In vigore l'intesa Ue‑Mercosur: via i dazi su oltre il 90% delle merci UE
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In vigore l'intesa Ue‑Mercosur: via i dazi su oltre il 90% delle merci UE

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In vigore l'intesa Ue‑Mercosur: via i dazi su oltre il 90% delle merci UE

Source: AGRONEWS All news of the source

L'accordo tra Unione europea e Mercosur entra in applicazione provvisoria dal 1 maggio e apre mercati per aziende e prodotti agroalimentari europei verso 700 milioni di consumatori. Applicazione provvisoria dal 1 maggio segna l'avvio di norme comuni su etichettatura, valutazione della conformità e accesso agli appalti pubblici nei Paesi del Mercosur. La Commissione europea sottolinea che si tratta di una mossa strategica per la competitività industriale e agroalimentare dell'Europa, ma le preoccupazioni su ambiente e quote rimangono forti tra alcuni Stati membri e ONG.

L'accordo prevede la graduale eliminazione o riduzione dei dazi su oltre il 91% delle merci Ue esportate nel Mercosur e liberalizza l'84% delle tariffe sulle esportazioni agroindustriali sudamericane verso l'UE. Dazi ridotti su oltre il 91% è il dato tecnico che impatta le filiere europee maggiormente orientate all'export. Per il settore agroalimentare europeo la novità più concreta è la protezione rafforzata delle Indicazioni Geografiche: 344 Indicazioni geografiche tutelate come Parmigiano Reggiano e altri prodotti DOP/IGP otterranno tutela giuridica nel Mercosur.

Tra i settori europei interessati dalla riduzione dei dazi figurano automobili, prodotti farmaceutici, vini, bevande alcoliche e oli d'oliva, oltre a una vasta gamma di prodotti agroalimentari; le categorie si possono sintetizzare così: 1. Vini, distillati e bevande alcoliche. 2. Oli alimentari e olio extravergine d'oliva. 3. Formaggi e prodotti caseari DOP/IGP. 4. Prodotti trasformati e conserve. 5. Settore automotive e farmaceutico. Questi comparti avranno condizioni doganali più favorevoli per esportare verso Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, sia sulle tariffe sia sulle procedure tecniche.

Il dossier più sensibile sul fronte agricolo riguarda le quote e le tariffe preferenziali per la carne bovina: l'Unione ha concesso una quota annuale di 99.000 tonnellate a dazio ridotto al 7,5% e i paesi del Mercosur devono concordare la ripartizione interna. Le posizioni in gioco sono divergenti e la disputa interna rischia di influenzare la disponibilità delle quote sul mercato; le proposte principali sono: 1. Distribuzione equa del 25% per ciascun Paese (proposta del Paraguay). 2. Ripartizione basata sull'export globale storico (proposta del Brasile). 3. Calcolo delle quote in funzione degli scambi con l'UE (proposta di Argentina e Uruguay). Queste alternative hanno impatti diversi sulle dinamiche competitive e sui flussi di esportazione verso l'Europa.

Dal punto di vista regolatorio, l'accordo introduce anche misure per ridurre le barriere non tariffarie: norme comuni su etichettatura, valutazione della conformità e riconoscimento di standard internazionali dovrebbero semplificare le procedure per le imprese. La possibilità per le aziende UE di partecipare a gare d'appalto a livello federale e statale nei Paesi Mercosur apre opportunità commerciali concrete, soprattutto per l'industria degli impianti agroalimentari, tecnologie per la trasformazione e servizi per la filiera logistica.

I produttori europei guardano con attenzione alle clausole di salvaguardia e al sistema di quote predisposto dalla Commissione per mitigare eventuali shock competitivi. Organizzazioni agricole e associazioni di categoria richiedono monitoraggio dei flussi e strumenti rapidi di intervento qualora si registrino danni ai mercati locali. Allo stesso tempo le imprese export‑oriented valutano opportunità di crescita su segmenti come formaggi DOP, vini DOC/DOCG e olio extravergine che beneficeranno di dazi ridotti e tutele GI.

Le reazioni politiche e ambientali restano polarizzate: alcuni governi e parlamentari europei definiscono l'intesa strumento di autonomia strategica e apertura verso partner affidabili, mentre critiche ambientali evidenziano il rischio di incentivare pratiche legate alla deforestazione e al dumping sociale. Organismi di controllo, ONG e rappresentanti del Parlamento hanno chiesto meccanismi di monitoraggio e clausole vincolanti su sostenibilità e tracciabilità, elementi che nelle prossime settimane saranno al centro dei negoziati tecnici e delle valutazioni di impatto.

Nei prossimi mesi si osserveranno due variabili chiave per il settore agroalimentare: l'assegnazione e gestione delle quote (in particolare per carne bovina) e l'attuazione pratica delle norme tecniche che riducono gli ostacoli non tariffari. Imprese e consorzi dovranno adeguare etichettatura, procedure di conformità e piani logistici per sfruttare i vantaggi tariffari, mentre le autorità europee e dei Paesi Mercosur saranno chiamate a monitorare impatti commerciali, ambientali e sociali. Foto - (immagine d'archivio di merci agroalimentari e container in porto)

Foto - www.ansa.it

Topics: Carne bovina, Certificazione DOP & IGP, Commercio internazionale

Agronews

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