Secondo il presidente nazionale della Cia, Cristiano Fini, la calendarizzazione in Cdm del decreto attuativo della legge delega sul florovivaismo rappresenta un riconoscimento del lavoro svolto da Cia-Agricoltori Italiani e dall’Associazione Florovivaisti Italiani nel 2026, grazie al confronto con il sottosegretario Patrizio La Pietra. La Cia sottolinea che la procedura avviata in Consiglio dei Ministri accelera il percorso verso l’adozione di misure operative finalizzate a sostenere il comparto. L’annuncio indica che il dossier è stato inserito nell’agenda governativa e che si prevede un iter definito per le prossime fasi amministrative e attuative durante il 2026. Il ruolo dei rappresentanti di settore è stato determinante per la definizione degli aspetti tecnici che confluiranno nel testo del decreto attuativo della legge delega, definito come priorità per il Ministero delle Politiche agricole.
Il provvedimento in elaborazione costituisce il primo importante step verso la trasformazione in una vera legge quadro nazionale per il settore, con l’obiettivo di tutelare e rilanciare la filiera florovivaistica italiana. Il decreto attuativo intende fornire strumenti normativi e operativi per coordinare politiche di sostegno, regolazione e promozione del comparto, ponendo particolare attenzione a filiere corte, qualità del prodotto e internazionalizzazione. La Cia evidenzia che un quadro nazionale stabile può migliorare l’accesso ai finanziamenti, semplificare le procedure amministrative per le imprese e rafforzare la competitività sui mercati esteri. Il testo del decreto, una volta approvato, fungerà da guida per azioni successive a livello regionale e locale, con ricadute concrete su produzione, commercializzazione e servizi collegati.
Cristiano Fini ha ribadito la necessità di proteggere il potere d’acquisto delle famiglie affinché la cura del verde non sia percepita come una spesa superflua ma come un investimento nella qualità della vita urbana e rurale, sollecitando misure a sostegno della domanda interna. Ha poi richiamato l’urgenza di valorizzare la filiera boschiva, spesso trascurata, che se adeguatamente gestita può contribuire alla prevenzione del dissesto idrogeologico e creare domanda per il settore vivaistico. La Cia propone un approccio integrato tra agricoltura, gestione forestale e politiche ambientali per massimizzare benefici economici e di adattamento climatico. L’organizzazione chiede che le azioni previste nel decreto favoriscano sia le piccole imprese familiari sia le realtà produttive strutturate, garantendo equità territoriale e sostenibilità economica.
Il testo atteso in Cdm contiene misure su più fronti, tra cui:
1. semplificazioni amministrative per autorizzazioni, tracciabilità e certificazioni per le imprese florovivaistiche.
2. incentivi e strumenti finanziari per investimenti in ricerca, innovazione e filiere corte, con accesso facilitato a bandi e fondi nazionali e comunitari.
3. programmi di gestione boschiva e piani di prevenzione del dissesto idrogeologico che integrino vivaistica, rimboschimento e manutenzione del territorio.
Queste linee d’intervento mirano a creare effetti pratici misurabili nel 2026 e negli anni successivi, migliorando la capacità produttiva dei vivaisti e la resilienza territoriale. La valorizzazione delle aree boschive, collegata a interventi di manutenzione e rimboschimento, è presentata come leva per ridurre i rischi idrogeologici e creare nuove commesse per le aziende vivaistiche locali. È prevista la collaborazione tra Stato, Regioni e associazioni di categoria per definire criteri di priorità territoriale e modalità di accesso ai fondi, oltre a percorsi formativi rivolti agli operatori per adeguare tecniche produttive e gestionali. Esperti e rappresentanti del comparto proseguiranno il confronto tecnico per tradurre gli indirizzi di massima in procedure operative che consentano rapide applicazioni sul territorio.
I prossimi passaggi formali prevedono l’esame del decreto in sede governativa, la possibile adozione di atti successivi di dettaglio e infine la declinazione delle misure a livello regionale, con protocolli attuativi condivisi con le organizzazioni di categoria. L’inserimento dell’atto nell’agenda del Consiglio dei Ministri avvia una fase in cui saranno definiti criteri di monitoraggio e indicatori di risultato per valutare l’impatto sul settore florovivaistico e sulla gestione forestale. Le parti sociali chiedono che nei decreti attuativi vengano specificati tempi certi per l’erogazione degli incentivi e per la realizzazione dei progetti pilota, in modo da garantire trasparenza e rapidità di intervento. La Cia resta impegnata nel dialogo con il Ministero e con i vivaisti per accompagnare l’attuazione delle misure e segnalare eventuali criticità operative.
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