Sostenibilità, leva di competitività per il settore primario
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Sostenibilità, leva di competitività per il settore primario

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Sostenibilità, leva di competitività per il settore primario

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Secondo il Rapporto AGRIcoltura100 2026, la sostenibilità si conferma fattore centrale per la competitività delle imprese agricole italiane, con misure e pratiche che influenzano direttamente fatturato e resilienza aziendale; l’indagine ha coinvolto oltre 3.800 imprese del settore e identifica trend concreti nei quattro ambiti di sostenibilità. 57,9% imprese livello elevato di sostenibilità è il dato che certifica una diffusione significativa delle pratiche sostenibili tra le aziende analizzate. Il rapporto rileva inoltre una correlazione tra livelli di sostenibilità e performance economica, segnalando differenze nette nella dinamica dei ricavi tra aziende più e meno sostenibili.

La relazione evidenzia che, nell’ultimo periodo considerato dal Rapporto, il 30,6% delle imprese con livello elevato di sostenibilità ha registrato una crescita del fatturato, contro il 14,6% delle aziende con livello base; questo divario sottolinea l’impatto economico diretto degli investimenti in pratiche ambientali, gestione del rischio e qualità produttiva. Il documento mette in relazione risultati economici e capacità d’innovazione, mostrando che l’adozione di tecnologie e processi sostenibili favorisce l’accesso a mercati di maggior valore e la tenuta dei margini. 30,6% imprese con crescita è citato come indicatore chiave dell’effetto positivo della sostenibilità sui ricavi aziendali.

Il Rapporto registra anche gli effetti delle tensioni sui mercati internazionali e della contingenza energetica: il 42% delle imprese intervistate esprime preoccupazione per i conflitti commerciali e le barriere che riducono le esportazioni, mentre oltre il 70% delle aziende attive all’estero ha adottato nuove strategie commerciali per fronteggiare l’incertezza. Tra le risposte attivate figurano la ricerca di mercati alternativi, la revisione dei contratti esteri e il rafforzamento della presenza sul mercato interno; complessivamente il rapporto mette in luce come la pressione sui costi e la volatilità richiedano reattività nelle scelte commerciali e negli approvvigionamenti. 70% aziende estere nuove politiche sintetizza la diffusione delle contromisure adottate dalle imprese esportatrici.

Il Rapporto analizza le diverse dimensioni della sostenibilità: ambientale, qualità dello sviluppo (competitività e innovazione), sociale e gestione dei rischi e delle relazioni. In ambito ambientale si registra una quota consistente di imprese con indicatori elevati, così come crescono i livelli nelle aree della qualità produttiva e dell’innovazione; la gestione dei rischi e la dimensione sociale mostrano progressi ma segnalano ancora spazi di miglioramento su scala di filiera. Il documento sottolinea che anche aziende di dimensioni ridotte possono raggiungere indici elevati di sostenibilità quando adottano investimenti mirati e pratiche integrate.

Il Rapporto individua cinque leve operative per accelerare la trasformazione del settore e aumentare la scala e la solidità delle imprese agricole, con azioni concrete su qualità, tecnologia, integrazione di filiera, gestione del territorio e capitale umano; di seguito i punti chiave indicati come priorità:

1. Qualità come fattore competitivo: valorizzare origine, tracciabilità, sicurezza e sostenibilità del prodotto.

2. Investimenti e innovazione: aumentare gli investimenti in tecnologie, processi e digitalizzazione per migliorare resa e sostenibilità.

3. Integrazione industriale: sviluppare attività connesse alla trasformazione e ai servizi per ampliare ricavi e valore aggiunto.

4. Mitigare la vulnerabilità idrogeologica: incrementare infrastrutture, uso efficiente dell’acqua e pratiche di tutela del suolo.

5. Capitale umano e impatti sociali: stabilizzare l’occupazione, attrarre giovani e donne e favorire il ricambio generazionale.

Nel commento ufficiale, Luca Filippone, Direttore Generale di Reale Group, sottolinea il ruolo delle coperture assicurative nel rafforzare la capacità di prevenzione e la resilienza delle imprese agricole, indicando prodotti assicurativi come complemento alle misure di gestione del rischio operativo e climatico. Massimiliano Giansanti, Presidente di Confagricoltura, evidenzia invece la necessità di politiche di accompagnamento snelle e mirate e di un approccio culturale che valorizzi il ricambio generazionale e l’innovazione; entrambi richiamano la centralità di adeguati strumenti finanziari e di mercato per trasformare gli sforzi di sostenibilità in vantaggi economici duraturi.

Per il prossimo futuro il Rapporto propone interventi pratici: orientare gli investimenti pubblici e privati verso infrastrutture idriche e digitali, promuovere strumenti che facilitino l’aggregazione e l’integrazione di filiera, sostenere programmi di formazione per aumentare competenze tecniche e manageriali, e sviluppare soluzioni assicurative e di credito adeguate alla volatilità dei costi energetici e delle materie prime. Le indicazioni offerte dal Rapporto 2026 definiscono una road map operativa per imprese e policy maker che intendono trasformare la sostenibilità in vantaggio competitivo e strumento di resilienza per il settore primario.

Foto - www.teatronaturale.it

Sujets: Agricoltura sostenibile, Innovazione & Startup (AgTech), Inflazione & Costi dei mezzi produttivi

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