Comunicazione del vino: accompagnare prodotto e consumatore
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Comunicazione del vino: accompagnare prodotto e consumatore

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Comunicazione del vino: accompagnare prodotto e consumatore

Source: AGRONEWS All news of the source

Secondo Nello Gatti, giornalista, sommelier e consulente, il mondo del vino nel 2026 richiede non solo nuove parole ma nuove condizioni operative per comunicare efficacemente lungo tutta la filiera. Nel suo libro Winewashing di Nello Gatti (2026) l'autore analizza dall'interno rapporti tra produzione, comunicazione, ristorazione, eventi e media, offrendo un quadro basato su esperienza diretta e osservazione quotidiana. Il volume, pubblicato da Santelli Editore e disponibile nel 2026, conta 153 pagine e propone riflessioni e suggerimenti per rendere la comunicazione del vino più coerente e duratura. Questo articolo presenta i nodi principali emersi dall'analisi e alcune linee operative suggerite per i prossimi anni.

Ritratto del sistema

Il libro disegna un quadro in cui ecosistema dinamico ma frammentato convive con visioni ambiziose e progetti istituzionali. Da una parte ci sono risorse, fondi e dichiarazioni di intenti che possono sostenere iniziative di ampio respiro; dall'altra permangono pratiche operative deboli che limitano l'impatto sul mercato e sulla società. Gatti osserva come la comunicazione sia spesso trattata come intervento estemporaneo e non come parte di una strategia integrata di filiera. La mancanza di continuità nei progetti e il ridotto riconoscimento delle competenze professionali riducono la capacità del sistema di costruire valore percepito dal consumatore.

Nel libro emerge con chiarezza che comunicazione non integrata lungo la filiera genera dispersione di valore e frammentazione delle responsabilità. Comunicazione, produzione e distribuzione procedono frequentemente per conto proprio, con contraddizioni tra messaggi e pratiche reali nelle vigne e nelle cantine. La ristorazione spesso semplifica per esigenze operative, gli eventi privilegiano la visibilità momentanea e i media talvolta ripetono narrazioni scollegate dal territorio. Il pubblico — che dovrebbe essere centrale — resta molte volte osservatore esterno invece che parte attiva del racconto e dell'acquisto informato.

1. Produttori che comunicano senza integrazione con altri attori.

2. Comunicatori che raccontano senza connessioni profonde col prodotto.

3. Ristorazione che semplifica per esigenze operative.

4. Eventi che privilegiano il tempo breve e la spettacolarizzazione.

5. Pubblico rimasto ai margini del processo di inclusione e coinvolgimento.

Questa frammentazione produce effetti concreti sul mercato e sulla relazione di fiducia con il consumatore: perdita di riconoscimento del valore territoriale, difficoltà a sostenere prezzi coerenti, scarsa fidelizzazione e opportunità perse nelle esportazioni e nei canali digitali. Gatti segnala inoltre come la formazione e la pratica professionale nel settore della comunicazione del vino fatichino a trovare percorsi stabili e riconoscimenti economici. Anche le iniziative di sostenibilità spesso si confinano a etichette o campagne separate, senza tradursi in pratiche comunicative integrate e verificabili.

1. Integrare la comunicazione nella strategia di filiera, definendo ruoli e responsabilità con obiettivi temporali chiari.

2. Investire in formazione specializzata per comunicatori, sommelier e manager della filiera con percorsi riconosciuti.

3. Sviluppare eventi a ciclo lungo, capaci di monitorare risultati e costruire relazioni continuative col pubblico.

4. Promuovere strumenti digitali di tracciabilità e storytelling che colleghino territorio, pratica produttiva e punto vendita.

5. Favorire contratti e partenariati che garantiscano continuità economica ai professionisti della comunicazione.

6. Misurare l'efficacia delle azioni comunicative con indicatori condivisi a livello di consorzi e associazioni.

Tra gli esempi concreti suggeriti dal libro ci sono piattaforme digitali che permettano ai produttori di mostrare pratiche agricole e certificazioni, percorsi formativi modulari per comunicazione enogastronomica e sistemi di monitoraggio degli impatti mediatici e commerciali. Gatti indica la necessità di investire su progetti pluriennali che uniscano marketing territoriale, formazione e tecnologie di tracciabilità, e sottolinea il ruolo decisivo delle imprese che devono assumersi parte della responsabilità comunicativa. Modelli di collaborazione tra consorzi, istituzioni locali e attori privati possono garantire risorse e continuità, mentre eventi ripensati come fasi di un percorso possono costruire fiducia e rete di consumatori.

Il libro pone una domanda centrale che attraversa tutto il testo: sono state messe in campo le condizioni per una comunicazione del vino capace di accompagnare davvero il prodotto dal territorio alla società dei consumi, includendo chi lo sceglie, lo vive e lo acquista? La riflessione di Nello Gatti delinea criticità attuali e ipotesi operative per il 2026 e gli anni a venire, lasciando aperta la sfida di trasformare potenti narrazioni in pratiche condivise e misurabili.

Foto - winenews.it

Topics: Uva & Vino, Vini DOC & DOCG, Agricoltura sostenibile

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