Peste suina, via agli abbattimenti di cinghiali
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Peste suina, via agli abbattimenti di cinghiali

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Peste suina, via agli abbattimenti di cinghiali

Fonte: AGRONEWS Tutte le notizie della fonte

Scatta un piano straordinario di contenimento della Peste Suina Africana (PSA) tra i boschi del Corno alle Scale dopo il via libera a un programma operativo valido fino al 2029; l'obiettivo è interrompere la catena di trasmissione riducendo la densità dei cinghiali e proteggere gli allevamenti domestici nella cintura di rischio. Abbattimenti controllati nel Corno alle Scale sarà la misura principale accompagnata da sorveglianza sanitaria, tracciamento dei capi e gestione delle carcasse secondo protocolli veterinari. La decisione deriva dalla necessità di isolare focolai e contenere la diffusione del virus, che pur essendo innocuo per l'uomo è altamente letale per suini e cinghiali e rappresenta un rischio economico per la filiera suinicola locale. Le operazioni saranno coordinate per coprire aree protette e territori contigui, minimizzando impatti su biodiversità e fruizione pubblica.

La gestione dell'emergenza sarà uniformata da una convenzione sottoscritta tra Ente Parchi, Città metropolitana e l'Ambito territoriale di caccia BO3: la sinergia istituzionale definisce ruoli, responsabilità e flussi informativi per intervenire sia dentro che fuori le aree protette. Il personale di vigilanza del Parco e la polizia metropolitana garantiranno il coordinamento operativo e il rispetto delle normative, mentre saranno attivati centri di raccolta e punti logistici per la gestione sanitaria delle carcasse e dei materiali potenzialmente contaminati. La cabina di regia prevede anche l'impiego di servizi veterinari regionali per le analisi diagnostiche, il monitoraggio epidemiologico e la certificazione sanitaria dei capi. Questo assetto mira a rendere ripetibile e verificabile ogni fase dell'intervento, dal prelievo alla destinazione delle carcasse.

1. Ente Parchi: coordinamento ambientale e vigilanza sul territorio.

2. Città metropolitana: gestione fondi sanitari e rimborso per i prelievi.

3. ATC BO3 e cacciatori volontari: esecuzione tecnica degli abbattimenti e gestione centri di raccolta.

Le operazioni pratiche prevedono che gli abbattimenti vengano eseguiti da cacciatori volontari formati e selezionati, sotto la supervisione della polizia metropolitana e del personale di vigilanza, e nel rispetto di rigidi protocolli di biosicurezza per evitare la diffusione accidentale del virus. Saranno predisposti percorsi protetti per il trasporto delle carcasse e procedure di sanificazione degli equipaggiamenti, con obbligo di registrazione e tracciabilità di ogni capo abbattuto per consentire test e controlli successivi. Rimborso di 70 euro per capo coprirà le spese operative dei soggetti coinvolti, finanziato da risorse della sanità veterinaria regionale gestite dalla Città Metropolitana. Le strutture dell'ATC verranno messe a disposizione per allestire centri di raccolta, punti di registrazione e spazi per le prime verifiche sanitarie.

Il protocollo sanitario stabilisce che ogni carcassa venga testata e gestita secondo norme precise: solo la carne proveniente da esemplari risultati sani potrà, dopo certificazione, essere avviata a consumo; qualsiasi capo positivo seguirà percorsi di smaltimento obbligatorio per rifiuti a rischio biologico. Le analisi virologiche e i referti diagnostici saranno tracciati centralmente per fornire dati utili alla valutazione dell'efficacia delle misure e agli eventuali aggiustamenti delle strategie di controllo. L'approccio integra inoltre attività di campionamento ambientale e sorveglianza passiva per intercettare nuovi casi in tempi rapidi e modulare le risposte operative. Questo quadro operativo è concepito per garantire trasparenza e responsabilità nella gestione sanitaria.

Le aree prioritarie d'intervento includono il territorio lizzanese, attualmente classificato come zona di restrizione di primo livello per la prossimità a focolai noti, e le aree attigue del Parco dove l'allerta è elevata; sono previste misure di contenimento anche nelle zone del lago di Suviana e del Brasimone, con modalità adattate al contesto ambientale e alle attività ricreative. Le autorità locali promuovono processi di partecipazione per coinvolgere agricoltori, allevatori e stakeholder locali nelle modalità di intervento e nei piani di prevenzione, in modo da conciliare tutela sanitaria e uso del territorio. La comunicazione pubblica sarà calibrata per informare sui divieti temporanei, sulle procedure di raccolta e sulle norme di biosicurezza che cittadini e operatori devono rispettare. La presenza di centri di raccolta sul territorio faciliterà la collaborazione tra volontari e istituzioni per una gestione rapida e ordinata.

Secondo le istituzioni coinvolte, il piano è parte di una strategia pluriennale di sorveglianza e controllo che durerà con intensità variabile fino alla scadenza del programma approvato; questa finestra temporale consentirà di valutare l'andamento della densità della popolazione di cinghiali, l'incidenza di nuovi focolai e l'impatto sulle attività zootecniche. Saranno adottati indicatori quantitativi per misurare risultati come il numero di capi prelevati, il tasso di positività ai test e la diminuzione delle segnalazioni di mortalità in natura, permettendo correzioni tempestive delle misure. Le istituzioni sottolineano la necessità di mantenere alta l'attenzione sulla biosicurezza degli allevamenti domestici, sulle misure di prevenzione negli spostamenti di suini e sul rafforzamento delle procedure di controllo ai punti di raccolta. Programma approvato da Ispra fino al 2029 resterà il quadro di riferimento per le azioni operative e la raccolta dati epidemiologici.

Foto - www.ilrestodelcarlino.it

Temi: Suinicoltura, Malattie dei suini, Peste suina africana

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