Monsummano Terme, 7 maggio 2026 — Un nubifragio ha investito l'azienda agricola Le Palme e la zona circostante causando ingenti danni alle strutture e agli animali; il titolare racconta di animali isolati dall'acqua e di spazi didattici completamente inagibili. Sul posto la protezione civile e i volontari hanno avviato le operazioni di soccorso e messa in sicurezza, mentre il gestore descrive la situazione come grave e estesa. polli e pulcini morti è la perdita più dolorosa per la famiglia che gestisce la fattoria, ma i problemi si estendono anche agli animali più grandi e alle aree ricreative per i visitatori. Le precipitazioni hanno fatto tracimare fossi e casse di espansione, portando acqua dentro gli argini e oltrepassando le difese della proprietà. Il contesto meteorologico locale evidenzia episodi di precipitazione intensa che hanno colpito punti critici del reticolo idrografico minore della zona.
Alcuni cavalli sono rimasti su isolotti di terra circondati dall'acqua e le mucche hanno avuto l'acqua fino all'altezza delle mammelle, rendendo necessario un monitoraggio veterinario immediato. Il titolare, Alessandro Fantozzi, ha spiegato che non è semplice spostare gli animali senza strutture adeguate e che il freddo e l'umidità aumentano il rischio di malattie respiratorie e di zoppie. I volontari e il disaster manager comunale hanno segnalato che questa azienda rappresenta la situazione più critica tra le segnalazioni ricevute nelle prime ore dell'emergenza. Per la salvaguardia del bestiame è stato attivato il coordinamento tra protezione civile, personale comunale e volontari locali per garantire tamponamenti e trasferimenti urgenti se necessari.
Tra i danni denunciati dal gestore figurano la perdita di animali, le aree laboratorio per i bambini rese impraticabili e il giardino per feste e compleanni completamente compromesso; il proprietario ha parlato di decine di migliaia di danni a carico dell'azienda. Gli impatti principali rilevati sul campo sono:
1. Perdita diretta di pollame e danni alle strutture di ricovero degli uccelli.
2. Allagamento dei recinti di equini, bovini e ovini con rischio sanitario per esposizione prolungata all'acqua fredda.
3. Distruzione di spazi didattici, attrezzature per laboratori e la zona feste che determinano mancati ricavi stagionali.
Questi tre punti sintetizzano le voci di danno che il titolare indica come prioritarie per il recupero dell'azienda.
Secondo la testimonianza del proprietario, i lavori di pulizia dei fossi erano stati eseguiti sulla parte privata, mentre l'area di competenza pubblica non risultava stata mantenuta e questo ha inciso sulla capacità di deflusso delle acque. Il gestore afferma di essere stato impedito ad intervenire direttamente su canalizzazioni e fossi di competenza provinciale, ma rimane la necessità di un intervento coordinato delle autorità idrauliche. Sul posto sono intervenuti il disaster manager del Comune e squadre di volontari per soccorrere animali e impedire ulteriori danni strutturali; le operazioni di emergenza sono state concentrate nelle ore successive al nubifragio per arginare il livello dell'acqua.
Il rischio sanitario per gli animali rimasti esposti comprende raffreddamenti, infezioni delle vie respiratorie e problemi di zoppia dovuti al terreno fangoso; il coinvolgimento di un veterinario per valutazioni cliniche e profilassi è considerato prioritario. La fattoria, che ospita attività didattiche e ricreative, ora rischia di rimanere ferma per settimane: fattoria didattica ferma è il timore principale espresso dal titolare a fronte di prenotazioni già programmate per la stagione. Per la messa in sicurezza e il ripristino degli spazi sarà necessario un piano di intervento che comprenda il risanamento del terreno, la disinfezione delle strutture e la ricostruzione degli spazi destinati ai laboratori per i bambini.
Per affrontare la fase di ripristino i gestori chiedono supporto economico, interventi pubblici per la manutenzione idraulica del territorio e una verifica delle coperture assicurative che possano rimborsare parte dei danni; allo stesso tempo va organizzata la logistica per la cura temporanea degli animali e la riprogrammazione delle attività didattiche. Le priorità operative segnalate dagli operatori locali includono il ripristino delle recinzioni, la bonifica dei suoli e la fornitura di lettiere asciutte e alimentazione d'emergenza per gli animali spostati. È inoltre essenziale monitorare eventuali problemi di qualità dell'acqua e residui inquinanti trasportati dalla piena prima di riutilizzare pozzi o bacini aziendali.
Sul posto rimangono attive le squadre di Protezione Civile e i volontari che continueranno a valutare la stabilità degli argini e a supportare il trasferimento degli animali se necessario; il disaster manager comunale ha definito la situazione «la più complessa riscontrata finora» tra le segnalazioni nella zona. I prossimi giorni saranno dedicati alla stima dettagliata dei danni, alla raccolta delle prove per eventuali richieste di contributo e alla pianificazione degli interventi tecnici necessari per riaprire in sicurezza la fattoria e riprendere le attività educative e ricreative.
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