Il Ministero della Salute italiano ha avviato un progetto pilota nazionale per la vaccinazione contro l'Influenza aviaria ad alta patogenicità, sottotipo H5, con l'obiettivo di testare la fattibilità e le procedure operative su scala reale. Primo progetto pilota nazionale è il dispositivo firmato dal Direttore Generale della Sanità Animale, che definisce ambiti, requisiti e strumenti di controllo per la sperimentazione. Il progetto coinvolge stabilimenti selezionati in aree considerate a rischio per epidemie e prevede il completamento al termine del ciclo produttivo dei gruppi vaccinati, con monitoraggio continuo della situazione sanitaria e della copertura vaccinale. Le misure previste puntano non solo a valutare l'efficacia biologica dei vaccini ma anche l'impatto operativo sulle filiere e sulla tracciabilità degli animali e dei prodotti.
La sperimentazione si concentra su due categorie di pollame maggiormente interessate dalle recenti epidemie: tacchini da carne e ovaiole per la produzione di uova da tavola. Il progetto pilota sarà realizzato in una ristretta area geografica, con stabilimenti individuati nelle province del veronese e del mantovano, e prevede vincoli operativi stringenti per la movimentazione degli animali e dei prodotti. Aree del veronese e mantovano sono state scelte per la loro rilevanza produttiva e per la presenza di contesti a rischio, al fine di raccogliere dati rappresentativi per la valutazione nazionale della strategia vaccinale. Gli animali vaccinati non potranno essere movimentati verso allevamenti esterni al progetto, e i prodotti derivati saranno destinati esclusivamente al mercato italiano.
Per assicurare standard omogenei, il piano indica requisiti precisi per i vaccini e per il personale che effettuerà le somministrazioni. I vaccini impiegati devono essere autorizzati dall'EMA per pollo e tacchino, compatibili con strategie DIVA (Differenzating Infected from Vaccinated Animals) e avere comprovata efficacia contro i ceppi HPAI circolanti nelle specie target. Perché l'azione sia valutabile e ripetibile, il progetto richiede formazione specifica e supervisione veterinaria su campo.
1. Vaccini autorizzati dall'EMA per Gallus gallus e Meleagris gallopavo.
2. Compatibilità con strategia DIVA sierologica e virologica.
3. Prova di efficacia verso i virus HPAI attualmente circolanti.
Le squadre incaricate delle vaccinazioni saranno individuate dalle aziende coinvolte e il responsabile di ciascuna squadra dovrà partecipare a un corso organizzato o validato dal Centro di Referenza Nazionale per l'Influenza Aviaria (CRNIA). I veterinari aziendali rispondono della corretta gestione e somministrazione dei vaccini, mentre i veterinari delle ASL svolgono attività di supervisione e controllo. Per il monitoraggio saranno impiegati gli applicativi del portale Vetinfo, in particolare la Banca Dati Nazionale (BDN) del pollame, il sistema per la Ricetta Elettronica Veterinaria (REV) e il Sistema Informativo Veterinario per la Sicurezza Alimentare (SINVSA), per tracciare vaccinazioni, movimenti consentiti e risultati di sorveglianza.
Il dispositivo dispone regole precise per la gestione dei prodotti e dei sottoprodotti di origine avicola provenienti dagli stabilimenti inclusi nel progetto pilota: la commercializzazione è limitata al mercato italiano e i sottoprodotti devono essere trattati esclusivamente in impianti nazionali autorizzati secondo il regolamento 1069/2009. Commercializzazione solo mercato italiano è una misura volta a contenere i rischi di diffusione internazionale durante la fase sperimentale e a garantire la tracciabilità completa della filiera. Il monitoraggio previsto includerà programmi di sorveglianza per la ricerca della malattia, test sierologici e virologici per valutare la risposta vaccinale e l'eventuale circolazione virale residua.
L'obiettivo dichiarato dalle autorità sanitarie è raccogliere evidenze pratiche sui punti critici e sulle migliori prassi operative della vaccinazione anti-HPAI, così da poter definire in futuro linee guida nazionali calibrate su dati concreti. Le informazioni che emergeranno dal progetto pilota serviranno a valutare l'efficacia complessiva della strategia vaccinale, il grado di copertura raggiungibile in allevamento e le implicazioni per la gestione commerciale e logistica delle filiere. Il progetto include anche indicatori per misurare l'impatto economico e operativo sulle aziende coinvolte, con l'obiettivo di fornire elementi utili per eventuali estensioni della strategia vaccinale nel Paese.
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