Piogge prolungate: rischi per oliveto superintensivo
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Piogge prolungate: rischi per oliveto superintensivo

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Piogge prolungate: rischi per oliveto superintensivo

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Le precipitazioni persistenti mettono a rischio gli impianti superintensivi di olivo, secondo l'analisi tecnica diffusa da AGR by De Prado: questo modello produttivo, basato su alta densità di piante e su dinamiche colturali intensive, è particolarmente vulnerabile al ristagno idrico. elevata densità di piantagione e apparati radicali superficiali accelerano l'entrata in produzione ma riducono la resilienza in condizioni di saturazione del suolo. Il problema non è solo l'eccesso d'acqua, ma l'assenza di ossigeno nella zona radicale che altera i processi fisiologici fondamentali della pianta e può compromettere resa e redditività. Le evidenze raccolte in campo indicano che i danni possono manifestarsi con ritardo, complicando interventi tempestivi di contenimento e recupero.

La fisiologia radicale degli olivi superintensivi spiega la loro sensibilità: l'apparato radicale è concentrato nei primi 20-60 centimetri di terreno, dove l'ossigeno disciolto si esaurisce rapidamente in condizioni di saturazione. radici entro 20-60 cm è la configurazione tipica che favorisce rapida efficienza d'assorbimento ma espone le radici fini a necrosi per anossia. Quando le radici non funzionano correttamente, la pianta entra in uno stato di stress paradosso — abbondanza d'acqua nel suolo ma incapacità di assorbirla e di prendere nutrienti. Questo squilibrio si traduce a valle in riduzione di vigore e alterazioni fenologiche che incidono sulla fioritura e sull'allegagione.

I sintomi spesso compaiono dopo la dormienza e possono essere confusi con carenze nutrizionali o stress da fitofagi: clorosi fogliare, germogliamento debole, calo di vigore e caduta fogliare parziale sono segnali ricorrenti. Il problema si aggrava in periodi di nuvolosità prolungata, quando la ridotta radiazione limita la fotosintesi e la pianta non riesce a compensare la perdita di funzionalità radicale con una maggiore produzione di biomassa. In condizioni di umidità elevata aumentano inoltre le probabilità di marciumi radicali causati da agenti come Phytophthora e Pythium, con un'accelerazione del deterioramento fino alla perdita delle piante. rischio patogeni radicali è un fattore critico nelle aree con drenaggio insufficiente o terreni compattati.

L'eccesso d'acqua incide anche sulla gestione della nutrizione azotata: forti precipitazioni favoriscono la lisciviazione dell'azoto nitrico e i processi di denitrificazione, riducendo l'efficacia della fertirrigazione pianificata. Nei nuovi impianti, dove l'apparato radicale non è ancora sviluppato, la mancanza di aerazione può compromettere l'attecchimento e aumentare le fallanze, rallentando la formazione della siepe e dilatando i tempi per il ritorno economico dell'investimento. Dal punto di vista agronomico, la sequenza causa-effetto è chiara: pioggia intensa → suolo saturo → anossia radicale → riduzione assorbimento nutrienti → calo fotosintesi → perdita di produzione.

Per ridurre il rischio AGR by De Prado raccomanda una gestione preventiva e mirata del suolo basata su rilievi e pianificazione agronomica; le misure pratiche consigliate includono analisi e interventi strutturali sul terreno e un adattamento della fertirrigazione dopo eventi estremi. Ecco le raccomandazioni operative indicate dall'analisi:

1. analisi della tessitura e della capacità drenante del suolo.

2. lavorazioni di decompattazione nei terreni soggetti a ristagno.

3. progettazione efficiente del drenaggio superficiale.

4. utilizzo di baulature per migliorare l'aerazione radicale.

5. limitazione del passaggio di mezzi agricoli in condizioni di saturazione.

6. adeguamento della fertirrigazione dopo eventi piovosi intensi.

Miguel Ángel González, tecnico di AGR by De Prado, sottolinea che la pianificazione del drenaggio e la conoscenza puntuale della struttura del suolo sono investimenti agronomici ed economici essenziali per la stabilità degli impianti superintensivi. Interventi mirati come decompattazione localizzata, drenaggi ben dimensionati e pratiche agronomiche conservative possono ridurre la vulnerabilità degli oliveti alle piogge estreme e preservare produttività e reddito futuro. Le aziende agricole devono integrare monitoraggi su campo, analisi del profilo del suolo e revisioni dei piani di fertirrigazione per rispondere in modo proattivo alle nuove frequenze di eventi pluviometrici intensi.

Foto - www.teatronaturale.it

Sujets: Agronomia, Olivo & Olio d'oliva, Gestione idrica & Irrigazione

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