Secondo il sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, e il collega di Buonconvento, Riccardo Conti, la discussione sul progetto agrivoltaico in area periurbana richiede che siano i Comuni a decidere modalità e luoghi di intervento. I due amministratori precisano che non sono contrari alla transizione energetica, ma sottolineano la necessità di bilanciare impianti e tutela del paesaggio, con particolare attenzione alle aree vinicole e ai percorsi storici che attraggono turismo enogastronomico. La posizione mette in chiaro che la scelta degli impianti ha effetti diretti su reddito agricolo, attrattività turistica e valore fondiario.
Il progetto contestato riguarda un'area che si affaccia sui vigneti del Brunello e attraversata dalla Via Francigena; per questo i sindaci richiamano l'attenzione sul valore paesaggistico e culturale dell'area. Franceschelli osserva che la transizione energetica «va fatta», ma non con provvedimenti che rischino di produrre più danni che benefici per produzioni d'eccellenza e per il turismo rurale. Conti ha espresso analoghe preoccupazioni evidenziando che la pianificazione calata dall'esterno può generare logiche speculative e indebolire la capacità dei territori di decidere il proprio sviluppo.
I punti chiave richiamati dagli amministratori riguardano rischi concreti e misure di governance per evitarli; tra i rischi indicati figurano la perdita di valore del paesaggio, l'impatto sulle attività agricole contigue e la compressione delle filiere locali legate al vino. Di conseguenza i sindaci chiedono che la pianificazione territoriale rimanga nella responsabilità comunale per garantire coerenza con piani urbanistici, tutela delle produzioni e compatibilità turistica. In questo senso viene ribadita l'importanza di valutazioni che confrontino costi e benefici in termini economici, ambientali e sociali.
1. Mantenere la competenza di pianificazione ai Comuni, per decidere aree e modalità di impianto. 2. Valutare l'impatto paesaggistico e produttivo prima di autorizzare progetti, con studi vincolanti. 3. Assicurare che eventuali impianti portino vantaggi concreti alla comunità locale e non solo redditi per investitori esterni.
Le richieste includono strumenti concreti: piani comunali che definiscano aree compatibili per agrivoltaico, criteri di distanza da vigneti pregiati e vie storiche, e convenzioni che vincolino benefici economici alle comunità locali. Un esempio pratico proposto è l'obbligo di sottoscrivere accordi con produttori locali che tutelino pratiche agricole e accesso alle superfici, oltre alla previsione di misure di mitigazione paesaggistica come schermature vegetali e interventi di ripristino. Le proposte puntano anche a introdurre soglie massime di superficie impiantabile per area comunale al fine di preservare l'identità rurale.
Gli effetti attesi da una gestione pubblica della pianificazione sono concreti: maggiore controllo sul posizionamento degli impianti riduce il rischio di impatti negativi sulle DOC e sull'appeal turistico, mentre procedure condivise possono accelerare autorizzazioni compatibili e attrarre investimenti che integrino produzione agricola e fotovoltaico in modo sostenibile. Di contro, una gestione senza vincoli territoriali può provocare contestazioni, contenziosi e ritardi che danneggiano investimenti e comunità.
Il dibattito in atto richiede ora strumenti operativi a livello locale e regionale: linee guida per agrivoltaico in aree viticole, criteri di valutazione ambientale restrittivi per zone candidate a riconoscimenti internazionali, e percorsi di partecipazione pubblica che coinvolgano produttori, consorzi del vino e operatori turistici. I sindaci ribadiscono che la battaglia non è contro le rinnovabili ma a favore della tutela del paesaggio e dell'economia locale, e chiedono che le scelte future tengano conto dell'interazione tra energia, agricoltura e valore territoriale. quindici ettari di impianto rimangono un riferimento per valutare scala e impatto del progetto, vista sui vigneti del Brunello è citata come elemento sensibile da tutelare e programmazione ai Comuni è il principio politico invocato dagli amministratori.
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