Secondo l'architetto e designer Michele De Lucchi, intervenuto nel 2026 in un confronto promosso da Rilegno alla Triennale di Milano, il legno resta un materiale centrale per la transizione verso pratiche più sostenibili e per l'innovazione nel progetto dello spazio costruito; la sua valutazione parte dalla radice biologica e si estende all'intera filiera, dal bosco al prodotto finito, con impatti concreti su clima, economia circolare e qualità degli ambienti abitati. De Lucchi sottolinea che il valore del legno non è soltanto estetico ma anche tecnico e ambientale, e richiama designers, imprese e agricoltori a integrare pratiche di gestione forestale responsabile e tracciabilità lungo tutta la catena del valore. Nel suo intervento l'architetto ha evidenziato come design e artigianato possano coesistere con processi industriali moderni per ottenere prodotti che abbiano longevità e facilità di riciclo. L'approccio proposto guarda sia al prodotto — sedute, arredi, componenti strutturali — sia al contesto produttivo, promuovendo filiere corte e modelli di economia circolare applicabili anche alle aree rurali e agricole.
Il legno è chimicamente e fisicamente interessante per la sua capacità di trattenere carbonio: una tonnellata di legno secco contiene approssimativamente metà della sua massa in carbonio e quindi immagazzina circa 1,8 tCO2/tonnellata, il che lo rende un elemento chiave nelle strategie di contenimento dei gas serra quando proviene da foreste gestite in modo sostenibile; per questo motivo l'uso esteso del legno in edilizia e negli imballaggi può contribuire a ridurre le emissioni complessive del settore costruzioni. Materiale rinnovabile e a basso impatto, il legno beneficia inoltre di processi di trasformazione che richiedono spesso meno energia rispetto a materiali da costruzione come l'acciaio o il cemento, a condizione che si promuovano norme di gestione forestale certificate e pratiche di utilizzo che favoriscano la durabilità e la circolarità del prodotto. L'effetto diretto è misurabile: maggiore utilizzo di legno strutturale e prodotti a base di legno comporta un trasferimento netto di CO2 dalle atmosfere agli stock legnosi degli edifici e dei manufatti, con benefici climatici se il sequestro è accompagnato da rimboschimenti o gestione sostenibile dei boschi.
Ambiti in cui il legno offre vantaggi concreti e applicazioni diffuse:
1. Edilizia e strutture prefabbricate per ridurre emissioni e tempi di cantiere.
2. Arredamento e design per prodotti a lunga durata e facilmente riparabili.
3. Imballaggi e filiera circolare con riciclo e recupero energetico controllato.
La molteplicità delle essenze e delle tecniche di lavorazione fa del legno un materiale estremamente adattabile: dai pannelli a strati incrociati (CLT) alle nuove colle eco-compatibili, dalle finiture a basso impatto alle superfici trattate per aumentare la durabilità, le innovazioni tecniche stanno rendendo possibile impieghi più diffusi e performanti. Nel 2026 il settore vede una crescita contestuale di tecnologie digitali per la tracciabilità del materiale, sistemi di certificazione basati su blockchain e metodi avanzati di controllo qualità che collegano direttamente le pratiche di gestione forestale con i mercati finali; tali strumenti favoriscono la fiducia dei consumatori e l'accesso a incentivi pubblici. Versatile in edilizia e artigianato, il legno è inoltre protagonista di sperimentazioni miste (legno-calcestruzzo e accoppiamenti leggeri) che rispondono a esigenze sismiche e di efficienza energetica, contribuendo a edifici più leggeri, più isolati e con minori consumi durante l'intero ciclo di vita.
Dal punto di vista della filiera agricola e forestale, la valorizzazione del legno apre opportunità concrete per proprietari di boschi, aziende agricole con componenti boschive e imprese locali: pratiche di selvicoltura pianificata, tracciabilità del legname e accordi di filiera possono generare redditi aggiuntivi e rendere sostenibili interventi di tutela del suolo e della biodiversità. La collaborazione tra consorzi come Rilegno, progettisti e operatori agricoli è essenziale per sviluppare mercati locali del legno che premiano la qualità e la sostenibilità, così come per mettere a punto servizi di logistica e impianti di trasformazione che riducano gli sprechi. Inoltre, pratiche come l'agroforestry e la gestione mista di pascoli e boschi contribuiscono a stabilizzare i redditi agricoli e a incrementare la resilienza delle aziende alle variazioni climatiche.
Tra le criticità indicate da De Lucchi e dagli operatori intervenuti figurano la necessità di potenziare la formazione tecnica, di aggiornare le norme di prevenzione incendi e di accelerare la ricerca su adesivi bio-based e trattamenti naturali per la durabilità; serve inoltre una politica di incentivazione che colleghi chiaramente produzione forestale sostenibile e accesso ai finanziamenti per edifici in legno. A livello operativo, la sfida riguarda l'organizzazione logistica e la capacità di garantire approvvigionamenti certificati senza comprimere la biodiversità locale, oltre alla comunicazione verso i cittadini per superare resistenze culturali legate alla percezione del legno come materiale meno tecnologico. Il quadro aperto del 2026 evidenzia però che, integrando gestione forestale, innovazione tecnologica e progetto consapevole, il legno può diventare un pilastro concreto per politiche ambientali e per rilanciare economie rurali attraverso prodotti e lavori ad alto valore aggiunto.
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