La 77ª Assemblea annuale di Fruitimprese, riunita a Roma, ha messo al centro del dibattito la disponibilità di lavoro stagionale e l'aumento dei costi produttivi che pesano sulla filiera ortofrutticola. Secondo i partecipanti, manodopera in cima alle preoccupazioni resta la questione prioritaria per garantire raccolta e qualità, mentre la governance delle organizzazioni produttive è chiamata a proporre soluzioni operative per stabilizzare l'occupazione e ridurre la precarietà. Nel confronto sono emerse difficoltà pratiche e richieste di interventi normativi e fiscali mirati per sostenere l'occupazione regolare nel settore.
Il dibattito sulla manodopera ha visto interventi tecnici e sindacali convergenti su alcuni punti: Confagricoltura ha auspicato incentivi fiscali per rendere strutturali le giornate lavorative oltre certe soglie, Coldiretti ha richiamato l'attenzione sulle distorsioni generate da cooperative senza patrimonio agricolo e ha chiesto controlli aziendali efficaci, mentre la Flai-Cgil ha denunciato salari insufficienti e ha chiesto politiche che migliorino reddito e tutele. Le proposte hanno enfatizzato la necessità di strumenti che valorizzino il lavoro regolare e scoraggino pratiche irregolari che comprimono il mercato del lavoro locale.
Il ministro dell'agricoltura ha garantito l'impegno del Governo a difendere il modello agricolo nazionale nelle sedi europee e la necessità di interventi che tutelino la filiera italiana dalle pressioni competitive esterne. La leadership della filiera ha rilanciato l'importanza di ripensare gli strumenti di commercializzazione: è stato suggerito di rafforzare l'aggregazione logistica e commerciale sul modello internazionale per favorire i grandi operatori in grado di penetrare mercati lontani. Paolo De Castro e altri esperti hanno indicato nell'aggregazione dell'offerta e nella ricerca applicata i mezzi per aumentare resilienza e valore aggiunto del sistema produttivo.
Sullo scenario dei costi, il presidente di Fruitimprese ha segnalato che la filiera deve fronteggiare rincari su trasporti, energia e materiali di confezionamento, mettendo in guardia contro pratiche commerciali che trasferiscono gli oneri sui fornitori. Le preoccupazioni riguardano anche rotte commerciali più lunghe che aumentano tempi e costi logistici e il rischio di pressioni sui prezzi domestici da prodotti concorrenti che cambiano i flussi commerciali. In questo contesto è stato ribadito come rincari di trasporti ed energia possano erodere margini e richiedere politiche di sostegno mirate per mantenere competitività sui mercati esteri.
L'assemblea ha affrontato inoltre le sfide regolatorie a livello UE, con richieste di equilibrio tra tutela ambientale e strumenti efficaci per la protezione fitosanitaria; è stata proposta la reciproca riconoscenza delle autorizzazioni alle sostanze attive tra Paesi con condizioni agronomiche simili per ridurre frammentazione e incertezza. Preoccupazione è stata espressa per il percorso normativo sugli imballaggi e in particolare per il rischio di restrizioni sulle confezioni più piccole che potrebbero obbligare gli esportatori a differenziare packaging per destinazione, incrementando costi e complessità. Per questo motivo è stato citato come punto di attenzione il dibattito sul bando delle confezioni ridotte e la necessità di soluzioni armonizzate a livello UE; è stata inoltre evidenziata come l'adozione di tecnologie digitali e intelligenza artificiale rappresenti un'opportunità per aumentare efficienza e tracciabilità delle filiere, favorendo competitività.
1. Incentivi fiscali mirati per le giornate lavorative oltre le soglie stagionali, con credito d'imposta per favorire stabilità occupazionale e regolarità contributiva. Questi strumenti mirano a ridurre il ricorso a lavoro irregolare e a incentivare contratti più stabili.
2. Rafforzamento dei controlli e trasparenza nelle cooperative e negli appalti di manodopera agricola per contrastare pratiche distorsive e garantire corrette condizioni retributive. Misure di compliance e sanzioni proporzionate dovrebbero accompagnare percorsi di emersione e regolarizzazione.
3. Armonizzazione normativa europea su agrofarmaci e packaging, con riconoscimento reciproco delle autorizzazioni e regole uniformi per gli imballaggi, per evitare frammentazione che aumenterebbe costi logistici ed operativi degli esportatori; parallelamente promozione di R&D e tecnologie digitali per migliorare sostenibilità e valore aggiunto della produzione.
Foto - Assemblea Fruitimprese a Roma
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