Campus Bio‑Medico: nasce l’Agri Research and Teaching Center
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Campus Bio‑Medico: nasce l’Agri Research and Teaching Center

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Campus Bio‑Medico: nasce l’Agri Research and Teaching Center

Source: AGRONEWS All news of the source

Il Campus Bio‑Medico ha inaugurato l'Agri Research and Teaching Center, un nuovo polo pensato come ponte operativo tra università, imprese e istituzioni per progetti agro‑biotech ad alto impatto, con particolare attenzione al paradigma One Health che mette in relazione ambiente, salute umana e produzione alimentare. hub agro-biotech europeo di riferimento è la definizione utilizzata dai promotori per sottolineare la vocazione internazionale e multidisciplinare del centro, che unisce ricerca di base, prototipazione e attività didattica rivolte a studenti, ricercatori e startup del settore. Il progetto è integrato nel Social Green Masterplan e mira a tradurre rapidamente risultati sperimentali in soluzioni pratiche per la filiera agroalimentare, privilegiando approcci replicabili e scalabili su scala nazionale ed estera.

L'infrastruttura comprende una serra multifunzionale affiancata a un laboratorio sperimentale destinato allo sviluppo di tecniche colturali avanzate, analisi di composti nutraceutici e sperimentazione di soluzioni energetiche autonome, pensate anche in ottica di sicurezza strategica e resilienza territoriale. serra multifunzionale con laboratorio sperimentale sintetizza il cuore operativo del centro, un ambiente dove si testano sistemi fuori suolo, controllo climatico, ricircoli idrici e catene produttive a basso consumo di risorse. L'hub è concepito come spazio aperto per partnership pubblico‑private e per iniziative che vanno dalle tesi accademiche agli hackathon internazionali, favorendo trasversalità disciplinare tra biotecnologi, agronomi, medici e ingegneri.

Le linee tecnologiche privilegiate includono l'agricoltura fuori suolo, lo studio di biomolecole e nutraceutici, e l'applicazione di modelli digitali per ottimizzare processi produttivi e impatti ambientali, con un forte uso di intelligenza artificiale per l'analisi dei dati fenotipici e genetici. integrazione AI e digital twin è indicata come leva per aumentare efficienza produttiva e sostenibilità, tramite simulazioni che riducono i cicli di sperimentazione e anticipano scenari di stress idrico o fitosanitario. Il centro prevede inoltre piattaforme per la validazione di sensori, robotica colturale e sistemi di monitoraggio continuo per il controllo della qualità e della sicurezza alimentare.

Il modello operativo si articola in più funzioni integrate: 1. Ricerca applicata su tecniche colturali avanzate e studio di composti funzionali. 2. Formazione specialistica per studenti e professionisti, con programmi sperimentali e percorsi aziendali. 3. Servizi per imprese e startup, inclusi spazi prototipali, supporto alla scale‑up e attività di testing. 4. Disseminazione internazionale e progetti di cooperazione, orientati alla replicabilità territoriale e all'adattamento a diversi contesti climatici ed economici.

Il centro nasce in risposta alla crescente scarsità di risorse naturali — come acqua e suolo fertile — e agli impatti dei cambiamenti climatici che richiedono tecnologie in grado di aumentare la produttività riducendo il consumo di risorse, migliorando al contempo la qualità nutrizionale dei prodotti. Le soluzioni sviluppate mirano a misurare e ridurre indicatori chiave quali consumo idrico per unità di produzione, emissioni indirette della filiera e resa per metro quadrato nelle colture protette, con obiettivi quantitativi che saranno definiti nelle prime annualità di attività tramite indicatori di performance condivisi con partner industriali e istituzionali. La struttura è progettata per essere replicabile: moduli serra e pacchetti tecnologici potranno essere adattati a contesti urbani, periurbani e aree rurali con vincoli idrici o climatico‑ambientali.

Le prime reazioni istituzionali sottolineano il valore strategico dell'iniziativa: Giorgio Salvitti, consigliere del ministro dell'Agricoltura, ha evidenziato l'importanza dell'investimento in ricerca per migliorare capacità produttiva e qualità dei prodotti, mentre Giancarlo Righini, assessore della Regione Lazio, ha definito il centro un'opportunità per valorizzare il potenziale regionale nei settori dell'innovazione agro‑biotech e della sostenibilità. Titti Di Salvo, presidente del Municipio Roma IX Eur, ha posto l'accento sulla dimensione sociale del progetto che unisce innovazione, formazione e sicurezza alimentare, rafforzando il ruolo del Campus come nodo territoriale di ricerca e sviluppo.

L'Agri Research and Teaching Center apre spazi concreti per collaborazioni internazionali, bandi competitivi e progetti pilota con imprese agricole e industrie biotech, con particolare attenzione alle startup che sviluppano tecnologie di precisione e servizi digitali per la filiera, e alle partnership per validare prodotti nutraceutici e soluzioni energetiche integrate. Nei prossimi mesi il centro avvierà call per progetti e convenzioni didattiche, definirà indicatori di impatto ambientale e lancerà linee pilota che potranno generare dati verificabili su resa, risparmio idrico e riduzione delle emissioni, offrendo così basi concrete per trasferire tecnologie e modelli operativi in altri contesti geografici.

Foto - www.ilsole24ore.com

Topics: Serre & Colture protette, Agricoltura sostenibile, IA & Agricoltura digitale

Agronews

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