Commodities: calano produzione di mandorle e pistacchi
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Commodities: calano produzione di mandorle e pistacchi

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Commodities: calano produzione di mandorle e pistacchi

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Il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti (USDA) ha pubblicato le prime previsioni per la campagna 2026/27 su superfici, rese e produzione, segnalando per le mandorle una produzione attesa a 1,22 milioni di tonnellate, leggermente inferiore alla campagna in corso e accompagnata da una moderata riduzione delle superfici in produzione. Mandorle: produzione 1,22 milioni t rimane il dato chiave che fotografa una coltura sotto pressione per costi e redditività, mentre le rese vengono previste sostanzialmente stabili rispetto al periodo immediatamente precedente. L'analisi tecnica sottolinea che la contrazione delle superfici è dovuta principalmente all'aumento dei costi degli input produttivi, che ha ridotto la redditività per molti operatori e favorito riallocazioni colturali o ritardi negli investimenti di rinnovo impianti. Condizioni meteorologiche non ottimali durante la fioritura in alcune zone e una riduzione dell'uso di fertilizzanti e trattamenti fitosanitari sono indicate come fattori che hanno impedito il pieno recupero delle rese nelle aree più colpite.

Per il mercato del pistacchio, l'International Nut and Dried Fruit Council (INC) ha diffuso prime stime per la campagna 2026/27 che mostrano una contrazione marcata della produzione negli Stati Uniti, con un raccolto stimato a circa 350.000 tonnellate, in netta diminuzione rispetto al livello record della campagna precedente. Le stime INC indicano una raccolta complessiva mondiale significativamente ridotta, con impatti attesi sui flussi commerciali e sui livelli di offerta a livello globale, e gli operatori segnalano come cause principali oscillazioni di resa e ciclicità produttiva. Di seguito le principali proiezioni per i Paesi maggiormente rappresentativi del mercato globale del pistacchio:

1. Stati Uniti: raccolto stimato a 350.000 t, forte calo rispetto al record recente.

2. Iran: produzione stimata a 130.000 t, riduzione significativa su base annua.

3. Turchia: raccolto stimato a 156.400 t, variabile rispetto agli ultimi cicli produttivi.

Le indicazioni INC portano la produzione mondiale di pistacchio per la campagna 2026/27 intorno alle 700.000 tonnellate, una riduzione marcata che, in un contesto di domanda strutturalmente crescente, può tradursi in forti tensioni sull'offerta e pressioni rialziste sui prezzi a livello internazionale. Pistacchio USA: produzione -52% è il dato di impatto riportato dalle prime stime, che segnala una discontinuità nella disponibilità americana e un potenziale aumento della volatilità di mercato nei mesi a venire. Gli effetti attesi includono compressione degli stock esportabili e un maggiore ricorso alle importazioni da origine alternativa da parte dei principali buyer.

Nel comparto della soia, le prime proiezioni USDA per il 2026/27 inquadrano una dinamica differente: produzione USA in aumento, con un incremento atteso della trasformazione (crush) e degli export, mentre le scorte finali sono proiettate in calo rispetto alla campagna precedente. Il driver principale segnalato dagli analisti è il valore dell'olio di soia, spinto dalla domanda per biocarburanti che sostiene i margini di crush e incentiva l'accelerazione degli acquisti di seme da parte dell'industria di trasformazione. Soia: domanda biocarburanti +25% è la variazione stimata per l'utilizzo interno che incide in modo rilevante sulla ripartizione tra consumo domestico e disponibilità per l'export.

I fattori che stanno guidando la dinamica del complesso soia e che influenzano indirettamente altri mercati di commodity possono essere sintetizzati come segue:

1. aumento della domanda di olio per biocarburanti che favorisce la trasformazione del seme;

2. margini di crush elevati che rendono più remunerativa la lavorazione del seme rispetto alla vendita all'ingrosso;

3. forte esposizione long degli operatori finanziari che amplifica il momentum dei prezzi.

Le implicazioni di mercato sono concrete per operatori e trasformatori: per le mandorle la riduzione delle superfici e i costi in aumento mantengono il profilo di prezzo sostenuto e sollecitano scelte di gestione del parco piante e delle pratiche agronomiche; per i pistacchi la contrazione di offerta dovrà essere monitorata insieme alla disponibilità logistica e commerciale delle principali origini; per la soia la tenuta dei margini di crush e l'andamento dei prezzi dell'olio saranno determinanti per l'equilibrio tra mercato domestico ed export. Gli attori della filiera dovranno prestare particolare attenzione a variabili verificabili nel breve periodo come l'evoluzione climatica nelle aree di produzione, i costi degli input e le dinamiche della domanda energetica che guidano il valore dell'olio su specifiche piazze di scambio.

Foto - www.efanews.eu

Sujets: Soia, Mandorle, Pistacchi

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