Nella sede pontremolese della Confederazione Italiana Agricoltori si è tenuto un incontro dedicato alle opportunità per i giovani che intendono entrare o consolidarsi nel settore agricolo, con particolare attenzione alla misura regionale SRE01 e all’annualità 2026. Davanti a rappresentanti locali e a una platea di aspiranti imprenditori, il responsabile tecnico regionale Francesco Sassoli e il presidente di Cia Toscana Nord Ovest Luca Simoncini hanno illustrato finalità e modalità del bando e discusso le implicazioni per il territorio della Lunigiana. L'intervento è stato presentato come uno strumento operativo per sostenere insediamenti e subentri che puntino su innovazione e sostenibilità, contrastando lo spopolamento rurale e la perdita di competenze.
La misura SRE01 prevede incentivi rivolti ai giovani che intendono avviare o rilevare imprese agricole e mette a disposizione contributi per progetti che coniughino redditività e tutela ambientale. 100.000 euro a fondo perduto rappresentano il massimale previsto per singolo progetto che ottenga il finanziamento, con l'obiettivo di sostenere start-up agricole e piani di sviluppo imprenditoriale concreti. Nel corso dell’incontro è stata sottolineata l’importanza di presentare piani aziendali credibili, con ricadute occupazionali e collegamenti al territorio, come criteri di selezione prioritari.
La dotazione complessiva del programma regionale per il periodo di programmazione ammonta a 40 milioni per cinque anni, riservata a interventi volti a favorire il turnover generazionale e la creazione di valore nelle aree rurali. Il bando è pensato per promuovere non solo la nascita di nuove aziende, ma anche il trasferimento generazionale attraverso il subentro, rafforzando filiere locali e progetti che integrino aspetti ambientali e sociali. beneficiari tra 18 e 41 anni sono la platea alla quale si rivolge l’intervento, con l’obiettivo di intercettare giovani disponibili a investire in agricoltura come attività principale.
Requisiti essenziali per accedere al sostegno prevedono condizioni chiare e verificabili; le principali sono elencate di seguito. 1. Età compresa tra 18 anni e 41 anni non compiuti al momento della presentazione della domanda. 2. Presentazione di un piano aziendale dettagliato che dimostri sostenibilità economica, impatto ambientale e ricadute occupazionali. 3. Impegno all’insediamento in agricoltura per la prima volta mediante avvio di impresa o tramite subentro nella gestione di un’azienda già esistente.
L’intervento regionale ambisce a più obiettivi: attrarre nuove energie verso la filiera agricola, favorire la parità di genere e l’inclusione sociale, sostenere pratiche produttive sostenibili e incentivare la creazione di occupazione stabile nelle zone rurali. Durante l’incontro Sassoli ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proposte che prevedano investimenti in innovazione di processo e prodotto, campagne di marketing territoriale e percorsi di integrazione con turismo rurale e filiere corte. I promotori invitano i candidati a costruire progetti integrati che possano beneficiare anche di ulteriori misure regionali o nazionali volte a rafforzare la competitività aziendale.
La Cia ha evidenziato la criticità demografica del settore agricolo, con un’età media degli occupati che tende a collocarsi nella soglia dei 57 anni, un indicatore che motiva l’urgenza di politiche mirate al ricambio generazionale. In territori come la Lunigiana, dove l’agricoltura svolge una funzione strategica per il presidio del territorio e la prevenzione dell’abbandono, il bando è visto come strumento concreto per evitare la perdita di aziende e saperi. Simoncini ha ricordato la necessità di una continuità di programmazione e di semplificazione amministrativa per facilitare l’accesso ai fondi da parte di giovani con idee imprenditoriali valide ma risorse limitate.
Per aumentare le possibilità di successo delle domande, gli operatori suggeriscono alcuni indirizzi pratici: lavorare su piani aziendali che includano diversificazione delle entrate, filiere corte, produzioni a valore aggiunto e pratiche di gestione sostenibile; prevedere percorsi formativi e di affiancamento; costruire partenariati locali per condividere infrastrutture e mercati. Favorire l’adozione di tecnologie per l’efficienza (digitalizzazione, irrigazione di precisione, meccanizzazione leggera) può migliorare la redditività e la resilienza dei nuovi insediamenti, rendendo i progetti più competitivi nella valutazione tecnica.
I prossimi passi indicati durante l’incontro prevedono la pubblicazione dei dettagli operativi del bando regionale e sessioni informative rivolte ai potenziali beneficiari, con sportelli locali di supporto per la redazione dei piani aziendali e la raccolta della documentazione necessaria. Cia e istituzioni regionali hanno invitato i giovani interessati a monitorare gli avvisi ufficiali e a utilizzare i servizi di consulenza offerti per aumentare la qualità delle proposte; l’obiettivo dichiarato è trasformare le risorse disponibili in progetti solidi e innovativi che rinforzino l’economia rurale e generino nuove opportunità occupazionali.
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