TEA: sei sperimentazioni attive e tre in avvio nel 2026
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TEA: sei sperimentazioni attive e tre in avvio nel 2026

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TEA: sei sperimentazioni attive e tre in avvio nel 2026

Source: AGRONEWS All news of the source

La ricerca italiana sulle Tecniche di Evoluzione Assistita sta entrando in una fase di piena accelerazione, con sei sperimentazioni attive in campo e almeno tre progetti entro il 2026 pronti a partire. Questo avanzamento rende imprescindibile un quadro regolatorio chiaro a livello europeo, necessario per tradurre risultati scientifici in strumenti utili agli agricoltori. I centri pubblici e le università coinvolte segnalano progressi su colture strategiche e richieste concrete della filiera per mettere in campo soluzioni sostenibili e produttive. Sul piano pratico, la priorità è consolidare dati sperimentali, trasferire tecnologie e preparare protocolli per la diffusione varietale una volta che la normativa lo consentirà.

Progetti e colture al centro della sperimentazione

Tra i progetti già avviati e quelli programmati al 2026 spiccano iniziative coordinate dal CREA, dall'Università di Torino e dalla Fondazione Edmund Mach, che operano su diverse colture strategiche. L'obiettivo comune è sviluppare varietà più resilienti e con qualità migliorata, riducendo l'uso di input chimici e aumentando la sostenibilità delle produzioni. Il piano nazionale TEA4IT, coordinato dal CREA, rappresenta il principale nodo di questo impegno pubblico-accademico e integra attività su vite, agrumi, riso, frumento, melanzana e pomodoro. I risultati delle prime prove saranno fondamentali per decidere le successive fasi di trasferimento tecnologico verso la filiera.

I progetti concentrano obiettivi tecnici concreti e misurabili, tra cui la resistenza a parassiti e malattie e la tolleranza agli stress ambientali. In campo ortofrutticolo il CREA sviluppa linee di pomodoro resistenti a parassiti come l'orobanche e con miglioramenti nutrizionali; l'Università di Torino lavora su varietà più tolleranti a siccità e calore; la Fondazione Edmund Mach mira a contenere le principali patologie del melo e a migliorare rese e qualità. Le prime prove estensive sono state programmate per raccogliere dati agronomici, fitosanitari e qualitativi che possano essere verificati e replicati su scala produttiva.

1. Vite: resistenza a peronospora e oidio e riduzione dell'uso di fungicidi.

2. Pomodoro: resistenza all'orobanche e qualità nutrizionale migliorata.

3. Riso: resistenza a brusone con prove estensive per valutare rendimento.

4. Frumento: incremento di performance e adattamento a stress abiotici.

5. Melanzana e agrumi: miglioramento qualitativo e resistenza a fitopatologie.

La dimensione regolatoria è centrale per la piena operatività delle sperimentazioni e per la successiva commercializzazione. Il percorso normativo europeo è oggi in fase decisiva: il Consiglio ha adottato nuove regole e il Parlamento europeo è chiamato a completare l'iter nelle prossime settimane per fornire certezze applicative. Dal punto di vista operativo, saranno necessari atti di attuazione chiari su procedure autorizzative, criteri di etichettatura e gestione dei cataloghi varietali per evitare disomogeneità tra Stati membri. I professionisti legali sottolineano che la qualità delle norme e delle misure di attuazione determinerà la continuità e la stabilità delle sperimentazioni in corso.

1. Procedure autorizzative e registri per sperimentazioni.

2. Obblighi informativi ed etichettatura coerente con la normativa.

3. Criteri per l'inclusione nei cataloghi varietali.

4. Sistemi di controllo e tracciabilità degli impianti sperimentali.

5. Regole di coordinamento tra normativa agricola e regolamenti settoriali.

I principali stakeholder del settore hanno più volte richiamato l'importanza di sostenere il trasferimento tecnologico, finanziando la fase pre-commerciale e favorendo partnership con il settore sementiero. Assosementi evidenzia come le TEA possano ridurre i tempi del miglioramento varietale e rispondere alle richieste di sostenibilità e qualità del Made in Italy, a condizione che venga riconosciuto il valore del miglioramento genetico. I ricercatori sottolineano la necessità di protocolli sperimentali rigorosi e di dataset replicabili per dimostrare benefici agronomici e ambientali prima della diffusione su scala produttiva.

Secondo i ricercatori coinvolti, i prossimi mesi del 2026 saranno decisivi per consolidare evidenze sperimentali e mettere a punto i processi di trasferimento alle imprese agricole. Sono previsti campi sperimentali estesi per il riso TEA resistente a brusone e per altre colture, con raccolta di dati che serviranno anche alle autorità per valutazioni e decisioni regolatorie. Il dialogo tra istituzioni, centri di ricerca e filiera è stato indicato come fattore chiave per evitare interruzioni nelle sperimentazioni e per creare le condizioni di accesso degli agricoltori alle nuove varietà. A supporto di questo processo, il finanziamento pubblico e l'adeguamento normativo dovranno procedere in parallelo per garantire continuità.

Le applicazioni tecniche già osservate nelle prove preliminari mostrano potenziale riduzione dell'uso di pesticidi e miglioramenti nella resilienza delle colture senza alterare l'identità varietale. In viticoltura le modifiche mirate a geni specifici hanno dimostrato capacità di ridurre la pressione di malattie fungine mantenendo le caratteristiche organolettiche. In orticoltura e frutticoltura i progetti puntano a combinare resistenza e qualità, elementi richiesti dalla filiera e dal mercato. Il passo successivo sarà validare questi risultati su scala commercialmente rilevante e predisporre regole che permettano la loro diffusione in sicurezza.

Le istituzioni italiane e i centri di ricerca confermano l'impegno a monitorare l'evoluzione normativa europea e a preparare linee guida pratiche per gli agricoltori e per i tecnici che seguiranno l'introduzione delle nuove varietà. La priorità operativa rimane garantire che le sperimentazioni già autorizzate proseguano senza interruzioni e che i nuovi progetti possano partire come programmato nel corso del 2026. In questo contesto il dialogo tra regolatori, scienziati e operatori della filiera sarà determinante per trasformare i progressi scientifici in vantaggi concreti per la produzione agricola italiana.

Foto - www.freshplaza.it

Topics: Sementi & Miglioramento genetico, Ortaggi, Ricerca & Sviluppo (CREA)

Agronews

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