Secondo Helen Mirren, l'attenzione internazionale non sta facendo abbastanza per gli olivi del Salento e della Puglia, dove la Xylella continua a minacciare alberi secolari e filiere locali. L'attrice, che vive gran parte dell'anno in Puglia e ha fondato l'associazione Save the Olives, definisce la questione non solo come emergenza fitosanitaria ma anche come perdita di patrimonio culturale e paesaggistico. Il suo intervento mette in luce la necessità di combinare ricerca, formazione e azioni sul campo per arrestare la diffusione del batterio e rigenerare le coltivazioni danneggiate.
La Xylella fastidiosa è trasmessa da insetti fitofagi e provoca occlusione dei vasi xilematici, con conseguente disseccamento degli olivi e riduzione drastica della produttività; secondo stime aggiornate sono coinvolti milioni di esemplari e danni economici che si misurano in miliardi di euro, con effetti su filiere, turismo rurale e paesaggio. Per affrontare questa dinamica è indispensabile un approccio integrato che combini prevenzione, selezione varietale e tecniche di gestione degli insetti vettori. Helen Mirren e Save the Olives promuovono interventi concreti rivolti sia agli olivi monumentali sia alle coltivazioni di produzione.
Save the Olives finanzia ricerca genetica avanzata, con l'obiettivo di identificare varietà o linee resistenti o tolleranti alla Xylella e di accelerare i test in campo; la partnership con un grande produttore di olio ha previsto l'installazione di un laboratorio mobile per lo screening rapido delle piante sperimentali. Il laboratorio mobile permette analisi molecolari e fenotipiche in prossimità dei siti di prova, riducendo tempi e costi rispetto ai trasferimenti in strutture fisse e aumentando la resa dei programmi di selezione. Questo dispositivo è pensato per processare migliaia di piantine e per fornire dati immediati per selezioni successive.
Save the Olives concentra inoltre risorse sulla conservazione degli olivi monumentali della Piana degli Olivi Monumentali, dove sono presenti piante ultracentenarie a forte valore identitario; la protezione di questi esemplari richiede innesti e tecniche di intervento specialistico per mantenere il patrimonio vivente. Tutela degli olivi monumentali è quindi uno dei tre pilastri delle attività dell'associazione, insieme alla ricerca e alla formazione degli agricoltori. La conservazione di tali alberi ha anche ricadute turistiche e sociali che giustificano investimenti pubblici e privati mirati.
Le attività operative che Save the Olives mette in campo si articolano in tre linee principali, rivolte sia ai piccoli agricoltori sia alle strutture di ricerca e alle istituzioni:
1. Conservazione e trattamento degli olivi monumentali con tecniche di innesto e monitoraggio sanitario.
2. Progetti di selezione e sperimentazione di varietà resistenti, supportati da laboratori mobili e partnership industriali.
3. Formazione e campagne di comunicazione per diffondere pratiche agricole resilienti e contrastare disinformazione.
La comunicazione è centrale perché, oltre all'azione tecnica, persistono resistenze culturali e teorie complottiste che rallentano l'adozione di tecniche agronomiche efficaci; per questo la collaborazione prevede moduli formativi rivolti agli agricoltori locali su innesti, gestione dei vettori e monitoraggio fitosanitario. L'associazione prevede inoltre materiali divulgativi con risultati scientifici semplificati e dimostrazioni in campo per mostrare l'efficacia delle pratiche proposte. L'obiettivo è aumentare l'adozione di metodi che riducano il rischio di nuove infezioni e migliorino la resilienza degli impianti.
Sul fronte economico la sinergia pubblico-privato prevista dal progetto include strumenti di finanziamento per sostenere gli agricoltori nelle fasi di rinnovamento e sperimentazione; la disponibilità a co-finanziare programmi di ricerca e installazione di infrastrutture mobili accelera i tempi di sviluppo di varietà resistenti. Laboratorio mobile per screening rapido rappresenta un elemento operativo che permette di convertire risultati di laboratorio in pratiche agronomiche testate in campo in tempi più brevi. Le azioni proposte mirano anche a preservare la produzione di olio extravergine d'oliva, settore strategico per l'economia locale e per la qualità agroalimentare italiana.
Per i prossimi mesi Save the Olives annuncia l'ampliamento delle sperimentazioni varietali e una serie di workshop territoriali aperti agli agricoltori interessati a tecniche di innesto e gestione integrata dei vettori; le iniziative saranno monitorate da indicatori di efficacia quali la percentuale di sopravvivenza delle piante trapiantate, il tasso di infezione nelle parcelle sperimentali e la diffusione delle pratiche adottate. L'approccio punta a fornire dati verificabili e replicabili, utili a informare politiche fitosanitarie regionali e nazionali. Gli sviluppi attesi nei prossimi mesi includono report tecnici e aggiornamenti sulle varietà candidate alla commercializzazione.
L'intervento di figure pubbliche come Helen Mirren mira a sollecitare attenzione internazionale e risorse supplementari per una sfida che è insieme sanitaria, economica e culturale; la combinazione di ricerca, azione sul territorio e formazione può accelerare strategie di mitigazione efficaci e sostenibili. Il piano operativo delle prossime fasi prevede il rafforzamento delle collaborazioni con centri di ricerca, produttori di olio e amministrazioni locali per estendere i test e favorire la diffusione di soluzioni praticabili e misurabili.
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