Ucraina-Israele: scontro sul grano 'rubato'
close_up

Цей сайт використовує файли cookie. Дізнайтеся більше про їх використання та змінення налаштувань cookie у вашому браузері. Використовуючи цей сайт, ви погоджуєтеся на використання файлів cookie відповідно до поточних налаштувань браузера Дізнайтесь більше про файли cookie

Ucraina-Israele: scontro sul grano 'rubato'

Час читання: трохи більше 4 хвилин

Ucraina-Israele: scontro sul grano 'rubato'

Джерело: AGRONEWS Всі новини джерела

La tensione tra Ucraina e Israele è salita dopo l'attracco a Haifa di una seconda nave con un carico che Kiev indica come raccolto nei territori occupati, una vicenda che ha portato il presidente Volodymyr Zelensky a chiedere responsabilità penali per l'acquisto di merci sottratte; seconda nave ad Haifa è la frase ricorrente nei comunicati ucraini. Il governo di Kiev reclama che i carichi provengano da aree contese e sottolinea che operazioni di questo tipo aggravano la pressione sulle risorse agricole del Paese e finanziano attività che, secondo l'Ucraina, fanno parte dello sforzo bellico avversario. L'accusa di Kiev ha un impatto diretto sulle relazioni diplomatiche e sui flussi commerciali del grano, con implicazioni per operatori, porti e catene logistiche internazionali. I messaggi ufficiali evidenziano la necessità di controlli più stringenti sulle rotte marittime e sulla documentazione di provenienza delle derrate.

I vertici della diplomazia ucraina hanno convocato l'ambasciatore di Israele per consegnare una nota formale che definisce la pratica come sistematica e chiede interventi immediati per impedire lo sbarco delle merci ritenute illecite; la protesta ufficiale mira anche a preservare relazioni che Kiev considera strategiche per la sicurezza regionale. Dalla parte israeliana il ministro degli Esteri ha risposto invitando a non condurre la questione sui social e sottolineando che accuse mediatiche non sostituiscono richieste formali di cooperazione giudiziaria, segnalando una divergenza sulle procedure. L'escalation diplomatica ha visto uno scambio di dichiarazioni forti che rimette al centro la trasparenza delle importazioni e la necessità di prove documentali nelle contestazioni internazionali. In questo contesto, le autorità ucraine hanno annunciato l'intenzione di adottare misure contro chi organizza e beneficia del traffico di cereali.

Sulle caratteristiche dei carichi, fonti ucraine indicano che alcune navi arrivate a Haifa trasportavano migliaia di tonnellate di cereali, con esempi concreti che parlano di carichi composti da grano e orzo riforniti tramite trasbordi in mare dalle coste occupate; Kiev sostiene che la pratica coinvolga una rete complessa di raccolta e trasferimento. L'uso di navi battenti bandiere straniere, rifornimenti in rada e trasbordi multipli rendono più difficile la tracciabilità delle partite e favoriscono il cosiddetto mercato 'ombra' delle esportazioni. Secondo le autorità ucraine, la perdita di grandi quantità di prodotto agricolo dai territori occupati rappresenta un danno economico diretto alla sicurezza alimentare nazionale e una fonte di divise per i controllori delle aree. provenienza dai territori occupati è il punto centrale della contestazione di Kiev verso gli importatori.

Kiev ha esposto una serie di richieste e misure che vorrebbe vedere applicate per bloccare il fenomeno e garantire trasparenza nelle importazioni: 1. Impedire lo scarico delle navi segnalate come cariche di prodotti sottratti e sottoporre i carichi a ispezione internazionale nelle banchine. 2. Adottare sanzioni mirate contro operatori, armatori e beneficiari collegati al traffico illecito di cereali. 3. Avviare canali di assistenza giudiziaria internazionale per la tracciabilità documentale e il recupero delle partite contestate. Queste richieste servono sia alla riparazione economica sia a disincentivare future operazioni analoghe.

L'effetto sui mercati delle commodity e sulle forniture globali di cereali è immediato: incertezza sulle rotte e sui titoli di proprietà tende ad aumentare i premi di rischio, a complicare i contratti di fornitura e a mettere operatori e mulini nella condizione di dover verificare con maggiore attenzione la catena di custodia. Alcuni importatori potrebbero richiedere certificazioni aggiuntive o preferire fornitori con tracciabilità accertata, mentre i porti terzi potrebbero diventare nodi di controllo più stringenti per evitare rischi reputazionali e legali. Organismi internazionali e blocchi regionali hanno espresso preoccupazione per operazioni che possano eludere regimi di responsabilità e incentivare flussi commerciali che finanziano conflitti, aumentando la pressione su governi e operatori a predisporre strumenti di due diligence.

Lo scenario aperto dalle contestazioni impone scelte operative e tecnologiche: rafforzare i sistemi di monitoraggio AIS e di tracciabilità dei carichi, adottare certificazioni di origine digitali e protocolli di ispezione portuale condivisi, oltre a rafforzare la cooperazione giudiziaria tra Stati per verificare documenti e storicità delle merci. Sul piano politico, la questione potrebbe spingere a nuove regole internazionali per le esportazioni di cereali da aree contese e a sanzioni mirate nei confronti di reti commerciali che sfruttano lacune normative; Kiev avverte che, in assenza di azioni efficaci, ricorrerà a misure punitive nei confronti degli attori coinvolti. pacchetto di sanzioni annunciato rimane una leva che l'Ucraina dichiara pronta a utilizzare se le autorità portuali e gli importatori non adottano controlli più rigorosi.

Foto - www.agi.it

Теми: Grano tenero, Orzo, Commercio internazionale

Agronews

Новини на тему

Не можете пригадати пароль?

Зв'язатися з редакцією