Berlato: allevatori sotto pressione, serve aiuto Ue
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Berlato: allevatori sotto pressione, serve aiuto Ue

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Berlato: allevatori sotto pressione, serve aiuto Ue

Fuente: AGRONEWS Todas las noticias de la fuente

Secondo Berlato (ECR-FdI) gli allevatori europei e italiani stanno subendo una stretta che combina perdita di redditività, oneri amministrativi crescenti e il rischio di zoonosi, e per questo chiede interventi immediati a livello Ue; il deputato sollecita misure concrete che possano ridurre i costi operativi e rafforzare la prevenzione sanitaria senza aggravare la burocrazia. crollo della redditività è il termine che utilizza per definire la situazione percepita nelle aziende zootecniche, dove margini sempre più risicati minano gli investimenti in biosicurezza. Berlato sottolinea inoltre come la transizione del settore primario verso servizi terziari collegati (trasformazione, logistica, servizi veterinari) renda gli allevatori più vulnerabili alle inefficienze amministrative. Il suo appello è diretto alla Commissione europea, ai governi nazionali e ai parlamentari che rappresentano le regioni zootecniche più esposte.

Terziorizzazione e costi mettono a rischio le aziende zootecniche

Le cause indicate dall'europarlamentare sono molteplici e interconnesse: incremento dei costi dei mezzi produttivi, adempimenti amministrativi ripetuti a livello locale e nazionale, e la necessità di maggiori investimenti in controlli sanitari per limitare le zoonosi. oneri burocratici e tempi lunghi rallentano l'accesso ai contributi e la realizzazione di interventi urgenti nelle aziende, con conseguente aumento dei costi indiretti. L'aumento della frammentazione normativa tra Stati membri complica inoltre le esportazioni e l'accesso a mercati più remunerativi, penalizzando specialmente le realtà di piccole e medie dimensioni. Berlato evidenzia come la combinazione di questi fattori possa spingere molte aziende a ridurre il bestiame o a cessare l'attività.

Sul fronte sanitario, il deputato richiama l'attenzione sulle zoonosi emergenti che impattano direttamente sul mercato e sulla fiducia dei consumatori; casi di influenza aviaria in avicoltura e la minaccia persistente di Peste Suina Africana nel territorio europeo richiedono risposte rapide e coordinate. La diffusione di malattie animali provoca interruzioni nelle filiere, obbliga ad abbattimenti e restrizioni commerciali e impone costi aggiuntivi per la sorveglianza e la sanificazione. Berlato segnala inoltre che molte aziende sono costrette a destinare risorse che potrebbero essere investite in innovazione semplicemente per adeguarsi a procedure di controllo inefficaci o duplicate.

Per affrontare la situazione, Berlato propone una serie di misure urgenti e attuabili a livello comunitario e nazionale; elenca priorità operative che dovrebbero essere messe in campo nel breve periodo per evitare la perdita strutturale di capacità produttiva. Le richieste principali sono:

1. finanziamenti straordinari per la biosicurezza con anticipo dei pagamenti fino al 70% dei costi ammissibili per interventi urgenti.

2. semplificazione delle procedure autorizzative e creazione di uno sportello unico digitale per pratiche sanitarie e ambientali con tempi certi di risposta entro 60 giorni.

3. programmi di compensazione temporanea per le perdite di reddito legate a focolai e restrizioni commerciali, destinati a mantenere il capitale produttivo nelle aziende.

4. investimenti mirati in formazione veterinaria e supporto alla digitalizzazione per la tracciabilità, con fondi Ue dedicati alla ricerca su zoonosi.

Questi punti vogliono collegare aiuti finanziari a interventi strutturali che migliorino la resilienza del settore.

A livello operativo Berlato indica strumenti Ue già esistenti che potrebbero essere rimodulati per l'emergenza: flessibilità nella programmazione dei piani strategici della PAC, utilizzo di meccanismi di solidarietà a livello europeo, e attivazione di fondi straordinari per interventi sanitari rapidi. L'obiettivo è ridurre il gap tra l'emergere di un rischio sanitario e l'erogazione di risorse concrete sul territorio, evitando che le aziende restino scoperte per mesi. Inoltre propone che i controlli e le condizionalità siano rivisti per concentrarsi su risultati misurabili invece che su processi ridondanti, con audit digitali che riducano i passaggi burocratici e velocizzino i rimborsi.

Sul piano normativo e amministrativo Berlato chiede un impegno per armonizzare le procedure tra Stati membri, favorire la mutualizzazione dei servizi veterinari e creare reti regionali di pronto intervento per malattie animali. La digitalizzazione delle registrazioni, l'adozione di certificati elettronici e la standardizzazione dei protocolli di emergenza sono presentate come priorità per ridurre i tempi di reazione. L'eurodeputato ricorda che tempi più brevi nelle autorizzazioni e nei controlli si traducono direttamente in minori costi per gli allevatori e in una maggiore capacità di contenere focolai prima che diventino crisi regionali.

Berlato conclude sollecitando una cabina di regia a livello europeo che coinvolga Commissione, Stati membri e rappresentanti della filiera zootecnica per monitorare l'attuazione delle misure e adattarle in tempo reale; l'obiettivo è intervenire con strumenti finanziari e normativi coordinati prima che si generino chiusure definitive di allevamenti e perdita di capacità produttiva. La richiesta è che le risorse siano destinate non solo a ristori temporanei ma anche a progetti di lungo periodo per migliorare la resilienza, la biosicurezza e la sostenibilità economica degli allevamenti. L'appello infine è per un'azione tempestiva e concreta a tutela delle aziende che garantiscono approvvigionamento, posti di lavoro e presidio del territorio.

Foto - agricolae.eu

Temas: Medicina veterinaria, Benessere animale, Inflazione & Costi dei mezzi produttivi

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