Piva: sale di livello la lotta alla nutria
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Piva: sale di livello la lotta alla nutria

Allikas: AGRONEWS Kõik selle allika uudised

Secondo Massimo Piva, presidente di Cia-Agricoltori Italiani, la lotta alla nutria è diventata una priorità per la sicurezza idraulica e la produzione risicola a Ferrara; Piva avverte che la presenza del roditore mette a rischio argini e colture e richiede interventi immediati e coordinati. Il presidente sottolinea che non si tratta solo di danni agricoli, ma di tutela del territorio e delle persone che vivono nelle aree sotto il livello del mare.

Alla riunione tenuta a Palazzo Giulio d’Este il prefetto Massimo Marchesiello ha posto al centro dell’agenda la gestione della fauna selvatica e gli enti locali hanno illustrato il nuovo Piano Regionale 2026–2030 per il controllo della nutria; il piano introduce misure sperimentali e procedure semplificate per autorizzare interventi mirati sul territorio. La delibera prevede il ricorso a sistemi di cattura e, nei casi autorizzati, alla soppressione selettiva per limitare l’erosione degli argini e la perdita di produzione.

Tra le misure operative indicate dalla Provincia c’è l’acquisto di 300 nuove gabbie entro agosto e il rinnovo delle autorizzazioni per i coadiutori; è prevista inoltre l’integrazione dei rimborsi per chi opera sul campo, con l’obiettivo di accelerare interventi serrati nelle zone più colpite. Gli agricoltori attendono la messa in campo rapida di questi strumenti per contenere i danni nelle risaie e negli argini.

1. Carabina calibro 22 per interventi autorizzati.

2. Fucili ad aria compressa non depotenziati.

3. Binocoli, visori infrarossi e ottiche termiche.

La Cia segnala criticità sulle risorse finanziarie: alla provincia di Ferrara sono stati assegnati 214.000 euro assegnati, cifra ritenuta superiore al passato ma ancora insufficiente per una eradicazione efficace su scala territoriale. Inoltre le gabbie e le attrezzature spesso finiscono nel mirino dei vandali, con episodi ripetuti di distruzione che rallentano le operazioni nei punti più sensibili.

1. Nutrie.

2. Daini.

3. Cinghiali.

Gianfranco Tomasoni del Centro Servizi ha richiamato l’attenzione sulla necessità di estendere il controllo anche ad altre specie la cui popolazione è in aumento, mentre la Cia chiede l’impiego di personale professionista pagato per interventi continuativi e radicali, oltre al supporto dei volontari coadiutori. Allo stesso tempo gli agricoltori denunciano ritardi burocratici nelle pratiche di risarcimento, importi rimborsati spesso inadeguati e ostacoli legali sollevati da associazioni animaliste contro gli abbattimenti mirati.

I monitoraggi locali mostrano stime che, secondo gli agricoltori, sono sottodimensionate rispetto alla realtà di campo e richiedono piani di controllo più intensi e coordinati a livello regionale e nazionale; gli esperti sul territorio chiedono strumenti di monitoraggio più accurati e risorse per interventi tempestivi. Per ora resta aperta la necessità di una strategia che coniughi misure operative immediate, investimenti sostenuti e regole chiare per proteggere argini, risaie e l’attività agricola.

Foto - www.ilrestodelcarlino.it

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