Lombardia: limiti Sau provinciali per le aree idonee
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Lombardia: limiti Sau provinciali per le aree idonee

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Lombardia: limiti Sau provinciali per le aree idonee

Source: AGRONEWS All news of the source

La Giunta regionale lombarda ha introdotto un emendamento al disegno di legge sulle ulteriori aree idonee che stabilisce un nuovo vincolo sulla superficie agricola utilizzata (Sau) a livello provinciale, modificando così i criteri di destinazione dei suoli per impianti energetici integrati alle coltivazioni. limiti Sau provinciali diventeranno parametro obbligatorio per la qualificazione delle aree idonee, con implicazioni dirette per autorizzazioni e pianificazioni territoriali. L'emendamento è stato oggetto di dibattito in Consiglio regionale e mira a conciliare sviluppo energetico e tutela delle produzioni agricole su scala locale. Le amministrazioni provinciali saranno chiamate a definire soglie operative e a coordinarsi con i Comuni per l'implementazione tecnica delle mappe delle aree idonee.\n

Nel testo originario del provvedimento era previsto un criterio uniforme a favore della conservazione delle coltivazioni, ma la revisione introduce la possibilità di differenziare i limiti in funzione delle specificità territoriali, morfologiche e produttive di ciascuna provincia. Contestualmente, la normativa riduce la frequenza dei controlli sull'agrivoltaico, portando la periodicità da cinque a tre anni, norma che accelererà le procedure di verifica e adeguamento per gli impianti già autorizzati. controlli agrivoltaico ridotti a 3 anni significa che le verifiche tecniche e colturali dovranno essere programmate con cadenza triennale e che gli esiti delle ispezioni avranno effetti più rapidi sulle concessioni. La modifica cerca un equilibrio tra snellimento amministrativo e necessità di sorveglianza agricola e paesaggistica.\n

L'introduzione di limiti Sau provinciali avrà impatti concreti sulle scelte di investimento degli agricoltori e degli operatori energetici e sulle condizioni di accesso ai bandi regionali e nazionali. I principali effetti attesi sono:

1. Riduzione delle superfici disponibili per nuovi impianti su scala provinciale, con priorità alle aree a minor vocazione agricola.

2. Maggiore certezza normativa per gli enti locali, che potranno applicare criteri omogenei all'interno della stessa provincia.

3. Obbligo di adeguamento per impianti esistenti che superino i limiti individuati dalla mappatura provinciale.\n

Sul piano operativo, la Regione richiederà aggiornamenti alle mappe delle aree idonee e l'adozione di strumenti GIS per il calcolo puntuale della Sau provinciale e per il monitoraggio degli usi del suolo. Le procedure autorizzative dovranno includere relazioni agronomiche specifiche che dimostrino la compatibilità colturale delle superfici interessate e piani di sorveglianza triennale per gli impianti agrivoltaici. Questo processo impone un aumento delle attività tecniche iniziali per le imprese agricole che intendono candidare terreni, ma promette una maggiore trasparenza nelle scelte territoriali e una più netta distinzione tra aree ad alto valore agricolo e terreni effettivamente disponibili per infrastrutture energetiche.\n

Le reazioni delle associazioni agricole e degli operatori del settore energetico evidenziano sia criticità sia opportunità: da un lato alcune imprese lamentano che limiti troppo restrittivi possano ridurre la redditività degli investimenti; dall'altro, la definizione provinciale della Sau offre strumenti per sostenere forme di agrivoltaico dual-use e progetti che mantengano produzione agricola e biodiversità. Per orientare le scelte tecniche e amministrative, la Regione potrà fissare criteri minimi di compatibilità che comprendono indicatori agronomici, parametri paesaggistici e requisiti per il mantenimento della produttività agricola.\n

Per le autorizzazioni future sarà necessario rispettare alcune condizioni pratiche, tra cui:

1. Presentare la valutazione della Sau provinciale aggiornata in sede di richiesta.

2. Dimostrare la compatibilità colturale con relazioni tecniche firmate da un agronomo abilitato.

3. Accettare la sorveglianza triennale con monitoraggi certificati degli effetti produttivi e ambientali.\n

La fase successiva prevede che le Province lavorino insieme alla Regione per definire i livelli soglia e le mappe operative, aggiornando le linee guida e gli elenchi delle aree idonee in coerenza con gli obiettivi di tutela agricola e sviluppo energetico. mappatura provinciale delle aree idonee diventerà strumento centrale per pianificare investimenti e controlli, e gli uffici tecnici regionali sosterranno i Comuni con indicazioni metodologiche e standard per le verifiche. L'evoluzione normativa condizionerà i bandi e gli incentivi futuri, e le imprese agricole dovranno adeguare piani aziendali e progetti di integrazione energetica alle nuove regole.

Foto - www.qualenergia.it

Topics: Agricoltura sostenibile, Innovazione & Startup (AgTech), Terreni agricoli & Valori fondiari

Agronews

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