Exalto Energy & Innovation nel 2026 ha ottenuto un finanziamento bancario per sviluppare dieci impianti solari collegati a Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) nel Sud Italia: l'operazione prevede la realizzazione di 10 MW complessivi, suddivisi in 9 MW con fotovoltaico tradizionale e 1 MW su un impianto agrivoltaico, supportata da un pacchetto finanziario di 4,8 milioni di euro. Il gruppo ha formalizzato il supporto tramite due primari istituti nazionali che hanno concesso risorse aggregate pari alla cifra annunciata, con l’obiettivo di integrare le nuove installazioni in CER già attive sul territorio e promuovere l'autoconsumo condiviso per famiglie e imprese agricole. Questa iniziativa è presentata dall'azienda come un passo operativo nella transizione energetica locale, con ricadute dirette su costi energetici, sicurezza di approvvigionamento e valore per le comunità locali. La coordinazione finanziaria e la strutturazione dell'operazione sono state seguite internamente dal Chief Financial Officer dell'azienda, confermando la capacità del progetto di attrarre capitale bancario su asset rinnovabili a basso rischio.
Gli impianti saranno distribuiti in quattro regioni del Mezzogiorno, dove la presenza di Comunità Energetiche Rinnovabili facilita l'integrazione con utenze locali e attività agricole:
1. Sicilia (tre impianti).
2. Sardegna (un impianto).
3. Puglia (due impianti).
4. Calabria (quattro impianti, di cui uno agrivoltaico).
A regime, la produzione stimata raggiungerà circa 15 GWh annui, una quantità di energia solare che equivale al consumo elettrico di oltre tremila famiglie secondo le stime dell'azienda e permette di evitare circa 3.200 tonnellate di CO₂ ogni anno. L'integrazione nelle CER consente un'immediata valorizzazione dell'energia tramite meccanismi di autoconsumo collettivo, riducendo la spesa energetica per soci e aderenti e supportando la resilienza delle filiere agricole locali; nel caso dell'agrivoltaico, l'asset da 1 MW è pensato per mantenere attività colturali sottostanti o affiancare produzioni compatibili, con benefici potenziali su microclima e diversificazione delle entrate agricole. Le potenzialità produttive e ambientali dipendono dall'accoppiamento tra tecnologia, gestione agronomica e modello di governance delle CER, che devono essere strutturati per massimizzare l'utilizzo locale dell'energia prodotta.
Dal punto di vista finanziario, l'operazione è stata sostenuta da Banca Monte dei Paschi di Siena, con un finanziamento di 2,5 milioni di euro, e da Intesa Sanpaolo, con un finanziamento di 2,3 milioni di euro, che insieme costituiscono il capitale per la fase di sviluppo e costruzione degli impianti. L'azienda indica che la partecipazione delle banche rappresenta un endorsement sulla qualità degli asset e sulla sostenibilità economica del progetto, evidenziando come la finanza possa accelerare investimenti in infrastrutture distribuite e integrate nei territori rurali. La struttura del finanziamento è stata concepita per coprire attività di sviluppo, iter autorizzativi e realizzazione, con attenzione alla mitigazione dei rischi tecnici e normativi e alla governance delle CER partner.
Sotto il profilo operativo, Exalto prevede di avviare cantieri e attività di connessione nei prossimi mesi del 2026, con l'obiettivo di portare progressivamente gli impianti in esercizio e collegarli alle Comunità Energetiche preesistenti; i tempi di completamento dipenderanno dalle autorizzazioni locali, dalle procedure di connessione alla rete e dall’implementazione dei piani di gestione condivisa dell’energia. La progettazione tecnica include studi di impatto agricolo per l'impianto agrivoltaico, definizione dei contratti di autoconsumo collettivo e piani di manutenzione, mentre i flussi economici previsti saranno orientati a garantire risparmi sulla bolletta per gli aderenti alle CER e un ritorno sostenibile per gli investitori. Il modello operativo adottato mira a replicare questo approccio in altre aree rurali ammesse a CER, favorendo economie di scala e standardizzazione delle soluzioni tecniche e contrattuali.
Per il settore agricolo locale, la combinazione di impianti fotovoltaici e agrivoltaici all'interno di Comunità Energetiche può tradursi in risultati concreti: riduzione dei costi energetici per aziende agricole e famiglie, nuove entrate da cessione dell'energia in eccesso, e opportunità di investimento in tecnologie agricole a minor consumo energetico; al tempo stesso l'aggancio alle CER promuove forme di governance partecipata e redistribuzione dei benefici sul territorio. Il progetto di Exalto viene presentato come una possibile best practice per connettere finanza, tecnologia e agricoltura sostenibile nel Mezzogiorno, con ricadute attese su occupazione locale, stabilità dei costi energetici e diffusione di modelli di produzione distribuita ed ecosostenibile.
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