Siccità e caldo: impatti sulla peronospora della vite
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Siccità e caldo: impatti sulla peronospora della vite

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Siccità e caldo: impatti sulla peronospora della vite

Джерело: AGRONEWS Всі новини джерела

Una ricerca francese pubblicata nel 2026 su Tree Physiology analizza come siccità e ondate di calore, spesso sovrapposte con il cambiamento climatico, modifichino la dinamica della peronospora (Plasmopara viticola) sulla vite e le implicazioni pratiche per il viticoltore. Lo studio, condotto da un team di INRAE e Università di Bordeaux su Cabernet Sauvignon in condizioni controllate, mette in luce contrasti tra barriere fisiche e risposte metaboliche della pianta e fornisce numeri utili per la gestione in vigna. siccità riduce l'infezione e caldo aumenta severità sporulazione sono i due messaggi chiave che emergono dall'esperimento e che richiedono un approccio integrato alla difesa fitosanitaria. I risultati sono particolarmente rilevanti per regioni soggette a periodi di scarso approvvigionamento idrico e punte di temperatura; lo studio indica anche limiti delle previsioni tradizionali se non si considera lo stress termico. Per il viticoltore le evidenze numeriche suggeriscono scelte pratiche su irrigazione, temporizzazione degli interventi e selezione varietale o di portinnesto.

L'apparato sperimentale ha impiegato viti in vaso da 12 L sottoposte a quattro trattamenti per valutare l'interazione fra stress abiotici e infezione; i quattro trattamenti erano:

1. Controllo con irrigazione giornaliera.

2. Siccità: sospensione acqua per 23 giorni.

3. Calore: aumento di +5°C per 2 giorni nelle ore diurne.

4. Siccità+calore: combinazione dei due stress.

Dopo gli stress, foglie (3ª e 4ª dal germoglio) sono state inoculate con 5.000 sporangî/mL di P. viticola; sono state monitorate l'incidenza della sporulazione (2°-8° d.p.i.), la severità, metaboliti di difesa e parametri fisiologici come conducibilità stomatica (gs), potenziale idrico fogliare (Ψleaf) e resa quantica del PSII (ΦPSII).

I dati sulle incidenze a 5 d.p.i. mostrano differenze nette: nel trattamento di siccità l'incidenza della sporulazione è stata 9,0% contro 71,5% del controllo, mentre il calore da solo ha dato un'incidenza intermedia del 49,3%. La severità finale a 8 d.p.i. è risultata maggiore nel calore (33,2%) rispetto al controllo (29,6%) e nettamente superiore alla sola siccità (14,7%). Nel trattamento combinato l'incidenza iniziale è risultata bassa (21,5% a 5 d.p.i.) ma la severità finale è salita a 29,7%, vicino al controllo.

Dal punto di vista fisiologico la chiusura stomatica spiega parte dell'effetto protettivo: la siccità ha ridotto la gs a valori prossimi a 0,01 mol H2O m-2 s-1 per 13 giorni; il caldo da solo ha abbassato la gs del 76% (da 0,22 a 0,05 mol H2O m-2 s-1) ma in modo meno persistente. Esiste una correlazione positiva tra gs media al giorno 23 e incidenza della sporulazione a 5 d.p.i. (R2=0,3; P<0,0001), suggerendo che correlazione gs–sporulazione R2=0,3 renda la chiusura stomatica una barriera fisica efficace nelle fasi d'ingresso del patogeno.

Le analisi metaboliche a 8 d.p.i. mostrano che la risposta biochimica contribuisce allo scenario: il perossido di idrogeno (H2O2) è aumentato del 39% nella sola siccità rispetto al controllo nelle foglie inoculate, mentre gli stilbeni (composti antifungini) sono cresciuti del +113% in siccità+calore, +57% nel calore e +36% nella siccità rispetto ai rispettivi controlli non inoculati; tuttavia le viniferine sono risultate al di sotto del limite di quantificazione. Gli acidi fenolici sono aumentati del 118% nella siccità e del 101% nella siccità+calore, ma sono diminuiti del 12% nel calore; i flavonoidi risultano costantemente ridotti in presenza di caldo, un elemento che può spiegare l'aumento di severità riscontrato con alte temperature.

Le implicazioni pratiche per la gestione del vigneto, evidenziate dallo studio e traducibili in azioni concrete, sono:

1. Gestione idrica strategica: utilizzare deficit idrico moderato come possibile “priming” difensivo evitando stress idrici severi che riducano ΦPSII (es. 0,67 in siccità vs 0,74 controllo).

2. Attenzione alle ondate di calore: monitorare giornate con +5°C rispetto alla media (es. picchi attorno a 31–32°C) perché possono ridurre composti fenolici e aumentare la severità; aggiornare i modelli previsionali includendo stress termico.

3. Tempistica degli interventi: privilegiare trattamenti rameici o induttori di resistenza subito dopo periodi di stress idrico, sfruttando la finestra di chiusura stomatica nelle prime 5–6 giornate post-infezione.

4. Scelta varietale e portinnesti: considerare genotipi o portinnesti che mantengano regolazione stomatica e capacità di accumulare stilbeni anche sotto caldo per aumentare la tenuta naturale alle infezioni.

Dal modello GLM di machine learning applicato ai dati sperimentali emerge che i metaboliti di difesa sono buoni predittori della gs (R2=0,44) e dell'andamento precoce dell'infezione (5–6 d.p.i., R2≈0,24–0,26), mentre le temperature raggiunte hanno basso potere predittivo sul profilo metabolico (R2=0,02). Sono necessari studi in campo con cicli stagionali completi per validare i risultati in condizioni reali e per tradurre questi indicatori in soglie operative nelle strategie di lotta e negli strumenti previsionali. Questa linea di ricerca punta anche allo sviluppo di programmi di miglioramento genetico e test su portinnesti mirati a preservare risposte difensive della vite nelle condizioni climatiche attese per i prossimi anni.

Foto - www.teatronaturale.it

Теми: Uva & Vino, Controllo fitosanitario, Gestione idrica & Irrigazione

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