A Chieri si presenta Festival dell'agricoltura sociale con un programma volto a creare reti tra comunità, territorio e imprese agricole; l'evento si svolge 16-17 maggio 2026 a Chieri e mette in calendario appuntamenti aperti a cittadini, operatori e istituzioni. L'obiettivo è trasformare pratiche agricole in opportunità sociali, innovative e di sviluppo locale, favorendo percorsi che connettono produzione, consumo e inclusione sociale. Organizzatori e partner puntano a valorizzare il ruolo delle aziende agricole come hub di aggregazione e servizi sul territorio, promuovendo modelli replicabili in altre aree del Piemonte e oltre. La comunicazione è rivolta sia al pubblico che agli addetti del settore per incentivare collaborazioni e progetti condivisi sulla sostenibilità. L'accesso agli incontri e alle attività è pensato per facilitare la partecipazione di persone con fragilità e di nuove imprese sociali agricole.
Il programma esplora tre ambiti tematici principali che guideranno workshop, tavole rotonde e visite: la filiera locale, il recupero delle risorse organiche e la mobilità dolce per la fruizione del paesaggio rurale; in questo contesto è previsto anche il confronto su pratiche di economia civile e strumenti finanziari per le imprese sociali agricole. In particolare, il festival pone al centro il concetto di rete: reti di produttori, reti di servizi e reti sociali che sostengono percorsi di inserimento lavorativo. L'evento promuove modelli di vendita diretta e circuiti corti che riducono passaggi intermedi, abbassano l'impronta carbonica del cibo e rafforzano la fiducia tra consumatori e produttori. Tra i relatori sono presenti rappresentanti di cooperative agricole, esperti di economia circolare e amministratori locali interessati a replicare le pratiche sul territorio.
1. Filiera corta e vendita diretta dal produttore al consumatore.
2. Economia circolare con gestione dei residui agricoli e compostaggio.
3. Mobilità slow per collegare aziende e comunità con soluzioni sostenibili.
4. Inclusione sociale attraverso tirocini e percorsi formativi in azienda.
Il festival prevede visite guidate ad aziende agricole locali, mercati degli agricoltori e laboratori didattici per famiglie; sono programmate dimostrazioni pratiche su tecniche di conservazione e valorizzazione dei prodotti locali. Le visite consentono di osservare soluzioni concrete di gestione sostenibile, come impianti di compostaggio aziendale, orti sociali e sistemi di vendita diretta con piattaforme digitali semplici da usare. Parallelamente si svolgeranno workshop su progettazione di percorsi di inclusione lavorativa per persone fragili, strumenti di certificazione per prodotti a filiera corta e modalità di accesso a finanziamenti pubblici e privati. L'attenzione alla partecipazione giovanile è rafforzata da laboratori che introducono all'imprenditorialità agricola sostenibile.
A promuovere l'iniziativa sono il Comune di Chieri insieme ad associazioni agricole, cooperative sociali e centri di formazione professionale, in collaborazione con enti regionali interessati a sostenere la transizione verso pratiche più sostenibili. Le partnership mirano a creare sinergie operative: scambio di competenze, co-progettazione di percorsi lavorativi e sviluppo di filiere locali più resilienti. Per gli operatori sono previste sessioni di networking e sportelli informativi su bandi e strumenti di supporto; per il pubblico vengono attivati spazi di confronto e degustazioni con prodotti a km zero. L'organizzazione ha definito protocolli per garantire accessibilità e sicurezza, favorendo la partecipazione di persone con bisogni specifici.
L'evento propone una piattaforma per trasformare idee in progetti concreti: dalla sperimentazione di modelli di circular food economy alla promozione di percorsi di mobilità dolce che facilitino l'accesso alle aziende senza aumentare il traffico motorizzato. Gli organizzatori invitano aziende agricole, scuole, associazioni e cittadini a partecipare attivamente per generare proposte progettuali condivise e progetti pilota da avviare nel corso del 2026. I risultati attesi riguardano l'aumento di reti commerciali locali, il rafforzamento di competenze per l'inserimento lavorativo e la definizione di protocolli replicabili per economie locali più verdi.
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