Il Disegno di Legge "Coltiva Italia" è all'esame del Parlamento con un pacchetto di misure rivolte al rafforzamento della prevenzione e della gestione delle crisi sanitarie in zootecnia, presentate e discusse in Commissione Agricoltura; il provvedimento collega misure normative a stanziamenti pluriennali per la sorveglianza e gli investimenti nelle filiere. Tra gli interventi previsti si segnala contributi per produzione carne bovina destinati agli imprenditori agricoli che investono nella filiera bovina e nelle attività di svezzamento e accrescimento dei capi, misura pensata per sostenere l'offerta nazionale di carne. Il testo prevede inoltre misure specifiche per malattie altamente impattanti e per la resilienza delle strutture di macellazione e stoccaggio, con attenzione sia alla prevenzione sia al supporto operativo durante le emergenze sanitarie. Il pacchetto di interventi è programmato per il triennio 2026-2028 e include stanziamenti mirati per diagnosi, logistica e ricerca applicata.
Il provvedimento contiene tre linee principali di intervento che mirano a contenere rischi sanitari e a sostenere la capacità produttiva e di reazione del settore zootecnico:
1. Linea vacca-vitello: contributi per investimenti nella produzione di carne bovina, nell’organizzazione degli allevamenti zootecnici e nella filiera per sostenere acquisto e allevamento di riproduttori, produzione di vitelli, svezzamento e accrescimento.
2. Sostegno creditizio alle imprese colpite da epizoozie: sospensione temporanea delle quote capitale di mutui e finanziamenti in scadenza per agevolare la liquidità delle aziende danneggiate, senza riferimento a eventi datati.
3. Peste suina africana (PSA): stanziamento di €1.000.000 per ciascun anno del triennio 2026–2028 a favore delle aziende del settore della macellazione per attività di congelamento e stoccaggio dei suini provenienti da aree soggette a restrizione, misura pensata per mantenere la filiera operativa e ridurre gli impatti economici delle zone di contenimento; questo intervento è accompagnato da sussidi logistici e tecnici per la gestione dei capi sottoposti a misure restrittive e da incentivi alla tracciabilità.
In Commissione sono stati presentati numerosi emendamenti che dettagliano o ampliano le misure del testo base, con proposte che riguardano sia il versante sanitario sia la digitalizzazione e la ricerca applicata; alcune proposte sono state accolte, altre respinte o ritirate in corso d'esame. Gli emendamenti principali proposti riguardano aspetti operativi e finanziari volti a migliorare la sorveglianza, il supporto diretto agli allevatori e la capacità di risposta dei laboratori pubblici e privati. Tra le proposte misurate emergono interventi per l'aviazione sanitaria, strumenti elettronici di monitoraggio degli allevamenti e infrastrutture di laboratorio per indagini genomiche.
1. Contributo a fondo perduto per allevamenti avicoli in caso di eradicazione e protocolli sanitari, con un limite di spesa nazionale dedicato alle regioni più colpite e misure per attenuare le perdite di reddito.
2. Fondo annuale di €4.000.000 per il triennio 2026–2028 per il monitoraggio della salute di vitelli e bovini tramite dispositivi elettronici innovativi volto a ridurre mortalità e uso di farmaci, rafforzare la sorveglianza sanitaria e promuovere approcci One Health.
3. Contributi alle aziende di macellazione per la gestione di suini provenienti da zone di restrizione, con modalità operative per il congelamento e lo stoccaggio sicuro delle carcasse.
4. Proposta (poi respinta in votazione) per l'istituzione di un fondo da €3.000.000 annui per il triennio 2026–2028 destinato al contenimento dell'ibridizzazione lupo-cane, comprendente monitoraggio molecolare, interventi di gestione sul territorio e campagne di sensibilizzazione.
5. Creazione di una Banca Dati Unica Zootecnica tramite una società mista pubblico-privata e stanziamento di €5.000.000 per il triennio 2026–2028 per realizzare la piattaforma che gestirà tracciabilità, classificazione aziendale e dati produttivi.
6. Fondo per Istituti Zooprofilattici e laboratori per l'acquisto di test genomici e infrastrutture per il whole genome sequencing, con una dotazione proposta di €5.000.000 per il 2026 per potenziare la diagnostica e l'indagine sui focolai di tossinfezione alimentare.
Le proposte puntano a risultati operativi chiari: maggiore capacità diagnostica e di sorveglianza dovrebbe ridurre i tempi di intervento sui focolai e, di conseguenza, l'uso non necessario di antibiotici, mentre gli incentivi agli allevamenti e alla filiera dovrebbero attenuare l'impatto economico delle restrizioni sanitarie. L'investimento in tecnologie di monitoraggio e in infrastrutture di alta biosicurezza vuole anche aumentare la resilienza del sistema produttivo e facilitare la tracciabilità dei prodotti di origine animale, con benefici attesi per la sicurezza alimentare. L'intervento sulla banca dati punta a semplificare condizionalità PAC, certificazioni e reportistica aziendale, riducendo duplicazioni amministrative.
Sul piano politico e procedurale, la discussione in Commissione ha evidenziato priorità divergenti tra le forze politiche su interventi territoriali e strumenti gestionali, con alcuni emendamenti ritirati e altri respinti in votazione; il passaggio parlamentare definitivo e le risorse effettive dipenderanno dall'inserimento delle misure nella manovra finanziaria e dai vincoli di bilancio. Gli operatori di filiera e le associazioni di categoria hanno chiesto criteri chiari per l'accesso ai contributi, tempi certi per l'erogazione delle risorse e procedure snelle per le pratiche di autorizzazione alle opere di adeguamento strutturale e tecnologico.
Per le aziende interessate, i beneficiari principali restano gli imprenditori agricoli singoli o associati e le imprese della filiera zootecnica, con interventi ammissibili che vanno dall'acquisto di riproduttori e attrezzature per la produzione di vitelli fino ai dispositivi elettronici per il monitoraggio della salute e agli interventi di adeguamento per stoccaggio e congelamento dei capi; le misure di ricerca e diagnostica sono rivolte a IZS e laboratori pubblici e privati che svolgono attività di sorveglianza e indagine genomica. L'iter parlamentare proseguirà nelle prossime settimane, durante le quali potranno essere definiti criteri di priorità, modalità operative e le modalità di audit e rendicontazione per assicurare efficacia e trasparenza nell'impiego dei fondi, mentre gli allevatori sono invitati a informarsi presso le proprie organizzazioni di riferimento per valutare l'ammissibilità e le procedure richieste.
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