Stangata UE sul riso, Confagricoltura: «Si condannano aziende»
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Stangata UE sul riso, Confagricoltura: «Si condannano aziende»

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Stangata UE sul riso, Confagricoltura: «Si condannano aziende»

Источник: AGRONEWS Все новости источника

Secondo Confagricoltura Vercelli e Biella, il voto del Parlamento europeo che ha respinto la proposta di abbassare la soglia per l'attivazione della clausola di salvaguardia ha effetti immediati sul comparto risicolo italiano e regionale. Il presidente Benedetto Coppo parla di una decisione che lascia il settore «senza strumenti efficaci» e sottolinea come la norma attuale renda praticamente inutilizzabile il meccanismo di protezione. La protesta coinvolge le principali unioni risicole di Vercelli e Biella e mette in allarme oltre che le imprese anche le filiere di trasformazione e commercializzazione.

Per Confagricoltura il nodo centrale è la soglia: la proposta di riduzione dal 45% al 20% è stata bocciata, lasciando di fatto in vigore la soglia di salvaguardia al 45% che richiede volumi molto superiori per intervenire. Il meccanismo così com'è prevede l'accesso a dazio zero fino a un livello così ampio da essere praticamente irraggiungibile per le contingenze attuali del mercato. Se si mantenessero i parametri respinti dagli eurodeputati, gli operatori italiani sostengono che ogni strumento di tutela diventerebbe inefficace rispetto alle importazioni crescenti.

Confagricoltura segnala un numero chiave che illustra il problema: con le soglie attuali la clausola scatta solo se gli ingressi raggiungono livelli dell'ordine di 560 mila tonnellate a dazio zero, un valore che le associazioni definiscono insostenibile. Questa cifra è citata come esempio pratico del perché, secondo i produttori, il sistema europeo di salvaguardie non risponde alle esigenze di mercato e non tutela la redditività delle aziende risicole. Sullo sfondo resta la tensione fra il bisogno di mantenere standard di mercato aperti e la necessità di salvaguardare produzioni geograficamente concentrate e sensibili alla concorrenza internazionale.

Le reazioni locali si stanno già trasformando in un piano d'azione che Coppo annuncia come intenso e coordinato sul piano regionale e nazionale; le possibili misure ipotizzate dalle unioni risicole includono iniziative di protesta pubblica e mobilitazioni a Bruxelles per richiamare l'attenzione istituzionale. Di seguito le principali linee di intervento segnalate dai rappresentanti del settore:

1. Mobilitazioni delle imprese e manifestazioni pubbliche sul territorio per sensibilizzare opinione pubblica e istituzioni.

2. Richieste formali di confronto con il Consiglio dell'Unione Europea e con i gruppi parlamentari per rivedere i parametri della clausola.

3. Azioni coordinate a livello nazionale con le altre associazioni risicole per promuovere misure alternative di tutela e sostegno alle filiere.

Il presidente Coppo avverte che la decisione europea arriva nel momento delle semine, con agricoltori già al lavoro nei campi, e che l'effetto immediato potrebbe essere una revisione delle scelte colturali a fronte di previsioni di reddito peggiorate. Le imprese segnalano rischi concreti: minori prezzi, perdita di competitività e, in scenari prolungati, il possibile rischio abbandono delle colture che danneggerebbe non solo la produzione di riso ma l'economia rurale collegata. L'allarme riguarda anche la sostenibilità degli investimenti in macchine, infrastrutture di lavorazione e conservazione, fondamentali per il mantenimento della qualità del prodotto italiano.

A livello tecnico e politico gli operatori chiedono soluzioni che possano essere facilmente misurabili e attivate: indicatori di ingresso merci, meccanismi automatici con soglie proporzionate e misure compensative per le imprese colpite. Le associazioni preannunciano un dialogo con i rappresentanti regionali di Novara, Pavia, Alessandria e Milano, oltre a tavoli nazionali per costruire proposte concrete da portare all'attenzione della Commissione e del Parlamento. Sul versante pratico, gli agricoltori valutano anche strategie di diversificazione colturale e forme di aggregazione commerciale per rafforzare il potere contrattuale nei mercati nazionali e internazionali.

Il dibattito si sposta ora su due piani: da un lato la pressione politica verso Bruxelles per una revisione delle regole di salvaguardia; dall'altro la necessità per le imprese di adottare misure di breve e medio termine per mitigare l'impatto economico. I prossimi giorni saranno cruciali per definire calendari di mobilitazione, incontri istituzionali e possibili interventi normativi a livello nazionale, mentre i produttori rimangono in campo per le semine e osservano l'evolversi del mercato e delle politiche comunitarie.

Foto - www.lastampa.it

Темы: Riso (Arborio, Carnaroli), Dazi & Guerre commerciali, Politica Agricola Comune (PAC)

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