I Carabinieri del Reparto per la Tutela Agroalimentare di Parma hanno eseguito un maxi sequestro a Reggiolo, bloccando merci destinate al mercato che provenivano dal Sud America; Oltre 90 tonnellate sequestrate per un valore commerciale stimato intorno ai 200.000 euro, e il titolare dell’azienda è stato denunciato per violazioni delle norme igienico-sanitarie. L'intervento, condotto con il supporto del personale dell’Ausl locale e nell'ambito di una cabina di regia nazionale, ha evidenziato criticità rilevanti nella gestione dello stoccaggio e nella documentazione di accompagnamento dei lotti. Le autorità hanno disposto la custodia giudiziale della merce in attesa dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria e sanitaria ed hanno avviato gli accertamenti amministrativi e penali del caso. L'operazione sottolinea il controllo mirato sulle importazioni di materie prime destinate alla filiera alimentare nazionale, con attenzione particolare a prodotti sfusi di origine estera.
L'ispezione ha rilevato condizioni di deposito incompatibili con la conservazione sicura degli alimenti: locali e confezioni presentavano la presenza di roditori vivi ed escrementi, condizioni che rendono i prodotti insalubri e non idonei alla commercializzazione; inoltre è emersa l'assenza di documentazione utile a ricostruire la provenienza e i passaggi della merce, confermando che si trattava di merce senza tracciabilità. Le irregolarità segnalate dagli ispettori e dal personale sanitario hanno portato al sequestro amministrativo aggiuntivo di ulteriori lotti per circa 2.000 kg, destinati anch’essi a verifiche più approfondite. Le analisi e le verifiche successive dovranno stabilire se porzioni della partita siano recuperabili mediante trattamenti autorizzati o se verranno distrutte per rischio sanitario. Il coinvolgimento diretto di Ausl e Nas evidenzia il carattere sanitario e penale dell'intervento, oltre che l'impatto economico stimato: valore stimato 200.000 euro di merce posta sotto sequestro.
1. Mancanza della documentazione di tracciabilità necessaria per i lotti importati.
2. Presenza di roditori vivi e di escrementi nei locali di stoccaggio e sulle confezioni.
3. Esecuzione di operazioni di confezionamento senza la prevista notifica sanitaria alla ASL.
Il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste ha commentato l'operazione ringraziando le forze dell'ordine e il personale sanitario coinvolto, sottolineando che episodi di questo tipo minano la fiducia nella filiera agroalimentare italiana e danneggiano il valore del Made in Italy. La cabina di regia del Ministero (Masaf), istituzionalizzata per coordinare controlli e strategie a livello nazionale, viene richiamata come strumento per rafforzare la sorveglianza lungo tutta la filiera, dal controllo delle importazioni fino alla distribuzione sul mercato interno. Le istituzioni intendono ampliare scambi informativi con le dogane e i servizi veterinari per intercettare prima l'ingresso di partite non conformi, incluse quelle sfuse che spesso presentano maggiori rischi di contaminazione.
Dal punto di vista della filiera cerealicola e dei trasformatori, l'episodio produce effetti immediati e concreti: i lotti sequestrati sottraggono materia prima disponibile per mulini e industria alimentare, mentre l'accresciuta attenzione degli operatori e dei controlli può comportare ritardi nelle procedure di sdoganamento e maggiori oneri per la documentazione. Le importazioni da Paesi terzi richiedono sistemi di verifica più stringenti per garantire la tracciabilità, ed è verosimile che le autorità incrementino i controlli sui punti logistici critici come stoccaggi intermedi e centri di confezionamento. Per gli operatori significa investire su procedure di autocontrollo, certificazione dei fornitori esteri e manutenzione degli impianti di stoccaggio per prevenire infestazioni infestanti.
Per limitare rischi analoghi e adeguarsi alla normativa vigente, gli operatori devono rafforzare le pratiche di buone prassi di magazzino: piani di derattizzazione documentati, registri di carico e scarico, etichettatura puntuale dei lotti e notifiche sanitarie quando previste, oltre all'adozione di soluzioni digitali per la tracciabilità che consentano la ricostruzione istantanea dei passaggi logistici. Le autorità sanitarie e giudiziarie proseguiranno le verifiche tecniche sui campioni sequestrati per stabilire gli esiti microbiologici e la presenza di contaminanti, determinando le eventuali sanzioni e gli obblighi di distruzione o recupero dei prodotti. Operatori della filiera e distributori sono invitati a segnalare anomalie e a verificare la documentazione d'accompagnamento per ogni partita importata.
L'episodio a Reggiolo evidenzia la relazione diretta tra pratiche di stoccaggio inadeguate e rischio per la salute pubblica, con impatti economici sulla filiera e sulla fiducia dei consumatori; continueranno i controlli mirati e la cooperazione tra NAS, Ausl, dogane e Masaf per prevenire l'ingresso e la circolazione di materie prime non conformi. Le autorità hanno annunciato un incremento delle ispezioni nei depositi che movimentano prodotti sfusi e una maggiore attenzione alla documentazione di origine e ai protocolli di sanificazione, aspettandosi che tali misure riducano la ricorrenza di fenomeni analoghi.
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