Riso: Ue conferma soglia 45% per clausole di salvaguardia
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Riso: Ue conferma soglia 45% per clausole di salvaguardia

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Riso: Ue conferma soglia 45% per clausole di salvaguardia

Allikas: AGRONEWS Kõik selle allika uudised

Il Parlamento europeo ha confermato quest'anno la soglia che fissa al 45% l'incremento delle importazioni rispetto alla media degli ultimi cinque anni necessario per attivare le clausole di salvaguardia sul riso, misura prevista nell'ambito del sistema di preferenze commerciali verso i paesi in via di sviluppo. soglia al 45% è la soglia che determina lo scatto delle misure protettive e, secondo la Commissione, consente di evitare azioni frequenti e di carattere emergenziale. La norma è destinata a entrare in vigore a partire dal 2027 e prevede meccanismi di monitoraggio annuale delle importazioni per valutare l'eventuale attivazione delle misure. entrata in vigore 2027 indica il calendario di applicazione del nuovo quadro normativo previsto a livello europeo.

La logica della soglia è di natura percentuale rispetto alla media quinquennale delle importazioni: nella pratica, con circa 1,7 milioni di tonnellate annue di riso che entrano oggi nell'Unione, un aumento del 45% corrisponderebbe a un surplus di importazioni dell'ordine di alcune centinaia di migliaia di tonnellate prima che scattino le salvaguardie. Gli agricoltori e gli operatori del settore considerano però questa soglia molto alta perché rende improbabile l'attivazione delle misure nei normali andamenti di mercato e limita la capacità di risposta rapida a ondate import che comprimono i prezzi. La misura si applicherà alle importazioni agevolate nell'ambito di accordi preferenziali e del regime Everything But Arms per i Paesi meno sviluppati.

La decisione influenza direttamente i produttori europei e alcune filiere commerciali e presenta effetti diversi lungo la catena del valore, tra cui le ricadute sui prezzi all'origine, la competitività delle varietà locali e la negoziazione di nuovi accordi commerciali. Per illustrare impatti concreti si possono elencare le principali conseguenze attese sulla base delle analisi di mercato e delle richieste degli operatori:

1. Pressione sui prezzi: aumento dell'offerta importata che può abbassare i prezzi all'origine e ridurre i margini dei risicoltori europei.

2. Rischi per le filiere locali: perdita di competitività per riso di qualità tipica europea e necessità di investimenti in qualità e tracciabilità.

3. Aumento della dipendenza da flussi globali: maggiore esposizione a shock esterni in caso di rapidi cambiamenti negli scambi commerciali.

Gli appelli delle organizzazioni agricole e dell'Ente Nazionale Risi, che chiedevano parametri più restrittivi e una soglia abbassata intorno al 20%, non hanno modificato il testo finale approvato a livello Ue; tali associazioni sottolineano che una soglia più bassa permetterebbe interventi tempestivi e mirati per sostenere il reddito dei produttori. Le istituzioni agricole hanno inoltre richiesto misure complementari di accompagnamento, come controlli fitosanitari rafforzati, strumenti di stabilizzazione dei prezzi e fondi di compensazione per le imprese più esposte, opzioni che dovranno essere valutate a livello nazionale e comunitario.

Dal punto di vista operativo, l'attivazione della clausola richiederà un monitoraggio statistico preciso delle importazioni e procedure amministrative rapide per introdurre misure temporanee quali dazi o contingenti limitati; la Commissione europea e gli Stati membri dovranno definire dettagli tecnici e soglie di intervento per mettere in pratica la norma. I produttori e le imprese della filiera possono nel frattempo adottare strategie di adattamento concrete, tra cui investimenti in promozione dei risi europei, certificazioni di qualità, diversificazione delle colture e contratti di filiera che riducano l'esposizione alle fluttuazioni di prezzo. Alcuni operatori puntano anche su azioni commerciali sui mercati interni e su politiche di valorizzazione delle varietà DOP/IGP per mantenere margini sostenibili.

Lo scenario futuro dipenderà dall'evoluzione degli accordi commerciali e dai flussi di importazione nei prossimi trimestri, così come dall'efficacia degli strumenti di accompagnamento messi in campo da governi nazionali e associazioni di categoria. La soglia del 45% rimane al centro del dibattito perché determina la finestra di intervento politica e tecnica: se i flussi continueranno a crescere in modo sostenuto, la clausola fornirà uno strumento, anche se con una soglia considerata ampia; se invece la crescita sarà graduale, i produttori sollecitano misure aggiuntive per tutelare reddito e occupazione nel settore. I prossimi mesi saranno decisivi per la definizione dei dettagli applicativi e per l'avvio delle azioni di supporto richieste dalla filiera riso dell'Unione Europea.

Foto - terraevita.edagricole.it

Teemad: Riso (Arborio, Carnaroli), Prezzi delle commodity agricole, Commercio internazionale

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