Come racconta Davide Telesca, 26 anni e residente a Barberino Tavarnelle, è stata l’esperienza pratica in campo a riportarlo sui banchi e a ridare senso allo studio, trasformando un interesse ereditato dal padre in un progetto professionale concreto; oggi Davide ha ottenuto la laurea in Scienze agrarie dopo il percorso formativo legato alla scuola per contadini. Questa esperienza personale mette in luce come percorsi professionalizzanti possano favorire il reinserimento nello studio e facilitare il passaggio dalla passione hobbistica a un lavoro agricolo strutturato, con competenze tecniche e capacità gestionali acquisite sul campo. Il racconto di Davide offre elementi utili per valutare l’efficacia dei percorsi misti teoria-pratica e il ruolo delle scuole agro-professionali nel favorire nuove imprese agricole giovanili.
La formazione frequentata da Davide è stata quella offerta da Chiantiform, un corso che unisce moduli teorici e attività pratiche in azienda e sul terreno; proprio questo approccio ha fatto la differenza nel suo percorso, permettendogli di consolidare nozioni su tecniche colturali, gestione del suolo e uso delle attrezzature agricole oltre ad acquisire competenze organizzative e normative. Per molti giovani, corsi di questo tipo rappresentano un canale efficace per avvicinarsi al lavoro agricolo e per sviluppare capacità spendibili sul mercato locale e regionale, e la vicinanza con realtà produttive del territorio facilita l’inserimento lavorativo e la creazione di reti professionali con tecnici e agronomi. La testimonianza sottolinea il valore pratico della scuola per contadini di San Casciano come laboratorio formativo e punto di partenza per nuove iniziative imprenditoriali.
Davide spiega che l’abbandono della scuola superiore era stato dettato da una scarsa motivazione e dalla difficoltà di trovare un indirizzo che corrispondesse alle sue inclinazioni, ma che il lavoro in campagna e il tempo trascorso con il padre agricoltore per hobby avevano mantenuto viva la passione per la terra; a 26 anni ha quindi scelto di rimettersi in gioco, trasformando quella passione in un progetto di vita e di lavoro concreto. Nel suo percorso, la dimensione pratica è stata integrata da insegnamenti tecnici e da valori professionali come la responsabilità, la pianificazione delle colture e la cura del territorio, elementi che ha ritenuto determinanti per intraprendere una carriera agricola sostenibile. Davide è inoltre il primo giovane del suo corso ad ottenere la laurea in Scienze agrarie dopo aver completato il percorso sancascianese, un dato che evidenzia la potenzialità di questi percorsi nel promuovere la formazione superiore tra chi proviene da percorsi non lineari.
A chi dedica questo traguardo, Davide risponde citando chi lo ha sostenuto lungo il percorso e riconoscendo l’importanza del sostegno sociale e professionale nella costruzione di una scelta di carriera; il riferimento al gruppo di docenti, alla famiglia e agli amici rimarca come il successo formativo spesso sia il risultato di un insieme di fattori di supporto. Tra le persone e le categorie ringraziate emergono chiaramente più soggetti che hanno influito sulla sua crescita personale e professionale, elencati da Davide in ordine di vicinanza e influenza: 1. La famiglia, che ha incoraggiato il ritorno allo studio e sostenuto le scelte iniziali. 2. I docenti e gli istruttori del corso, che hanno trasferito competenze tecniche e pratiche. 3. Gli amici, che hanno fornito supporto morale e confronto. 4. Se stesso, per la determinazione a non arrendersi e a investire nelle proprie attitudini.
Sul piano operativo, Davide indica alcune competenze acquisite che ritiene decisive per avviare un’attività agricola moderna e resiliente, ricordando come la formazione gli abbia fornito strumenti concreti per organizzare le coltivazioni, gestire la salute del suolo e programmare interventi fitosanitari e irrigui in modo consapevole; tra le aree pratiche su cui si è formato cita in particolare tre ambiti chiave che continuano a guidare le sue scelte professionali: 1. Tecniche colturali e gestione del suolo. 2. Uso e manutenzione delle attrezzature agricole. 3. Valutazione economica e progettazione aziendale. Queste competenze gli permettono di pianificare attività su piccola scala con prospettive di crescita e di valutare soluzioni per la diversificazione produttiva e per la sostenibilità economica e ambientale dell’azienda.
Secondo l’agronomo e docente Roberto Rappuoli, presente nel contesto formativo che ha seguito Davide, la combinazione tra pratica e studio è fondamentale per colmare il gap tra teoria accademica e lavoro agricolo quotidiano e per sostenere il ricambio generazionale nelle campagne; Rappuoli osserva come percorsi professionalizzanti e opportunità di accesso all’istruzione superiore possano favorire l’emergere di nuove figure imprenditoriali capaci di integrare tradizione e innovazione. Per il territorio locale, il caso di Davide rappresenta un esempio di come investire nella formazione tecnica e nel collegamento tra scuole, aziende e istituzioni possa tradursi in opportunità occupazionali e in un rafforzamento delle filiere agricole. Foto - da sinistra: Roberto Rappuoli, agronomo e insegnante; Davide Telesca; il sindaco Roberto Ciappi
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