Coldiretti contro la regola dell'ultimo miglio: appello UE
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Coldiretti contro la regola dell'ultimo miglio: appello UE

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Coldiretti contro la regola dell'ultimo miglio: appello UE

Źródło: AGRONEWS Wszystkie aktualności źródła

Secondo Coldiretti la regola dell'«ultimo miglio» della trasformazione prevista dal codice doganale UE consente che prodotti stranieri acquisiscano la nazionalità di fatto attraverso operazioni minime in uno Stato membro; per questo motivo il presidente Ettore Prandini ha consegnato al commissario Ue alla Salute Oliver Varhelyi un appello accompagnato da un milione di firme per la revisione normativa. L'associazione chiede un intervento europeo immediato per evitare che l'origine vera del cibo sia nascosta ai consumatori e che i prezzi alla produzione vengano compressi artificialmente. Il tema è posto come priorità politica per tutelare la filiera agricola nazionale e garantire trasparenza sul mercato interno.

Coldiretti denuncia effetti concreti della norma: secondo l'associazione in Italia arrivano grandi volumi di materie prime lattiero-casearie dall'estero, con impatti sui prezzi e sulla competizione; l'esempio citato parla di circa 10 milioni di quintali di latte importati e altri 4,3 milioni di quintali di cagliate e latticini che contribuiscono a una pressione al ribasso sul mercato. L'associazione stima inoltre che il meccanismo attuale sottragga alle aziende agricole italiane risorse importanti, quantificate in circa 20 miliardi di euro all'anno, tra perdita di valore aggiunto e fenomeni di italian sounding. Questi numeri sono posti a supporto della richiesta di modificare il criterio che attribuisce l'origine per «ultima trasformazione sostanziale».

Le principali richieste formali avanzate da Coldiretti sono strutturate su più punti chiave:

1. Revisione del codice doganale UE per modificare la regola dell'ultima trasformazione sostanziale.

2. Introduzione dell'etichettatura d'origine obbligatoria per tutti i prodotti alimentari in commercio nell'Unione.

3. Creazione di un'alleanza strategica europea per armonizzare controlli, sanzioni e strumenti di tracciabilità.

L'associazione sottolinea il rapporto causa-effetto tra pratica normativa e distorsioni del mercato: quando un ingrediente estero può essere «italianizzato» con operazioni minime, i trasformatori possono beneficiare di marche e claim nazionali senza che la materia prima originale sia trasparente, riducendo i margini degli allevatori e favorendo pratiche commerciali ingannevoli. Nonostante accordi nazionali volti a contenere la caduta dei prezzi, la presenza di grandi volumi esteri continua a rappresentare un freno alla stabilizzazione dei redditi agricoli e a complicare i controlli per le autorità competenti.

Sul piano operativo Coldiretti indica percorsi concreti per il futuro: serve una modifica legislativa a livello UE, accompagnata da strumenti digitali di tracciabilità (codici QR, banche dati degli operatori, etichette elettroniche) e da protocolli di controllo armonizzati tra Stati membri. L'associazione chiede inoltre che la Commissione europea valuti l'impatto economico delle regole doganali sul tessuto produttivo, proponendo misure di accompagnamento per le filiere più esposte e linee guida per la verifica dell'origine a monte nella catena di fornitura.

Se adottate, le proposte potrebbero ridurre le frodi alimentari, aumentare la trasparenza per i consumatori e migliorare il potere contrattuale degli agricoltori nelle trattative con l'industria di trasformazione; al tempo stesso Coldiretti riconosce la necessità di un coordinamento tra governi, autorità di controllo e operatori per evitare effetti collaterali indesiderati sul commercio intra-UE. Il dossier viene ora portato all'attenzione delle istituzioni comunitarie con l'obiettivo di avviare un confronto tecnico-legislativo nei prossimi mesi e di inserire la questione nell'agenda delle riforme normative europee.

Foto - www.repubblica.it

Tematy: Latte, Etichettatura alimentare, Frodi alimentari & Italian Sounding

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