Svolta per l'urea nel decreto ColtivaItalia
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Svolta per l'urea nel decreto ColtivaItalia

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Svolta per l'urea nel decreto ColtivaItalia

Allikas: AGRONEWS Kõik selle allika uudised

Secondo Assofertilizzanti e Nomisma, il dibattito sul divieto dell'urea si è riacceso dopo il confronto istituzionale e tecnico promosso a Roma, che ha messo in luce rischi economici per le imprese agricole e proposte concrete di mitigazione; la discussione assume carattere decisivo nel quadro del dl ColtivaItalia e delle politiche nazionali ed europee sulle fertilizzazioni. Le parti coinvolte hanno sottolineato la necessità di contemperare sostenibilità ambientale e redditività aziendale attraverso innovazione tecnologica, regole differenziate e strumenti di sostegno pubblico senza ricorrere a divieti indiscriminati.

Nomisma ha presentato una valutazione economica che evidenzia impatti significativi sui costi di concimazione in scenari di eliminazione dell'urea convenzionale: +23% concimazione mais è uno dei dati citati per il passaggio al nitrato di ammonio; l'analisi è stata usata per stimolare soluzioni praticabili e sostenute da misure di politica economica. I dati principali indicano due scenari di aumento dei costi per le colture principali, con un impatto immediato sulla marginalità aziendale:

1. Passaggio al nitrato di ammonio: aumento stimato dei costi di concimazione di circa il 23% per il mais (+87 €/ha) e del 13% per i frumenti.

2. Passaggio al solfato di ammonio: rincari stimati maggiori, circa il 35% per il mais (+133 €/ha) e tra il 20% e il 21% per i frumenti.

Dal fronte europeo è emersa la proposta di misure di accompagnamento: la Commissione europea ha annunciato la preparazione di un action plan specifico per i fertilizzanti volto a sostenere competitività e accesso alle risorse di concimazione e a valutare l'impiego di riserve PAC per misure di accompagnamento. L'obiettivo dichiarato è bilanciare obiettivi ambientali e sicurezza dell'approvvigionamento, promuovendo strumenti che favoriscano la transizione tecnologica senza compromettere la produzione agricola nazionale; action plan sui fertilizzanti è la parola chiave evocata dagli stakeholder.

Sul piano nazionale, l'onorevole Marco Cerreto ha illustrato l'emendamento 19.048 al ddl 2670 «ColtivaItalia», che ridefinisce il divieto previsto inizialmente e introduce criteri di differenziazione tra urea convenzionale e pratiche/tecnologie mitigative e di precisione. Le modalità operative che l'emendamento intende autorizzare per ridurre le emissioni e l'uso inefficiente dell'azoto vengono elencate come strumenti ammessi per l'impiego dell'urea e comprendono tecnologie già disponibili sul mercato:

1. Urea con inibitori dell'ureasi (urea trattata).

2. Iniezione diretta nel suolo per limitare dispersioni in atmosfera.

3. Incorporazione del fertilizzante entro 24 ore dall'applicazione per ridurre volatilizzazione.

Le organizzazioni agricole hanno fornito pareri diversificati ma convergenti nella richiesta di misure di accompagnamento economico e normativo; le posizioni ufficiali presentate sono state sintetizzate dagli interventi delle principali sigle:

1. Coldiretti ha avvertito del rischio che l'aumento dei costi ricada esclusivamente sui produttori e abbia ripercussioni sui prezzi al consumo.

2. Confagricoltura ha ricordato il taglio del 25% nell'uso di prodotti chimici agricoli negli ultimi vent'anni come elemento di responsabilità del settore.

3. CIA ha segnalato l'incremento dell'80% del costo dei concimi legato alla crisi energetica e ha chiesto interventi di sostegno mirati.

Paolo Girelli, presidente di Assofertilizzanti, ha definito l'urea «un falso problema» rispetto all'obiettivo complessivo di riduzione delle emissioni agricole, fornendo cifre di riferimento: l'urea incide poco sulle emissioni totali nazionali e sul settore agricolo in termini percentuali, secondo i dati discussi dall'associazione; Girelli ha insistito sulla necessità che la politica consenta il trasferimento rapido dell'innovazione industriale al campo, sottolineando che le imprese produttrici richiedono certezze normative per investire e garantire forniture. urea incide 0,1% emissioni

Le implicazioni pratiche per le aziende agricole sono immediate: adottare tecniche di precisione, investire in attrezzature per l'applicazione localizzata e valutare l'uso di formulazioni trattate diventa strategico per contenere costi e emissioni, mentre gli strumenti di politica agricola (incluso l'uso mirato delle riserve PAC) potrebbero compensare parte dell'impatto sui bilanci aziendali. L'esito delle prossime settimane, con l'action plan europeo e la discussione parlamentare sull'emendamento, determinerà la cornice regolatoria e finanziaria che guiderà le scelte operative per la concimazione nei prossimi anni.

Foto - www.informatoreagrario.it

Teemad: Agricoltura sostenibile, Agricoltura di precisione, Fertilizzanti

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