A Santa Croce Camerina è operativo il primo impianto agrivoltaico italiano basato sulla tecnologia Serra Archimede®, realizzato da Bee srl e progettato dal Gruppo Regran con il supporto finanziario di Banca Agricola Popolare di Sicilia; Primo impianto in Italia è la definizione scelta dalle parti coinvolte per sottolineare il carattere sperimentale e pilota dell'intervento. L'operazione ha ricevuto un finanziamento bancario pari a 1,1 milioni di euro, destinato a coprire costruzione, componentistica fotovoltaica e sistemi di controllo; Investimento da 1,1 milioni è il dato economico che ne definisce la portata. Il progetto coniuga produzione agricola e generazione elettrica sullo stesso appezzamento, mirando a maggiore resilienza economica per le imprese agricole della zona.
La Serra Archimede® sfrutta moduli fotovoltaici bifacciali installati in posizione fissa sulla struttura della serra, in modo che la radiazione solare alimenti sia la fotosintesi delle colture sia la produzione elettrica per autoconsumo o vendita; moduli fotovoltaici bifacciali è la tecnologia centrale del sistema. La struttura è progettata per essere reversibile e non invasiva: non sottrae suolo alle colture e preserva l'integrità del terreno, permettendo il ritorno a una coltivazione tradizionale se necessario. Test preliminari condotti dall'Università di Catania su colture di pomodoro indicano rese paragonabili alle serre tradizionali, secondo le comunicazioni delle aziende coinvolte.
Il modello propone vantaggi concreti per le aziende agricole del territorio e per la filiera locale, in particolare riducendo la vulnerabilità ai prezzi dell'energia e creando nuove linee di ricavo dalla vendita dell'energia prodotta. I benefici principali segnalati dalle imprese e dagli sviluppatori includono:
1. Riduzione dei costi energetici aziendali e maggiore autonomia d'esercizio.
2. Nuove entrate derivanti dalla vendita di energia o dai servizi di rete.
3. Mantenimento della superficie agricola produttiva grazie alla reversibilità della struttura.
Per Banca Agricola Popolare di Sicilia il finanziamento rientra in una strategia di sostegno alla transizione energetica e all'innovazione agricola finalizzata a rafforzare i bilanci delle imprese agricole e la competitività territoriale. Il Gruppo Regran sottolinea la replicabilità del modello nella cosiddetta fascia trasformata del Ragusano, dove la combinazione di serre e fotovoltaico può incidere fortemente sui costi di produzione. Bee srl evidenzia come la soluzione possa diventare uno strumento operativo per modernizzare le infrastrutture aziendali, migliorare la qualità produttiva e diversificare i flussi di reddito.
Il contesto locale è caratterizzato da un'elevata densità di serre e da pressioni sui costi energetici che pesano direttamente sulla redditività; l'adozione di sistemi agrivoltaici è vista dalle aziende come una risposta tecnica e finanziaria a queste criticità. L'iniziativa può rappresentare un caso pilota per altri distretti agricoli in Sicilia e nel Mezzogiorno, specie dove la disponibilità solare e la vocazione alle colture protette rendono il modello potenzialmente conveniente. Rimane cruciale il monitoraggio delle rese, dell'effettiva produzione elettrica e dell'impatto microclimatico sulla coltura per consolidare i dati tecnici necessari alla diffusione.
Per ampliare l'adozione su scala regionale e nazionale saranno determinanti elementi come strumenti di finanziamento dedicati, normative chiare su uso del suolo e incentivazione dell'energia agricola, nonché assistenza tecnica alle imprese per l'installazione e la gestione. Le parti coinvolte hanno indicato l'intenzione di promuovere la replicabilità del progetto e di valutare nuove applicazioni su altre colture e formati di serre, con l'obiettivo di ottimizzare resa agricola ed efficienza energetica. Nel prossimo periodo sono previsti ulteriori rilievi tecnici e iniziative informative rivolte agli agricoltori per favorire l'adozione e la scalabilità del modello.
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