Secondo Andrea Panizza, presidente di TerrArgenta, la rappresentanza istituzionale del territorio argentano nelle decisioni regionali sulle rinnovabili è insufficiente e rischia di compromettere paesaggio e agricoltura locale. Panizza critica in particolare la mancata evidenza di osservazioni specifiche per Argenta nell'ambito delle audizioni regionali dedicate all'individuazione delle aree idonee per impianti rinnovabili; la partecipazione cittadina alle udienze è stata ampia, con oltre quaranta interventi, ma il rischio è che le istanze locali restino marginali. Il tema assume rilievo perché nel Ferrarese si segnala la maggior concentrazione regionale di impianti di biometano e pannelli fotovoltaici su suolo agricolo, un elemento che richiede regole chiare e tutela mirata. TerrArgenta chiede quindi non solo attenzione alla promozione delle tecnologie pulite ma anche un bilanciamento tra produzione energetica e tutela del suolo agricolo e del paesaggio rurale.
Il dibattito pubblico e le scelte normative regionali determineranno dove potranno essere localizzati impianti a terra, pale eoliche e digestori per biometano, nonché le soglie di superficie agricola utilizzabile e le distanze dai centri abitati. Panizza sottolinea che strumenti come le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono apprezzabili per favorire la produzione distribuita e l'autoconsumo, ma che la promozione locale della CER da parte dell'amministrazione comunale non sostituisce la necessità di una difesa organica del territorio nelle sedi decisionali regionali. In assenza di osservazioni tecniche e vincolanti proposte dall'Unione dei Comuni Valli e Delizie, secondo TerrArgenta il rischio è una normativa che lasci spazi eccessivi a conversioni del suolo agricolo. Serve dunque una strategia che coniughi innovazione energetica e difesa dei valori agricoli e ambientali.
TerrArgenta formula richieste precise per la tutela del territorio argentano, chiedendo che ogni scelta normativo-amministrativa contempli vincoli sulla trasformazione del suolo agricolo e misure di compensazione paesaggistica. Le priorità indicate dall'associazione sono concrete e attuabili sul piano tecnico-amministrativo: 1. Garanzia di rappresentanza formale del territorio nelle audizioni e nei procedimenti regionali. 2. Definizione di criteri restrittivi per l'uso di terreni agricoli di pregio per impianti a terra. 3. Previsione di misure di mitigazione e compensazione ambientale e paesaggistica per ogni progetto approvato. Panizza sostiene che queste misure non ostacolano la transizione energetica ma ne orientano lo sviluppo verso forme realmente sostenibili per le comunità locali.
Dal punto di vista pratico, la vicenda solleva questioni tecniche che richiedono risposte precise: quali aree saranno classificate come non idonee per il fotovoltaico a terra? Quali distanze minime dovranno rispettare gli impianti rispetto a centri abitati e infrastrutture agricole? Quali criteri stabiliranno la priorità d'uso del suolo, privilegiando colture, biodiversità e infrastrutture verdi? Panizza invita gli enti locali, le associazioni agricole e i professionisti a presentare osservazioni tecniche articolate in sede regionale per evitare che definizioni generiche aprano la porta a impatti irreversibili. Il dialogo tecnico deve prevedere valutazioni sul valore produttivo dei suoli, sull'integrazione con pratiche di agricoltura sostenibile e su percorsi per riqualificare aree degradate prima di ricorrere alla conversione di terreno agricolo produttivo.
L'attenzione alla promozione delle CER sollevata anche dal sindaco di Argenta viene interpretata da TerrArgenta come un passo positivo se accompagnato da politiche di tutela territoriale. Le Comunità Energetiche possono ridurre consumi e costi, ma devono essere progettate in modo da minimizzare l'uso di suolo agricolo e favorire l'installazione su coperture, aree dismesse o superfici a basso valore agronomico. Panizza propone inoltre percorsi di supporto tecnico alle aziende agricole per integrare impianti su edifici e strutture aziendali e per accedere a incentivi che privilegino soluzioni duale-food-energy. Il modello auspicato è quello di una transizione energetica che generi benefici locali senza compromettere la capacità produttiva e il patrimonio paesaggistico.
La discussione normativa regionale sulle aree idonee alle rinnovabili è destinata a definire parametri che resteranno in vigore per decenni e influenzeranno investimenti, uso del suolo e tessuto rurale. Panizza chiede che Argenta sia rappresentata con forza in ogni sede e invita amministrazioni e stakeholders a coordinare contributi tecnici e osservazioni puntuali per guidare la legge verso criteri che tutelino suolo agricolo, biodiversità e qualità del paesaggio. L'appello di TerrArgenta è a un'approccio integrato, basato su dati, valutazioni di impatto e regole trasparenti, per garantire che la produzione di energia rinnovabile si sviluppi senza sacrificare risorse agricole strategiche.
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