Nel 2026, in occasione dei 190 anni dell'azienda, Mosnel in Franciacorta ha posto l'agroforestazione al centro della sua strategia per adattare la viticoltura ai cambiamenti climatici e per preservare il paesaggio viticolo. L'azienda familiare guidata dalla quinta generazione ha accompagnato le celebrazioni con un convegno e con l'avvio di azioni pratiche rivolte alla biodiversità e alla gestione rigenerativa dei suoli. Mosnel celebra 190 anni come momento per confermare un impegno che unisce memoria, ricerca e progettualità futura, con l'obiettivo di trasferire conoscenze alle nuove generazioni.
Progetto VitiSilva e monitoraggi
Mosnel è partner delle attività VitiSilva promosse da Sata Studio Agronomico, progetto che nel 2026 riceve supporto istituzionale per un programma sperimentale in vigneto. Progetto VitiSilva finanziato da Regione Lombardia coordina università e centri di ricerca per un monitoraggio triennale che misurerà impatti concreti dell'aggregazione tra alberi e filari. L'obiettivo è trasformare osservazioni pratiche in dati utili per linee guida replicabili in altri territori viticoli.
1. Biodiversità epigea: valutare ricchezza di specie e corridoi ecologici utili per il controllo biologico.
2. Mitigazione climatica: misurare riduzioni dello stress termico e variazioni microclimatiche attorno a filari alberati.
3. Rigenerazione del suolo: monitorare sostanza organica, capacità di ritenzione idrica e salute microbica.
In campo, Mosnel integra elementi vegetali con criteri precisi: corridoi a spirale con carpini e biancospini, una siepe arbustiva composta da decine di specie e alberi selezionati per radici profonde e bassa competizione con la vite. Le scelte agronomiche sono orientate a proteggere i filari dai colpi di calore e a favorire il movimento di insetti utili, funghi e microrganismi tra le diverse aree aziendali. I titolari sottolineano che queste pratiche derivano da una tradizione familiare aggiornata attraverso ricerca e collaborazione con esperti.
Biodiversità, microclima e qualità dell’uva
Secondo i ricercatori coinvolti, inserire alberi nei vigneti agisce su più fronti: l'evapotraspirazione riduce la temperatura percepita, l'inerbimento protegge il suolo dall'erosione e la presenza di corridoi vegetali limita la diffusione di alcuni parassiti. Monitoraggio triennale di microclima e suoli misurerà indicatori come temperatura dell'aria e del suolo, umidità, contenuto di sostanza organica e biodiversità funzionale per quantificare benefici agronomici ed enologici. I dati raccolti dovranno chiarire trade-off produttivi e fornire raccomandazioni specie-specifiche per bilanciare ombreggiamento e maturazione dell'uva.
Le linee guida in fase di sperimentazione privilegiano alberi a radice profonda che possano favorire la risalita dell'umidità notturna senza competere con la vite nella fascia radicale superficiale, oltre a piante che offrano fioriture utili alla fauna predatrice dei fitofagi. La disposizione a spirale logaritmica adottata in alcuni corridoi è stata scelta anche per motivi estetici e di connettività ecologica, con l'intento di coniugare funzionalità e paesaggio. Gli agronomi avvertono che ogni contesto richiede adattamenti: specie, densità e posizionamento variano in base a suolo, esposizione e regime pluviometrico.
Sul piano agronomico, i partner del progetto richiamano la necessità di approcci integrati che uniscano viticoltura rigenerativa, monitoraggio scientifico e sperimentazione sul campo. Esperienze analoghe in altre regioni mostrano come la diversificazione vegetale possa contribuire a una maggiore stabilità degli ecosistemi agricoli e a una riduzione della pressione sui fitofarmaci. A Mosnel tali pratiche sono accompagnate da formazione per il personale e da piani di gestione che prevedono monitoraggi periodici e adattamenti pratici.
Oltre ai benefici tecnici, il progetto punta anche a valorizzare il paesaggio e il benessere delle comunità: spazi verdi, boschetti e percorsi migliorano la fruizione del territorio e il valore culturale dell'azienda agricola. Esperienze condivise con altri produttori dimostrano che integrazione tra bosco e vigneto può tradursi in servizi ecosistemici misurabili e in nuove possibilità di comunicazione del prodotto verso consumatori sensibili alla sostenibilità. Mosnel e i partner intendono documentare l'efficacia delle pratiche anche con indicatori economici per verificarne la sostenibilità finanziaria.
Il progetto 2026-2029 prevede la produzione di report scientifici, mappe di biodiversità e linee guida tecniche destinate a viticoltori e pianificatori del paesaggio. La volontà dichiarata è costruire protocolli trasferibili, validati da misure sul campo, che possano essere adottati in Franciacorta e in altre aree vocate alla produzione di spumanti e vini fermi. La fase operativa continuerà con campagne di monitoraggio stagionali, workshop per operatori e diffusione dei risultati attraverso reti professionali e istituzionali.
La ricerca e l'applicazione pratica dell'agroforestazione nel vigneto sono presentate come strumenti concreti per mitigare gli impatti climatici, rigenerare i suoli e aumentare la resilienza delle produzioni viticole, senza rinunciare alla qualità e al valore paesaggistico. I prossimi anni di sperimentazione forniranno dati, buone pratiche e raccomandazioni tecniche per chi vuole integrare alberi e siepi nella gestione del vigneto, con l'obiettivo di adattare la filiera vitivinicola ai cambiamenti ambientali e sociali.
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