Il Comitato economico che coordina l'Accordo interprofessionale per la produzione di sementi foraggere ha fissato 2,80 euro/kg come prezzo orientativo di liquidazione per il seme certificato in natura destinato alla campagna 2026, riferito a prodotto pulito con calo di lavorazione 0%. La misura è pensata come riferimento contrattuale e come tutela per i produttori impegnati nella moltiplicazione del seme, fornendo chiarezza sui termini economici all'avvio della stagione produttiva. L'indicazione riguarda il seme certificato in natura e non include operazioni di lavorazione o trattamenti post-raccolta, per i quali vanno concordate condizioni separate. L'adozione di un prezzo orientativo si inserisce nelle pratiche comuni di settore per ridurre incertezza e rischi di mercato durante la campagna 2026. Il Comitato sottolinea che il valore è frutto del confronto tra le parti e non impedisce ulteriori negoziazioni tra produttore e ditta sementiera.
La finalità del prezzo orientativo è triplice e viene esplicitata come riferimento operativo per produttori e aziende sementiere:
1. Offrire tutela economica ai produttori impegnati nella moltiplicazione del seme.
2. Costituire un riferimento contrattuale che consenta di valutare la convenienza dell'impegno produttivo all'inizio della campagna.
3. Garantire una base minima di liquidazione qualora la ditta sementiera non proceda al ritiro integrale della produzione.
La determinazione del prezzo nasce dal confronto tra le parti coinvolte e dalla necessità di mantenere un equilibrio tra le esigenze dei produttori e la sostenibilità economica del settore sementiero; questo processo mira a limitare situazioni in cui scostamenti di prezzo repentini possano compromettere la marginalità aziendale. Per i produttori, il riferimento di prezzo rappresenta un elemento di valutazione preventiva che incide direttamente sulle decisioni di semina, contrattazione e impiego delle risorse aziendali. Il Comitato evidenzia inoltre che il meccanismo è pensato per agevolare il normale svolgimento dei contratti di moltiplicazione, riducendo contenziosi dovuti a ritiri parziali o a rifiuti di prodotto per problemi qualitativi.
L'introduzione del prezzo orientativo ha effetti immediati sulla programmazione colturale della campagna 2026: i produttori possono quantificare più precisamente i ricavi attesi dalla moltiplicazione del seme e comparare offerte commerciali con maggiore trasparenza. Sul fronte delle imprese sementiere, il prezzo funge da riferimento per pianificare acquisti e definire strategie di raccolta, condizionando anche le politiche di stock e logistica. Questo strumento è particolarmente utile in un contesto in cui cambiamenti climatici e mutamenti nell'assetto dei mercati stanno aumentando la variabilità produttiva e i costi di gestione.
Per limitare rischi pratici legati alla commercializzazione, il Comitato raccomanda che gli accordi tra produttore e ditta sementiera contengano clausole chiare su qualità, modalità di ritiro e penali, oltre a specificare eventuali oneri di lavorazione non coperti dal prezzo orientativo. L'indicazione del prezzo non sostituisce l'obbligo di rispettare le normative sulla certificazione e sulle procedure di controllo qualità, che restano vincolanti per la vendita del seme certificato in natura. Nei casi di mancato ritiro da parte della ditta sementiera, il prezzo orientativo deve servire come base minima di riferimento per la liquidazione del prodotto rimasto in mano al moltiplicatore.
A livello di settore, l'auspicio del Comitato è che lo strumento favorisca un rapporto più stabile tra produttori e imprese sementiere e contribuisca a sostenere l'offerta nazionale di sementi foraggere nella prossima stagione. Il riferimento di prezzo può inoltre facilitare politiche di breve termine volte a preservare capacità produttiva nazionale, riducendo l'esposizione a shock esterni di mercato. Le parti coinvolte si sono dichiarate disponibili a riesaminare il valore orientativo nel corso della campagna qualora condizioni di mercato o climatiche estreme lo rendessero necessario.
Per i coltivatori interessati alla moltiplicazione del seme di erba medica nella campagna 2026, è consigliabile valutare le condizioni contrattuali offerte dalle aziende sementiere alla luce del prezzo orientativo e definire per tempo piani di lavorazione, raccolta e stoccaggio che rispettino i parametri di certificazione. La comunicazione del Comitato funge da bussola per la negoziazione e per la programmazione aziendale, con l'obiettivo di ridurre l'incertezza economica durante la raccolta e la fase di vendita del seme. Il monitoraggio delle condizioni di mercato e un dialogo continuo tra le parti resteranno elementi chiave per garantire una filiera sementiera competitiva e sostenibile anche oltre la campagna 2026.
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