Secondo il presidente Luca Robaldo e il consigliere delegato Silvano Dovetta, la provincia di Cuneo resta al momento senza casi di Peste suina africana nel 2026, ma la situazione ai confini suscita preoccupazione per il rischio di introduzione. Le autorità locali attribuiscono il risultato positivo a un coordinamento stretto della Cabina di regia e a misure di prevenzione attivate nelle aziende suinicole e nelle aree rurali. Cuneo ancora priva di Peste suina sintetizza la posizione ufficiale, che tuttavia sottolinea la fragilità del quadro epidemiologico regionale. L'appello formale è rivolto in particolare alle province confinanti per mantenere e rafforzare il livello di guardia.
La comunicazione inviata dall'amministrazione provinciale cita direttamente le Province di Asti, Alessandria e Savona come partner prioritari per il monitoraggio transfrontaliero, dato che movimenti di fauna selvatica e attività umane possono favorire la dispersione del virus. I rappresentanti di Cuneo chiedono scambi rapidi di informazioni sui casi sospetti e sulle carcasse ritrovate, oltre a un coordinamento operativo su ispezioni e misure di biosicurezza. Richiesta di vigilanza ai territori confinanti è il tono della lettera, che chiede azioni concrete per contenere i focolai nelle aree limitrofe.
Per ridurre il rischio di introduzione della Psa nei territori della Granda, la Provincia indica una serie di interventi prioritari rivolti ai colleghi e agli operatori sanitari veterinari, alle associazioni di categoria e agli allevatori. Gli obiettivi principali sono la rapida identificazione dei sospetti, la limitazione dei movimenti a rischio e la protezione delle filiere suinicole. Gli strumenti raccomandati includono il potenziamento delle reti di segnalazione, controlli mirati nelle aree boschive e nei mercati locali e formazione mirata per il personale tecnico. Cabina di regia ha coordinato le misure ricorda il ruolo attivo dell'organismo provinciale nel 2026.
1. Potenziare la sorveglianza attiva e passiva su fauna selvatica e allevamenti vicini alle aree a rischio.
2. Segnalare immediatamente carcasse e animali malati alle autorità veterinarie competenti per indagini tempestive.
3. Coordinare restrizioni temporanee sui movimenti di capi e materiali tra aree coinvolte e controlli sui punti di ingresso.
Gli operatori zootecnici locali sono invitati a mantenere standard elevati di biosicurezza in stalle e aziende trasformatrici, con particolare attenzione a accessi, disinfezione dei mezzi e gestione dei sottoprodotti. La Provincia sottolinea l'importanza di registrare e tracciare i flussi di animali vivi e di lavorare con le associazioni agricole per diffondere protocolli pratici a livello aziendale. Viene inoltre raccomandato l'uso di canali ufficiali per la comunicazione dei casi sospetti, al fine di evitare ritardi nelle azioni di contenimento.
Dal punto di vista operativo, la Cabina di regia provinciale conferma la disponibilità a condividere dati e linee guida con le strutture veterinarie regionali e con le province interessate, oltre a richiedere esercitazioni congiunte e scambi di personale tecnico in caso di necessità. La strategia indicata privilegia interventi rapidi e coordinati piuttosto che misure isolate, per limitare l'impatto economico sulla filiera suinicola. Le autorità provinciali insistono sul monitoraggio continuo delle aree boschive e dei corridoi ecologici come elementi chiave per intercettare eventuali focolai in tempo utile.
Gli allevatori e gli operatori della filiera sono quindi chiamati a mantenere alta l'attenzione e a collaborare con le istituzioni per aggiornamenti e controlli; la Provincia di Cuneo dichiara di proseguire il proprio impegno nel 2026 per preservare lo stato sanitario del territorio. Le azioni richieste mirano a ridurre il rischio di introduzione del virus e a garantire una risposta rapida in caso di emergenza, proteggendo sia gli allevamenti che il mercato locale della carne suina. Le misure operative e il coordinamento interprovinciale restano prioritari per le settimane e i mesi a venire.
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