Agricoltura100 2026: sostenibilità premiante, Ruffino al top
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Agricoltura100 2026: sostenibilità premiante, Ruffino al top

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Agricoltura100 2026: sostenibilità premiante, Ruffino al top

Bron: AGRONEWS Alle berichten van deze bron

La sesta edizione del Rapporto "Agricoltura100" realizzato da Reale Mutua e Confagricoltura con Mbs Consulting misura l'avanzamento della sostenibilità nelle imprese agricole italiane e mette in evidenza i ritorni economici per chi investe su pratiche ambientali, sociali ed economiche. L'indagine 2026 ha coinvolto oltre 3.800 aziende e fotografa un settore in trasformazione dove la sostenibilità diventa leva competitiva sui mercati nazionali e internazionali. Ruffino al top del rating 2026 conferma il ruolo pioniere del comparto vitivinicolo nella transizione verso pratiche più sostenibili. Il rapporto sottolinea relazioni dirette tra livelli di sostenibilità e performance di mercato, con segnali concreti di crescita per le imprese più avanzate.

Il Rapporto 2026 segnala che la quota di imprese che raggiungono un livello elevato di sostenibilità è oggi del 57,9%, mentre la quota di aziende ferme a un livello iniziale si è ridotta all'11,9%. L'area ambientale è quella che è cresciuta maggiormente, con una quota di imprese ad alto livello che raggiunge il 63,8%, e anche la qualità dello sviluppo (competitività, innovazione, qualità dell'occupazione) mostra un aumento rilevante. Non si registrano differenze territoriali pronunciate tra Nord e Sud, e sorprende la presenza significativa di piccole imprese con indici di sostenibilità elevati. Le imprese più strutturate continuano però a guidare i livelli più alti di performance sostenibile.

Sul piano dei premi e delle eccellenze il vino resta settore guida e l'indagine premia realtà che combinano tradizione e innovazione: tra le prime posizioni del rating 2026 si distinguono produttori con ampie strategie di sostenibilità ambientale, tracciabilità e valorizzazione del territorio. Di seguito le prime tre realtà classificate nel Rapporto 2026. 1. Ruffino - Bagno a Ripoli (Firenze). 2. Società agricola Basso - Venezia. 3. Vittoria Tomatoes - Vittoria (Ragusa). Queste aziende sono state selezionate per impatti misurabili su qualità del prodotto, pratiche gestionali e performance economiche.

I dati economici collegano sostenibilità e redditività: tra le imprese con livello elevato di sostenibilità il 30,6% ha registrato una crescita del fatturato nell'ultimo periodo, rispetto al 14,6% delle aziende con livello base di sostenibilità. 30,6% in crescita rappresenta un indicatore importante della capacità delle pratiche sostenibili di tradursi in vantaggi commerciali. Parallelamente, la pressione sui margini rimane una sfida, con molte imprese che vedono utili limitati in rapporto al fatturato e che devono gestire l'aumento dei costi energetici e delle materie prime.

Pressioni internazionali e risposte

Il Rapporto analizza le conseguenze delle tensioni nel commercio internazionale e dei dazi su mercati strategici, evidenziando che molte imprese sono preoccupate per l'effetto dei conflitti commerciali e per le restrizioni sugli scambi. In risposta, le aziende che operano all'estero hanno attivato nuove politiche commerciali e di gestione dei rischi per ridurre l'esposizione e trovare sbocchi alternativi sul mercato. Le principali strategie adottate dalle imprese che operano sui mercati esteri sono state: 1. Ricerca di nuovi mercati di destinazione. 2. Revisione di contratti e condizioni commerciali con l'estero. 3. Riorientamento verso il mercato interno.

Le tensioni internazionali hanno inoltre determinato difficoltà negli acquisti e una ricerca di fornitori alternativi, mentre i rincari energetici legati a crisi geopolitiche hanno spinto il 42% delle imprese a segnalare aumento dei costi e solo il 26,4% a dichiarare capacità di intervento sui prezzi di vendita. L'effetto combinato sulla redditività è tangibile: il 47,5% delle imprese dichiara un utile inferiore al 5% del fatturato, fattore che rende urgente rafforzare strumenti di gestione del rischio e coperture assicurative.

Fattori guida della trasformazione

Il Rapporto individua cinque fattori che potranno guidare la trasformazione dell'agricoltura italiana nei prossimi anni e che vanno considerati nella progettazione di politiche e investimenti. 1. Qualità del prodotto: origine, tracciabilità, sicurezza e valore simbolico. 2. Innovazione e investimenti tecnologici. 3. Integrazione industriale e filiera. 4. Mitigazione della vulnerabilità idrogeologica e gestione dell'acqua. 5. Capitale umano: lavoro stabile, attrazione di donne e giovani e gestione del ricambio generazionale.

L'innovazione risulta centrale: il 70,3% delle imprese ha effettuato investimenti negli ultimi due anni e tra le aziende con livello di sostenibilità alto l'82,2% presenta un livello di innovazione elevato, a dimostrazione della forte correlazione tra innovazione e sostenibilità. Circa il 50,2% delle imprese ha sviluppato attività connesse alla produzione primaria come trasformazione, produzione energetica o servizi turistici, e per più della metà di queste attività contribuiscono per oltre il 30% ai ricavi aziendali, segnalando come la diversificazione sia leva di crescita e resilienza.

Il Rapporto mette in risalto la necessità di politiche di accompagnamento snelle e mirate per sostenere gli investimenti in sostenibilità e per favorire il ricambio generazionale, secondo le indicazioni del mondo associativo. Reale Group indica il ruolo delle coperture assicurative per rafforzare la capacità di prevenzione e resilienza, mentre Confagricoltura richiama l'importanza di obiettivi realistici e di un approccio culturale che coinvolga le nuove generazioni. Sul fronte territoriale, la percezione del rischio idrogeologico varia molto tra chi ha subito danni e chi no, evidenziando l'urgenza di azioni di informazione e formazione per la gestione efficiente dei rischi.

Tra le menzioni speciali segnalate dal Rapporto figurano aziende che si sono distinte per impegni specifici su salute alimentare, gestione del rischio, rapporti con le comunità, occupazione giovanile, agricoltura femminile, transizione energetica, digitalizzazione e benessere animale. 1. Tenuta di Tavignano (impegno per la salute alimentare). 2. Fattorie Novella Sentieri (gestione del rischio). 3. Olio Traldi di Boni Francesca (rapporti con reti e comunità). 4. Vivai e Piante F.lli Bergonzini (occupazione giovanile). 5. Mandredonne (transizione energetica).

I dati del Rapporto 2026 confermano che sostenibilità, innovazione e integrazione di filiera sono leve concrete per aumentare competitività e resilienza delle imprese agricole italiane, con esempi pratici nel settore vino e nelle eccellenze locali che mostrano come pratiche sostenibili possano tradursi in valore economico e territoriale. 57,9% imprese con livello elevato sintetizza l'avanzamento già misurabile nel sistema agricolo, che però richiede ulteriori strumenti finanziari, formativi e infrastrutturali per completare la transizione.

Foto - winenews.it

Onderwerpen: Uva & Vino, Agricoltura sostenibile, Innovazione & Startup (AgTech)

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