Sfruttamento e lavoro nero: Carabinieri intervengono ad Aprilia
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Sfruttamento e lavoro nero: Carabinieri intervengono ad Aprilia

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Sfruttamento e lavoro nero: Carabinieri intervengono ad Aprilia

Bron: AGRONEWS Alle berichten van deze bron

Nel 2026 un intervento congiunto ha portato alla luce gravi irregolarità in una azienda agricola di ortaggi nel territorio di Aprilia, dove i braccianti operavano in condizioni di sfruttamento e lavoro nero ben oltre l'orario legale. Le verifiche hanno rilevato assenza di dispositivi di protezione individuale, alloggi degradati privi di servizi igienici e turni di lavoro protratti che hanno sovraccaricato i lavoratori. Le forze dell'ordine e gli ispettori hanno documentato situazioni che mettono a rischio salute e sicurezza sul lavoro, con impatti diretti sulla dignità dei lavoratori e sui costi del sistema produttivo locale. sfruttamento e lavoro nero emerge come problema strutturale nelle filiere orticole di alcuni territori, richiedendo misure coordinate tra enti e operatori.

L'azione è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Campoverde insieme al Nucleo operativo tutela del lavoro di Roma e all'Ispettorato del lavoro di Latina, che hanno denunciato due persone, rispettivamente di 27 e 20 anni, per i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. In seguito agli accertamenti sono state irrogate sanzioni amministrative complessive che ammontano a circa 14.000 euro e disposto il sequestro di un immobile utilizzato come alloggio per i lavoratori. Le attività ispettive del 2026 puntano a colpire non solo le singole condotte illecite ma anche le reti di intermediazione che alimentano il fenomeno. ammende per circa 14 mila euro e sequestro dell'immobile rappresentano provvedimenti immediati adottati dalle autorità.

1. Un bracciante italiano risultato non assunto, in condizioni di lavoro senza tutela legale né contributiva.

2. Due braccianti stranieri impiegati in regime di sfruttamento, con contratti irregolari o assenti e orari eccedenti.

3. Uno dei lavoratori costretto a dormire in un tugurio in stato di abbandono, privo di servizi igienici e condizioni igienico-sanitarie minime.

Le ispezioni hanno evidenziato come le condizioni materiali degli alloggi e l'assenza di dispositivi di protezione aumentino il rischio di infortuni e malattie professionali; la mancanza di registrazione delle ore rende inoltre difficoltoso il riconoscimento dei diritti pensionistici e assistenziali. Dal punto di vista operativo, questi fattori producono effetti a catena: minor sicurezza in campo, potenziale compromissione della qualità del prodotto e esposizione della filiera a responsabilità civili e penali. Le autorità sottolineano che la tutela della salute dei lavoratori è anche una componente della sicurezza alimentare e della reputazione commerciale dei produttori di ortaggi.

Sul piano normativo e di contrasto, nel 2026 l'attività di controllo si inserisce in un quadro di maggiore coordinamento interistituzionale tra forze dell'ordine, ispettorati del lavoro e amministrazioni locali, con campagne mirate nelle aree a maggiore presenza di coltivazioni intensive. Gli strumenti utilizzati comprendono denunce penali, sanzioni amministrative, sequestri preventivi e segnalazioni alle prefetture per possibili misure cautelari. Le autorità indicano che oltre alle sanzioni è essenziale il ricorso a percorsi di regolarizzazione del lavoro e programmi di formazione specifica per datori di lavoro e dirigenti di azienda agricola.

Le associazioni agricole e i sindacati locali sono stati invitati a collaborare per rafforzare la tracciabilità delle forniture e adottare codici etici che escludano rapporti d'uso con intermediarî illeciti; in campo tecnico si segnala l'importanza di investire in controllo documentale e sistemi di verifica dei contratti per ogni fase della filiera. Le aziende possono ridurre il rischio reputazionale e legale attraverso pratiche di tutela occupazionale, registrazione puntuale delle presenze e condizioni abitative rispettose, mentre le istituzioni proseguono con piani di monitoraggio per il 2026 che includono controlli a campione e campagne informative rivolte ai lavoratori.

Le indagini in corso ad Aprilia proseguono con accertamenti sul circuito di reclutamento e sulla catena dei pagamenti legati all'azienda orticola coinvolta, con possibili sviluppi procedurali che interesseranno i responsabili individuati e il patrimonio aziendale utilizzato per l'alloggio dei lavoratori. Le autorità ribadiscono la necessità di segnalazioni tempestive da parte dei lavoratori e degli operatori della filiera per individuare e rimuovere pratiche di sfruttamento, mentre le azioni amministrative e penali del 2026 mirano a rendere meno remunerative le reti illegali e più sicura la produzione agricola italiana.

Foto - www.rainews.it

Onderwerpen: Ortaggi, Agricoltura sostenibile, Terreni agricoli & Valori fondiari

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