Transumanza apistica: nasce il miele del mare a Bergeggi
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Transumanza apistica: nasce il miele del mare a Bergeggi

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Transumanza apistica: nasce il miele del mare a Bergeggi

Fonte: AGRONEWS Tutte le notizie della fonte

Nel 2026 un giovane apicoltore di Castelletto Uzzone ha avviato il trasferimento stagionale delle sue arnie sull'isolotto di Bergeggi per sperimentare la produzione del cosiddetto miele del mare, risposta pratica alle nuove dinamiche climatiche che alterano le fioriture tradizionali. L'operazione, pensata come una forma di transumanza apistica, si concentra su una dozzina di alveari spostati in periodi selezionati per sfruttare la vegetazione costiera e le specie aromatiche che prosperano lungo la fascia litoranea. L'iniziativa punta a verificare come il microhabitat marino condizioni composizione, sapore e proprietà organolettiche del miele, mantenendo attenzione a pratiche apistiche sostenibili e alla normativa sulle aree protette. Il progetto è già operativo nel 2026 e declina tecniche di spostamento e sorveglianza sanitaria adattate alle esigenze della costa ligure.

La logistica del trasferimento prevede spostamenti programmati e un adattamento graduale degli alveari al nuovo foraggio: l'apicoltore imposta finestre di lavoro per ridurre lo stress delle colonie, tiene monitorati i livelli di umidità e calibra la ventilazione delle cassette per limitare condense e fermentazioni. Sul piano botanico, l'attenzione è rivolta a specie tipiche della macchia e delle scogliere che producono nettare e polline con profili minerali differenti rispetto all'entroterra, mentre la presenza di bromeliacee locali o di piante salmastre rappresenta un elemento chiave per il carattere organolettico del prodotto. Per garantire tracciabilità e qualità sono previste schedature delle arnie, registrazioni delle giornate di transito e controlli sanitari prima e dopo lo spostamento. Il trasferimento è stato pensato come prova pilota replicabile su piccola scala, con procedure documentate per altri apicoltori interessati.

1. Valorizzazione di una nicchia di mercato con un prodotto distintivo.

2. Adattamento alle variazioni di fioritura dovute al cambiamento climatico.

3. Necessità di autorizzazioni e misure di bio-sicurezza nell'Area Marina Protetta.

I risultati tecnologici e sensoriali attesi riguardano la composizione chimica del miele, la presenza di sali minerali e il profilo pollinico che conferiranno al prodotto note salmastre e aromi marini percepibili al palato; per questo motivo sono programmate analisi botaniche e test di spettrometria per il 2026, volte a caratterizzare in modo oggettivo il nuovo miele. Parallelamente si sta valutando l'impatto sulle colonie: l'esposizione a brezze salmastre e a fioriture diverse può modificare il comportamento di raccolta e il bilancio energetico delle api, quindi il monitoraggio include peso degli alveari, resa per nido e parametri di salute delle famiglie. Dal punto di vista commerciale, il progetto mira a certificare l'origine e creare una comunicazione trasparente verso consumatori interessati a miele di territorio e a pratiche sostenibili.

L'area scelta è prossima all'Area Marina Protetta di Bergeggi, e per questo il trasferimento è stato accompagnato dall'avvio delle procedure autorizzative richieste: permessi locali, verifiche ambientali e il rispetto delle zone di tutela sono elementi vincolanti per continuare l'attività. Sul fronte normativo e gestionale, il progetto mette in evidenza la necessità di linee guida specifiche per l'apicoltura costiera, in particolare per chi opera su isolotti e scogliere con elevata valenza ambientale. Inoltre, la vicinanza a poli turistici offre opportunità di filiera corta e di educazione ambientale, con visite programmate e vendita diretta a visitatori interessati a prodotti che raccontano l'adattamento agricolo al nuovo clima.

L'esperienza avviata nel 2026 funge da banco di prova per possibili repliche e per lo sviluppo di protocolli tecnici condivisibili tra apicoltori, mentre la documentazione delle pratiche consolida la proposta come strategia di adattamento al cambiamento climatico nel settore apistico. Se confermate dalle analisi e dalle rese, le tecniche di spostamento e i criteri di gestione messi a punto potranno essere adottati da altri operatori che cercano di diversificare produzione e reddito. Il progetto rimane aperto a collaborazioni scientifiche e istituzionali per validare i dati e definire standard di qualità per il miele costiero, preservando al contempo le esigenze ecologiche dell'area interessata.

Foto - www.lastampa.it

Temi: Apicoltura, Agricoltura sostenibile, Cambiamento climatico

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