’idea di semplici pannelli sopra i campi, puntando invece a un ecosistema dove sensori, controllo remoto e configurazioni impiantistiche tutelano la qualità e la produttività del frutteto. In Italia l’interesse cresce sia tra gli operatori agricoli sia tra gli investitori che guardano a sistemi capaci di offrire ritorni economici e benefici ambientali misurabili. Per le coltivazioni da frutto, la parola chiave è integrazione: il fotovoltaico deve essere progettato per migliorare, non per penalizzare, i cicli fenologici e le pratiche meccaniche in campo.

L’impianto su kiwi giallo realizzato a Faenza da iGreen System è un esempio pratico di questo approccio e dimostra come progettazione e agronomia possano convivere. L’installazione è classificata come Sistema Agrivoltaico Avanzato Elevato: 975,24 kWp installati con 1.512 moduli da 645 W, collocati a un’altezza che consente il passaggio dei mezzi agricoli e la piena operatività del frutteto. L’assetto strutturale e la gestione integrata degli apporti di luce e microclima sono pensati per mantenere standard produttivi elevati e agevolare operazioni come potatura, raccolta e trattamenti. L’esperienza in campo ha attirato professionisti e agronomi che hanno potuto valutare le soluzioni di integrazione tra pannelli e tecnologie di agricoltura di precisione.

Il quadro nazionale indica margini significativi di sviluppo per l’agrivoltaico avanzato: studi settoriali stimano fino a 7,75 GW installabili entro il 2030 con forti ricadute occupazionali e di valore aggiunto. Il sostegno pubblico comincia a tradursi in investimenti mirati, con lo stanziamento di risorse per impianti sperimentali e obiettivi di build-out che favoriscono test su larga scala e raccolta dati agronomici. Tra gli indicatori di riferimento per la valutazione del settore ci sono potenza installata, produzione energetica annua e impatto economico sul territorio; è importante che i parametri siano misurati in modo standardizzato per comparare risultati tra progetti diversi e definire pratiche replicabili. 1.300 GWh annui stimati per il target di produzione associato alle iniziative sperimentali rappresentano un riferimento per le valutazioni di sistema.

1. Altezza dei moduli e clearance per i macchinari agricoli, per garantire operazioni colturali senza impedimenti.

2. Potenza e disposizione dei moduli per modulare ombreggiamento e flussi luminosi a beneficio della fenologia.

3. Sensoristica e piattaforme di agricoltura di precisione integrate per monitorare microclima, umidità del suolo e stress vegetativo.

Dal punto di vista tecnico e agronomico, la combinazione di questi elementi permette di ridurre gli impatti negativi e valorizzare gli effetti positivi, come la mitigazione delle escursioni termiche e la possibilità di regolare l’irraggiamento sulle chiome nei periodi critici. Secondo Simone Fungipane, Founder & Chairman di iGreen System, l’obiettivo è «produrre energia rinnovabile senza rinunciare, anzi migliorando la qualità e la resa della produzione agricola», con soluzioni che bilanciano sostenibilità ambientale e redditività. L’adozione di sensori, modelli previsionali e controlli attivi consente di adattare l’ombreggiamento in funzione delle fasi fenologiche del kiwi, riducendo rischi fitosanitari e intervenendo in modo tempestivo su irrigazione e nutrizione.

Tra le sfide operative e di scala rimangono la necessità di standard normativi chiari, l’accesso a finanziamenti agevolati per le aziende agricole e programmi di formazione specifica per tecnici e agricoltori. Per sfruttare i benefici a sistema è inoltre fondamentale predisporre monitoraggi pluriennali che colleghino dati energetici ad indicatori agronomici come resa per pianta, qualità organolettica e costi di produzione. I prossimi passi previsti includono l’espansione di progetti dimostrativi su diverse specie frutticole, la diffusione di best practice per integrazione strutturale e di controllo e la promozione di partenariati tra imprese agricole, EPC contractor e centri di ricerca per validare risultati su scala produttiva.

Foto - www.quotidiano.net

Topics: Agricoltura sostenibile, Agricoltura di precisione, Innovazione & Startup (AgTech)

Agronews

Related news

Forgot your password?

Contact the editor