AIEM realizza impianto fotovoltaico 1 MW a Cavarzere
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AIEM realizza impianto fotovoltaico 1 MW a Cavarzere

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AIEM realizza impianto fotovoltaico 1 MW a Cavarzere

Bron: AGRONEWS Alle berichten van deze bron

AIEM ha completato a Cavarzere, in provincia di Venezia, un impianto fotovoltaico progettato per sostenere un’azienda agricola ad elevato consumo energetico e ridurne la dipendenza dalla rete. L’impianto è pensato per trasformare una voce di costo critica in un elemento di competitività operativa, migliorando la prevedibilità dei costi e la resilienza aziendale di fronte alla volatilità dei prezzi elettrici. L’operazione rientra in percorsi di decarbonizzazione e efficienza energetica del settore primario, con benefici diretti sul bilancio energetico dell’impresa e sull’impatto ambientale locale. 1 MW di potenza è la capacità installata dichiarata, dimensionata per coprire il fabbisogno dell’azienda senza eccedere la scala delle attività produttive esistenti, favorendo al contempo la continuità operativa durante i picchi di consumo. Il progetto è stato realizzato da AIEM in qualità di EPC contractor e integra tecnologie mirate all’ottimizzazione della produzione lungo l’intera giornata solare.

Il campo fotovoltaico utilizza moduli e inverter di ultima generazione e una cabina di trasformazione per la connessione alla rete nazionale, con logiche di integrazione diretta verso i carichi aziendali e la possibilità di cessione dell’energia non immediatamente consumata. Componenti principali dell’impianto:

1. 1.596 moduli fotovoltaici monocristallini bifacciali da 615 Wp ciascuno.

2. 3 inverter di stringa Sungrow SG350HX da 320 kW ciascuno.

3. 1 cabina di trasformazione MT/BT per la connessione alla rete.

La scelta dei moduli ad alta potenza e degli inverter di stringa è finalizzata a massimizzare l’efficienza di conversione e a semplificare la gestione delle stringhe in contesti agricoli dove la manutenzione deve essere rapida e puntuale.

Il progetto fa leva su strutture a inseguimento solare monoassiale per aumentare la produzione utile durante le ore di attività dell’azienda agricola e per migliorare la captazione della radiazione nelle ore mattutine e pomeridiane. L’impianto è costituito da 23 tracker disposti su assi nord-sud nelle configurazioni 1×56 e 1×84 moduli, con inclinazione regolabile fino a ±60° per adattarsi alle condizioni stagionali e ridurre le perdite per angolo di incidenza; questa impostazione consente di estendere la finestra produttiva quotidiana rispetto a un campo fisso. I moduli bifacciali incrementano la generazione catturando parte della radiazione riflessa dal terreno e dalle strutture circostanti, migliorando il rendimento specifico dell’area occupata. moduli bifacciali 615 Wp caratterizzano la scelta tecnologica per bilanciare densità di potenza e produzione specifica per metro quadro.

Per assicurare operatività continua e gestione predittiva delle prestazioni, il progetto include una serie di opere accessorie e sistemi di sicurezza che supportano le attività ordinarie di esercizio e manutenzione:

1. sistemi di monitoraggio e sensori meteo per irraggiamento, vento e precipitazioni;

2. rete di videosorveglianza con telecamere ottiche e termiche;

3. sistemi di messa a terra e protezione contro le sovratensioni;

4. viabilità interna e accessi per la manutenzione.

Questi sistemi permettono di mettere in relazione dati ambientali e produttivi, abilitando interventi mirati e riducendo i tempi di fermo non pianificato; la videosorveglianza termica consente inoltre di individuare rapidamente anomalie elettriche che potrebbero compromettere la resa dell’impianto.

La producibilità prevista è compresa tra 1,4-1,5 GWh annui, un valore che permette di coprire il fabbisogno energetico dell’azienda agricola in esame e rappresenta un esempio replicabile per altre realtà energivore del comparto. Sul piano quantitativo, la produzione stimata equivale al consumo medio annuo di oltre 500 famiglie e si traduce in una riduzione stimata delle emissioni della rete di circa 450-600 tonnellate di CO₂ all’anno, calcolata con un fattore medio di emissione della rete elettrica italiana; questa riduzione dipende dall’effettiva quota di autoconsumo e dallo schema di cessione dell’energia in eccesso verso la rete. La connessione alla rete nazionale attraverso la cabina MT/BT garantisce flessibilità operativa: l’azienda può prioritizzare l’autoconsumo e smaltire l’energia non utilizzata, ottimizzando ricavi e costi complessivi.

Secondo Nico Nicoli, Sales Development Manager di AIEM, la domanda da parte del settore agricolo di soluzioni energetiche integrate è in crescita e impianti su misura come quello di Cavarzere trasformano il costo dell’energia in vantaggio competitivo; la posizione di Nicoli rimarca la necessità di coniugare progettazione tecnica e integrazione territoriale per accelerare la diffusione delle rinnovabili in contesti produttivi reali. Gianluca Miccoli, CEO di AIEM, sottolinea come l’autoproduzione da fonti rinnovabili aumenti la resilienza delle imprese agricole in un contesto di instabilità dei prezzi energetici e come lo sviluppo di progetti ready to build e l’attenzione alla supply chain dei moduli saranno fattori chiave per le prossime iniziative. Il progetto di Cavarzere funge da esempio operativo per future installazioni in aziende energivore, con prospettive di scalabilità e di integrazione con soluzioni di accumulo e gestione digitale dei carichi industriali.

Foto - www.qualenergia.it

Onderwerpen: Agricoltura sostenibile, Agricoltura di precisione, Innovazione & Startup (AgTech)

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