Fondo da 20 mln euro per rottamare i vigneti di Bordeaux
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Fondo da 20 mln euro per rottamare i vigneti di Bordeaux

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Fondo da 20 mln euro per rottamare i vigneti di Bordeaux

Allikas: AGRONEWS Kõik selle allika uudised

Un fondo pubblico-privato da 20 milioni di euro è stato costituito per intervenire sui vigneti abbandonati dell'areale di Bordeaux, con l'obiettivo di favorire la ristrutturazione e la riqualificazione del territorio vitivinicolo della Nouvelle-Aquitaine. L'iniziativa mette insieme istituzioni pubbliche e operatori privati per offrire un'opzione economica ai viticoltori in difficoltà che intendono vendere appezzamenti estirpati, recentemente estirpati o destinati all'estirpazione. Questo intervento nasce come risposta alla crisi economica che interessa parte del settore e come tentativo di gestire la frammentazione fondiaria e l'abbandono di viti poco produttive o non più sostenibili. L'azione è pensata per influire direttamente sul mercato fondiario locale e sulle possibilità di riorganizzazione delle filiere vitivinicole della regione.

Il capitale complessivo del veicolo ammonta a 20 milioni di euro e, secondo quanto comunicato, 14 milioni dalle banche costituiscono la principale quota privata della dotazione. Il resto del capitale è garantito da risorse statali e regionali inserite nel programma sperimentale Foncière d'Avenir en Gironde, che coinvolge anche enti locali, sindacati agricoli e organismi per lo sviluppo territoriale. Il modello operativo prevede che il fondo non sia obbligato ad acquistare tutti i terreni proposti, lasciando margine di valutazione economica e tecnica caso per caso. Il meccanismo vuole bilanciare esigenze sociali ed economiche con la necessità di mantenere un controllo sui costi e sull'utilizzo futuro delle superfici acquistate.

1. Banche regionali e sistema bancario regionale che forniscono la maggior parte del capitale.

2. Governo centrale e governo regionale che integrano la dotazione pubblica.

3. Sindacati agricoli e Camere di Commercio coinvolti nelle fasi consultive.

4. Safer Nouvelle-Aquitaine incaricata delle operazioni fondiarie e delle trattative con i proprietari.

5. Agenzie locali per lo sviluppo territoriale che collaborano alla progettazione delle destinazioni d'uso.

Potranno presentare domanda i produttori che dichiarano l'intenzione di vendere terreni vitati già estirpati, in fase di estirpazione o lasciati a riposo, interessando in tutto circa 5.400 viticoltori secondo i dati regionali diffusi. Le richieste devono essere formalizzate entro il termine previsto per l'anno 2026, secondo le modalità comunicate dalla Prefettura della Nouvelle-Aquitaine, che coordina l'operazione con gli altri partner. L'accesso al programma sarà valutato caso per caso, con verifiche sulla titolarità, lo stato fitosanitario dei terreni e la documentazione agronomica necessaria per avviare la transazione. Il meccanismo intende offrire liquidità immediata agli imprenditori che scelgono di uscire dall'attività vitivinicola o che necessitano di dismettere superfici non più sostenibili.

Il comitato direttivo del fondo si riunirà in luglio 2026 per definire le priorità d'acquisto e i criteri tecnici e ambientali che orienteranno le acquisizioni, e poi la Safer Nouvelle-Aquitaine avvierà i colloqui con i proprietari per formalizzare le operazioni. È previsto che le valutazioni tengano conto sia del valore economico sia dell'interesse pubblico e paesaggistico delle superfici, ma al momento non sono stati definiti vincoli vincolanti sulla destinazione d'uso post-acquisto. La mancanza di un obbligo di acquisto consente al fondo di operare in modo selettivo, limitando il rischio finanziario e permettendo interventi mirati dove più utili per la riqualificazione.

L'intervento si inserisce in un più ampio piano di ristrutturazione del sistema vitivinicolo locale: da una parte. si punta a restituire funzionalità produttiva e paesaggistica a terreni degradati, dall'altra a offrire un supporto concreto a chi decide di abbandonare l'attività. Il programma include anche l'ipotesi di ricollocare parte dei terreni verso colture alternative, sistemi agroecologici o progetti territoriali di interesse pubblico, pur senza aver ancora stabilito destinazioni definitive. Le priorità che emergeranno nella riunione del comitato guideranno le successive fasi operative e le possibili partnership con operatori agricoli o enti pubblici interessati a riutilizzare le superfici.

Il contesto di mercato rimane una variabile chiave: le esportazioni e la domanda estera presentano segnali di sofferenza verso mercati rilevanti come Cina e Stati Uniti, condizionando i ricavi e la redditività di molte aziende bordolesi. Questa pressione sui prezzi e sui volumi commercializzati ha aumentato il numero di aziende in difficoltà e la tendenza all'abbandono o alla cessione di piccoli appezzamenti poco redditizi. L'intervento fondiario può avere effetti diretti sui valori delle terre, sulle opportunità di consolidamento aziendale e sulla capacità di attrarre nuovi investimenti nella filiera. Le prossime settimane saranno cruciali per la definizione dei criteri di accesso e per la calendarizzazione delle prime acquisizioni da parte del fondo.

Foto - www.gamberorosso.it

Teemad: Uva & Vino, Terreni agricoli & Valori fondiari, Investimenti

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