Robot per la mungitura a Toano: verso 200 bovine
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Robot per la mungitura a Toano: verso 200 bovine

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Robot per la mungitura a Toano: verso 200 bovine

Allikas: AGRONEWS Kõik selle allika uudised

Nel cuore dell'Appennino reggiano, a Toano, l'azienda agricola Fattoria il Mulino e la Collina ha avviato nel 2026 una nuova fase produttiva con la costruzione di una stalla libera dotata di mungitura automatizzata; la struttura dispone attualmente di tre robot per la mungitura che servono 150 bovine e prevede l'installazione di un quarto sistema per arrivare a fino a 200 bovine. La trasformazione riguarda la terza generazione della famiglia Ghilardini, che mantiene l'obiettivo della produzione di latte destinato al Parmigiano Reggiano di montagna e investe in tecnologia per aumentare efficienza e qualità del latte. L'intervento è stato pensato per adattare la gestione aziendale alle esigenze del sistema DOP e per sostenere la permanenza dell'attività in quota.

L'investimento complessivo per la nuova stalla ammonta a circa 1,2 milioni di euro e beneficia di risorse pubbliche: il progetto è stato cofinanziato tramite il Programma di Sviluppo Rurale con un contributo regionale di 530.000 euro di contributo regionale. Le risorse sono state impiegate non solo per l'acquisto e l'installazione dei sistemi di mungitura automatizzata ma anche per la sistemazione del terreno collinare, la realizzazione di cubature agricole necessarie e per opere di mitigazione ambientale e logistica aziendale. La combinazione di risorse pubbliche e investimento privato rappresenta un modello replicabile per altre aziende montane che puntano su qualità e sostenibilità.

La stalla libera è progettata per migliorare il comfort e la libertà di movimento degli animali e integra diverse dotazioni tecnologiche e strutturali per la gestione quotidiana; le principali componenti installate comprendono più dispositivi per la cura del benessere, la gestione dei mangimi e il trattamento dei reflui, oltre ai sistemi di mungitura robotica. 1. Spazzole di manipolazione e zone di riposo con cuccette per la comfort dei capi. 2. Alimentatori automatici e sistemi di razionamento per l'ottimizzazione della dieta. 3. Raschiatori automatici, vasca dei liquami e separatore per la gestione degli effluenti.

La mungitura robotizzata modifica il flusso lavorativo: è l'animale a recarsi autonomamente al robot, riducendo lo stress legato alle operazioni ripetute e permettendo mungiture più frequenti e personalizzate; questo si traduce in potenziali benefici sulla qualità del latte e sulla salute mammaria. L'adozione dei robot consente inoltre un monitoraggio continuo di parametri produttivi e sanitari, con dati che possono essere utilizzati per interventi mirati e per ridurre l'uso non necessario di farmaci, contribuendo così al presidio della salute del gregge e alla tracciabilità della produzione.

Dal punto di vista organizzativo la scelta della tecnologia si accompagna a un cambiamento nelle pratiche aziendali: sono previste attività di formazione per gli addetti sull'uso dei robot, protocolli di manutenzione programmata e un piano di gestione dei dati raccolti. La filiera coinvolge la Latteria sociale La Collina, che raggruppa nove aziende giovani operanti in quota e che ritira il latte prodotto a 850 metri di altitudine, favorendo economie di scala e una rete di commercializzazione focalizzata sul Parmigiano Reggiano di montagna. Il modello cerca di conciliare produttività, qualità casearia e presidio del territorio.

L'assessorato regionale ha seguito l'iniziativa come esempio di intervento PSR orientato alla tenuta sociale ed economica dell'Appennino, sottolineando come gli investimenti agricoli di questo tipo servano anche a contrastare lo spopolamento e a sostenere nuove generazioni in montagna; il rapporto tra innovazione tecnologica e sviluppo rurale è al centro delle valutazioni regionali per nuovi bandi e misure mirate. Sul piano pratico, la diffusione di impianti robotizzati nelle aziende montane richiederà reti di assistenza tecnica locale e programmi di condivisione delle conoscenze tra aziende per abbassare i costi fissi di adozione.

Nei prossimi mesi l'azienda monitorerà parametri produttivi e sanitari per valutare l'effetto complessivo della robotizzazione su resa del latte, composizione e indicatori di benessere animale, con l'obiettivo di completare l'installazione del quarto robot e consolidare la capacità produttiva fino a 200 capi; parallelamente è prevista la condivisione dei risultati con la cooperativa di conferimento e con altri allevatori interessati a replicare il progetto, puntando su innovazione, sostenibilità e mantenimento della produzione casearia in quota.

Foto - www.ilrestodelcarlino.it

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