Nel 2026 Intesa Sanpaolo annuncia un piano di supporto specifico per la filiera olivicola italiana, allocando 1 miliardo di euro di nuovo credito destinato a investimenti produttivi, tecnologici e commerciali; l'operazione è parte di una strategia più ampia della Direzione Agribusiness che prevede 10 miliardi messi a disposizione per il settore agroalimentare al fine di sostenere crescita e resilienza. L'annuncio è stato fatto durante Enoliexpo a Bari nell'ambito del ciclo Agri-talk, momento in cui la banca ha illustrato il modello di servizio dedicato alla filiera olivicola olearia, ponendo l'accento su strumenti finanziari mirati e percorsi di accompagnamento tecnico e commerciale. L'iniziativa punta a intervenire sulle principali criticità del comparto — frammentazione, alternanza produttiva e rischi climatici — con soluzioni che combinano finanza agevolata, progetti infrastrutturali e programmi di aggregazione tra imprese; la banca sottolinea il ruolo strategico dell'olio italiano nei mercati premium come leva per difendere redditività e valore territoriale. Intesa Sanpaolo mette a disposizione risorse e competenze specialistiche, valorizzando la propria rete: 1.100 specialisti in Italia e oltre 80.000 clienti nel mondo agroalimentare che possono accedere a linee di credito dedicate, advisory per operazioni straordinarie e prodotti per la gestione del capitale circolante. Alla presentazione sono intervenuti esponenti del comparto e imprenditori di aziende olivicole e frantoi pugliesi, che hanno portato esempi concreti di investimenti in impianti di molitura moderni, sistemi di tracciabilità e iniziative di internazionalizzazione, sottolineando come il credito mirato faciliti la conversione verso pratiche produttive più efficienti e sostenibili.
Il piano operativo della banca è organizzato su direttrici chiare e integrate per incidere su qualità, competitività e stabilità delle imprese, con un mix di strumenti finanziari e servizi specialistici che accompagnano l'impresa dal campo al mercato; l'obiettivo dichiarato è aumentare la massa critica delle imprese italiane dell'olio, ridurre la vulnerabilità alla volatilità produttiva e valorizzare le denominazioni di origine. I manager della Direzione Agribusiness evidenziano che il finanziamento non è solo liquidità ma include l'accesso a consulenze su esportazione, certificazioni Dop/Igp, tecnologie di agricoltura di precisione e soluzioni per il recupero energetico dei sottoprodotti, generando ricadute operative misurabili in resa, qualità e costi. Il piano prevede inoltre strumenti per la copertura dei rischi climatici e per facilitare il ricambio generazionale, riconoscendo che l'età media degli imprenditori e la struttura fondiaria incidono sulla capacità di investimento e di innovazione delle aziende olivicole. Per dare chiarezza alle scelte strategiche e agli ambiti di intervento, la banca illustra quattro direttrici operative fondamentali:
1. Internazionalizzazione e posizionamento premium. Sostenere l'export dell'olio extra vergine italiano nei mercati ad alto potere d'acquisto, valorizzare Dop/Igp, tracciabilità e racconto dell'origine per difendere marginalità.
2. Aggregazione e rafforzamento della filiera. Promuovere contratti di filiera, operazioni di crescita straordinaria e forme di integrazione tra olivicoltori, frantoi e confezionatori per aumentare la massa critica e il potere negoziale.
3. Innovazione agronomica e ammodernamento dei frantoi. Finanziare nuovi impianti ad alta efficienza, agricoltura di precisione, tecnologie di molitura avanzate e soluzioni per il recupero energetico dei sottoprodotti per migliorare resa e sostenibilità.
4. Gestione del rischio e continuità aziendale. Offrire coperture assicurative agevolate, strumenti di finanza strutturata e soluzioni per stabilizzare i flussi finanziari, oltre a programmi di rafforzamento patrimoniale e supporto al passaggio generazionale.
Il piano presenta strumenti concreti: linee di credito dedicate a ciclo stagionale, leasing per macchine e impianti, prodotti per il factoring e soluzioni di ingegneria finanziaria per operazioni di aggregazione o acquisizione, accompagnati da percorsi di consulenza commerciale per l'accesso ai mercati esteri; in combinazione con interventi tecnici, questi strumenti permettono di ridurre il rischio operativo e migliorare la capacità di penetrazione sui segmenti premium. Sul fronte tecnico, la banca incentiva progetti pilota su agricoltura di precisione e sistemi di tracciabilità blockchain per rispondere alle richieste dei mercati esteri e alle esigenze di certificazione, mentre per i frantoi si promuovono investimenti in impianti che migliorino resa, qualità e recupero energetico dei sottoprodotti. La misura cerca inoltre di attivare partnership pubblico-private e di sfruttare risorse europee e nazionali disponibili per aumentare l'efficacia degli investimenti, con l'intento di generare economie di scala e maggiore sostenibilità economica per le imprese coinvolte.
Gli operatori del comparto presenti all'incontro hanno portato esempi concreti di risultati attesi: miglioramento qualitativo dell'olio, riduzione dei costi di lavorazione per tonnellata, estensione dei mercati esteri e maggiore stabilità dei flussi di cassa nella fase di raccolta e trasformazione; questi aspetti sono indicati come precondizioni per sostenere prezzi premium e margini più sostenibili. L'iniziativa di credito si inserisce in un contesto di crescente competizione internazionale e di pressioni climatiche che richiedono risposte integrate tra tecnologie, modelli organizzativi e strumenti finanziari, e trova impulso nella necessità di valorizzare le oltre 500 cultivar autoctone italiane e la loro distribuzione capillare sul territorio nazionale. La banca prevede monitoraggi periodici sull'utilizzo dei fondi e indicatori di impatto su produzione, qualità e penetrazione sui mercati esteri per misurare l'efficacia degli interventi e adattare le soluzioni finanziarie e tecniche alle esigenze emergenti delle imprese coinvolte.
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