Wines Experience: il vino italiano cerca nuove strade
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Wines Experience: il vino italiano cerca nuove strade

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Wines Experience: il vino italiano cerca nuove strade

Zdroj: AGRONEWS Všechny zprávy ze zdroje

Wines Experience si presenta come un format trade pensato per ripensare il rapporto tra produttori e mercati esteri, privilegiando incontri profilati e degustazioni che favoriscano decisioni commerciali concrete; l'approccio punta a ridurre il traffico fiere e aumentare la qualità delle relazioni commerciali con buyer selezionati. L'organizzazione del progetto è guidata da United Experience, joint venture che coinvolge operatori fieristici italiani e mira a mettere a sistema modalità più efficienti per le aziende vinicole intenzionate a espandere i propri canali di vendita. Sul piano operativo il format parte dalla convinzione che il valore non sia nei metri quadri ma nella capacità di trasformare la degustazione in appuntamento di lavoro, con tempo e contesto dedicati per ogni interlocutore. Questo modello propone di convertire la prova sensoriale in un momento decisionale, dove l'assaggio è strumento di relazione e non più un'occasione di consumo dispersivo.

La logistica e gli spazi del format sono pensati per scenari diversi dalle grandi rassegne: gli stand tradizionali diventano aree di lavoro, tavoli riservati permettono degustazioni sedute e conversazioni prolungate, e le tempistiche degli incontri sono allungate per favorire approfondimenti commerciali; in questo contesto la lounge dei produttori funge da hub operativo più che da semplice vetrina promozionale. I buyer ricevono materiali pre-evento e profili delle aziende partecipanti per ottimizzare il tempo, mentre gli espositori lavorano su appuntamenti calendarizzati che permettono di misurare davvero l'interesse commerciale. Il format sperimenta inoltre soluzioni per il follow‑up immediato, come strumenti digitali per la contabilità degli assaggi, l'archiviazione dei contatti e la programmazione di meeting post-evento.

Dal lato della domanda, l'organizzazione ha puntato su una selezione mirata degli operatori: secondo le fonti del progetto sono stati coinvolti 1500 buyer profilati, scelti per coerenza con il posizionamento delle aziende espositrici e per il loro potenziale di sviluppo sui mercati target. Il risultato atteso è un incremento della qualità dei contatti e del tasso di conversione delle degustazioni in ordini o inserimenti in listini, con un ritorno misurabile in termini di appuntamenti qualificati e trattative avviate. Per gli espositori il beneficio pratico si traduce in minore dispersione di risorse, passo commerciale più rapido e possibilità di avviare relazioni con interlocutori realmente interessati alle categorie proposte.

Opinione e testimonianze dal mondo trade evidenziano la bontà del modello: Antonio Bruzzone parla di una «sfida in un mercato competitivo» e interpreta i riscontri come un segnale che il trade apprezza la profilazione e la qualità degli incontri, mentre Maurizio Muzzetta definisce il progetto «una vera fiera, ma diversa». A dare peso istituzionale all'iniziativa è intervenuta anche Italian Trade Agency con una collettiva di oltre venti aziende, offrendo supporto operativo e credibilità alle aziende che si affacciano per la prima volta su mercati complessi. Questo mix tra pubblico e privato è pensato per garantire alle imprese strumenti di ingresso, contatti istituzionali e assistenza nelle fasi iniziali di sviluppo commerciale.

Il programma prevedeva inoltre momenti formativi e masterclass curate da professionisti riconosciuti a livello internazionale, con l'obiettivo di contestualizzare le offerte e aggiornare gli operatori sulle tendenze di consumo:

1. Sarah Abbott (Master of Wine).

2. Justin Knock (Master of Wine).

3. Vincenzo Arnese (sommelier).

4. Matteo Montone (sommelier).

5. Filippo Bartolotta (esperto di mercato).

Questi interventi sono stati pensati non per la sola rappresentazione, ma per fornire analisi di mercato, strumenti di posizionamento e linguaggi di vendita aggiornati ai canali internazionali.

Il calendario 2026 del format si concentra su due mercati di interesse strategico per il vino italiano e per la verifica del modello fuori Europa: una tappa in Asia sud‑orientale e una in America Latina, con l'obiettivo di testare l'efficacia del formato in contesti con dinamiche di acquisto e canali distributivi differenti. L'approccio operativo per queste trasferte privilegia la profilazione preventiva dei buyer locali, la selezione di importatori e distributori adatti a diverse fasce di prezzo e la predisposizione di strumenti logistici per campionature e certificazioni doganali. La sfida è adattare tempi e narrazioni alle specificità locali senza perdere l'efficacia della formula "meno metri quadri, più relazioni".

Per valutare la scalabilità del format è necessario monitorare indicatori concreti: numero di appuntamenti qualificati per azienda, tasso di conversione in ordini, valore medio degli ordini post-evento, numero di accordi distributivi avviati e tempo medio per la chiusura delle trattative; l'adozione di KPI standardizzati permetterà di confrontare performance tra mercati e di ottimizzare il modello. In questo senso la efficienza del tempo negli incontri diventa parametro chiave, così come la qualità dei materiali informativi e la capacità di organizzare follow‑up rapidi e tracciabili. Per le aziende che vogliono partecipare alle prossime tappe è raccomandabile concentrarsi su selezione prodotto, materiali digitali pronti all'uso, proposte commerciali chiare e partnership logistiche per ridurre tempi e costi di mercato

Foto - www.ilgiornale.it

Témata: Uva & Vino, Vini DOC & DOCG, Fiere & Manifestazioni (Fieragricola, Vinitaly)

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