200 agricoltori al Brennero: stop a caro-gasolio e frodi
close_up

This site uses cookies. Learn more about the purposes of using cookies and changing the cookie settings in your browser Using this site, you agree to use cookies in accordance with the current browser settings Learn more about cookies

200 agricoltori al Brennero: stop a caro-gasolio e frodi

Reading time: slightly more 4 minutes

200 agricoltori al Brennero: stop a caro-gasolio e frodi

Source: AGRONEWS All news of the source

Una delegazione nazionale di Coldiretti partirà per il valico del Brennero lunedì 27 aprile 2026 alle ore 9 per una manifestazione di protesta che mette insieme agricoltori di diverse regioni italiane, produttori e rappresentanti locali. Sul piazzale del passo, simbolo di collegamento con l'Europa centrale, si prevede la presenza di oltre 200 agricoltori con bandiere e striscioni per chiedere tutele immediate per il reddito agricolo e per la trasparenza dei prodotti alimentari. L'iniziativa è stata presentata come pacifica e concentrata su richieste precise rivolte alle istituzioni nazionali ed europee, con l'obiettivo di incidere su norme e controlli doganali che oggi permettono pratiche commerciali scorrette. Prima della partenza le delegazioni si incontreranno per concordare le parole d'ordine e le consegne agli organi di controllo presenti al valico.

La scelta del Brennero come luogo della protesta non è casuale: il passo è infatti considerato la porta d'ingresso delle merci dall'Europa centrale verso l'Italia e da qui transita una parte rilevante dei prodotti che finiscono nella nostra filiera alimentare. I promotori denunciano l'arrivo di pomodori, formaggi e vini che vengono spacciati per italiani pur non avendo origine o materie prime italiane, fenomeno che mette sotto pressione i prezzi e riduce i margini degli agricoltori. Per Coldiretti la concorrenza sleale non è un problema astratto ma una causa diretta della perdita di capacità produttiva locale, della riduzione del valore del chilometro zero e della compressione dei prezzi pagati agli agricoltori. La manifestazione intende anche richiamare l'attenzione dei consumatori sul diritto a un'etichetta chiara e verificabile.

Secondo Alessandro Visotti, direttore di Coldiretti, la protesta è la risposta a una serie di fattori che stanno comprimendo il lavoro agricolo e la tenuta delle aziende; Visotti sottolinea inoltre che la guerra e le tensioni internazionali hanno effetti immediati sui costi di produzione. modifica del codice doganale è una delle richieste specifiche avanzate perché, a suo avviso, la normativa che premia l'ultima trasformazione consente ad alcuni prodotti esteri di ottenere una connotazione commerciale ingannevole. L'intervento del direttore evidenzia una relazione causale netta: regole doganali permissive + flussi internazionali non adeguatamente tracciati = scalata delle pratiche di Italian sounding e perdita di reddito per chi coltiva e alleva.

Le richieste avanzate dalla delegazione sono articolate e pratiche; tra esse Coldiretti includerà istanze legislative, misure fiscali e rafforzamento dei controlli ufficiali. 1. Trasparenza obbligatoria dell'origine in etichetta con sanzioni certe per le frodi. 2. Revisione della regola dell'ultima trasformazione nel codice doganale per impedire che prodotti non italiani siano etichettati come tali. 3. Misure temporanee di sostegno al costo del carburante agricolo, incluse compensazioni o crediti d'imposta calibrati sulle ore-macchina e i litri effettivi consumati. 4. Più risorse per i controlli fitosanitari e per le attività anti-frode a livello territoriale. 5. Rafforzamento dell'applicazione della recente legge sui reati agroalimentari per colpire filiere illegali e agromafie.

La protesta arriverà dopo un ciclo di campagne e pressioni istituzionali che hanno già ottenuto risultati: tra questi, l'approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta "Legge Caselli", che Coldiretti definisce un punto di svolta nella lotta alle agromafie. I rappresentanti chiedono ora che la norma sia accompagnata da strumenti amministrativi e fondi per l'attuazione, perché senza organici e budget i reati rimangono difficili da perseguire. Il nodo della tracciabilità lungo tutta la filiera resta cruciale: senza tracciamento obbligatorio e verificabile diventa complicato dimostrare l'origine reale delle materie prime.

Sul fronte dei costi, gli agricoltori evidenziano un'ulteriore mazzata dovuta all'aumento del prezzo del gasolio e degli altri input energetici, fenomeno collegato alle tensioni nello Stretto di Hormuz e all'instabilità internazionale che influenza i mercati petroliferi. L'effetto diretto è un incremento dei costi operativi per la movimentazione, la lavorazione e l'irrigazione, con conseguente aumento dei prezzi di produzione e compressione dei margini aziendali. Coldiretti mette sul tavolo il credito d'imposta come misura già prevista per attenuare l'impatto ma sottolinea che si tratta di uno strumento parziale che non risolve la fragilità strutturale del settore se non accompagnato da politiche di medio termine su carburanti, energia rinnovabile agricola e accesso al credito.

La manifestazione al Brennero sarà nonviolenta e accompagnata da richieste di dialogo con istituzioni nazionali ed europee; i partecipanti promettono di mantenere alta la pressione nelle settimane successive con iniziative mirate verso Bruxelles e i centri decisionali che regolano commercio e dogane. Gli organizzatori richiamano cittadini e consumatori a sostenere pratiche d'acquisto consapevoli, a chiedere etichette chiare e a premiare prodotti tracciati, perché la combinazione di politiche pubbliche e scelte dei consumatori è presentata come condizione per invertire le attuali tendenze di perdita di valore delle filiere agricole italiane.

Foto - www.ilrestodelcarlino.it

Topics: Etichettatura alimentare, Frodi alimentari & Italian Sounding, Inflazione & Costi dei mezzi produttivi

Agronews

Related news

Forgot your password?

Contact the editor