Sei nuovi casi di peste suina tra cinghiali in Piemonte
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Sei nuovi casi di peste suina tra cinghiali in Piemonte

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Sei nuovi casi di peste suina tra cinghiali in Piemonte

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La Regione segnala nuovi casi di peste suina in popolazioni di cinghiali, con un incremento localizzato rilevato nell'alessandrino. sei nuovi casi a Ponti sono stati confermati dalle autorità veterinarie ed epidemiologiche locali, mentre il conteggio regionale è salito a 810 casi nella regione, che comprende le segnalazioni recenti tra fauna selvatica. Le autorità precisano che, al momento, non si registrano nuovi focolai negli allevamenti suinicoli, ma la presenza diffusa del virus tra i cinghiali mantiene elevata l'attenzione sanitaria e operativa. Gli interventi di raccolta carcasse, analisi diagnostiche e mappatura dei ritrovamenti proseguono per limitare la diffusione e per proteggere le aziende zootecniche. La comunicazione istituzionale invita cittadini e cacciatori a segnalare animali morti e a rispettare le misure di biosicurezza indicate dalle USL veterinarie.

In termini di distribuzione territoriale i casi individuati negli ultimi controlli riguardano sia il Piemonte sia aree limitrofe in Liguria; lo scenario evidenzia la continuità di circolazione del virus nella popolazione selvatica e la necessità di coordinamento interregionale. Le indagini veterinarie hanno seguito percorsi di sorveglianza attiva e passiva, compresi campionamenti su carcasse rinvenute e abbattimenti controllati dove previsti dagli accertamenti. Il monitoraggio comprende anche attività di tracciamento dei movimenti e delle possibili vie di introduzione ai margini delle aree agricole, con particolare attenzione alle zone rurali prossime agli allevamenti. Il mantenimento di elevati livelli di sorveglianza nelle zone di confine tra Piemonte e Liguria è considerato prioritario dalle strutture sanitarie.

1. Ponti (provincia di Alessandria): 6 nuove positività tra i cinghiali, con un focolaio locale monitorato dalle autorità veterinarie.

2. Provincia di Genova (Liguria): 1 positività rilevata tra la fauna selvatica nel quadro della sorveglianza regionale.

3. Provincia di Savona (Liguria): 3 positività confermate, tutte riconducibili all'area di Piana Crixia.

Le misure di contenimento e sorveglianza in atto includono la ricerca attiva dei carcassi, l'esecuzione di tamponi e indagini diagnostiche nelle aree a rischio, e il potenziamento delle misure di controllo dei movimenti degli animali e dei sottoprodotti di origine animale. Le autorità veterinarie hanno inoltre intensificato i controlli sui percorsi di approvvigionamento e trasporto per evitare introduzioni accidentali del virus nelle filiere zootecniche. Dal punto di vista operativo viene raccomandata la pulizia e disinfezione dei mezzi agricoli, il filtraggio degli accessi aziendali e l'adozione di procedure rigorose per il personale che entra negli allevamenti. La sinergia tra le ASL veterinarie regionali e i servizi fitosanitari di confine è fondamentale per una risposta rapida ed efficace.

Per ora nessun nuovo focolaio negli allevamenti è stato accertato, mentre restano monitorati i casi già registrati nelle attività industriali e in strutture dove in passato è stato necessario intervenire. Le autorità mantengono lo stato di allerta per valutare eventuali impatti sulle filiere e per applicare misure tampone qualora si verifichino segnali di spillover dalla fauna selvatica agli allevamenti. Le aziende zootecniche interessate vengono sottoposte a ispezioni e a controlli diagnostici mirati per escludere contaminazioni e per verificare il rispetto delle pratiche di biosicurezza. Le informazioni raccolte serviranno anche per aggiornare i protocolli regionali di gestione del rischio e per calibrare eventuali restrizioni territoriali.

1. Segnalare immediatamente alle autorità veterinarie la presenza di cinghiali morti o con comportamento anomalo.

2. Rinforzare le misure di biosicurezza aziendale: recinzioni, barriere, disinfezione di mezzi e indumenti, controllo accessi.

3. Evitare qualsiasi contatto tra animali domestici e fauna selvatica e non utilizzare mangimi o scorte potenzialmente contaminate.

4. Collaborare con i servizi veterinari per eventuali controlli diagnostici e rispettare le ordinanze regionali su movimentazione e gestione dei sottoprodotti.

Le autorità rimangono concentrate sull'attività di sorveglianza e sulla capacità diagnostica per individuare tempestivamente nuovi casi e contenere possibili diffusione. Gli esiti delle indagini saranno utilizzati per adattare le strategie di intervento, mantenere controlli mirati nelle aree critiche e supportare gli allevatori con indicazioni pratiche e assistenza tecnica. La collaborazione tra regioni e con i centri di referenza nazionali è attiva per garantire uniformità nelle procedure e rapidità negli interventi.

Foto - www.rainews.it

Темы: Suinicoltura, Malattie dei suini, Peste suina africana

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