La Flai CGIL chiede presa in carico totale per i lavoratori sfruttati
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La Flai CGIL chiede presa in carico totale per i lavoratori sfruttati

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La Flai CGIL chiede presa in carico totale per i lavoratori sfruttati

Allikas: AGRONEWS Kõik selle allika uudised

Secondo la Flai CGIL di Frosinone e Latina, nel 2026 l'operazione della Guardia di Finanza nel Pontino ha portato all'identificazione di 93 lavoratori identificati e a ispezioni in diverse aziende agricole della zona. La sindacalista Laura Hardeep Kaur segnala che, oltre alla contestazione delle irregolarità nelle imprese, emerge con forza la necessità di interventi pubblici immediati per la tutela delle persone coinvolte. Le verifiche hanno rilevato condizioni abitative degradanti e, in più casi, l'assenza del permesso di soggiorno, fattori che aumentano la vulnerabilità dei lavoratori. Il sindacato sottolinea che senza un percorso di protezione e regolarizzazione la repressione rischia di essere inefficace sul lungo periodo. La Flai chiede che alle azioni di controllo si accompagnino misure strutturali per evitare il ritorno allo sfruttamento dopo i blitz, indicando la centralità di interventi pubblici coordinati tra forze dell'ordine, istituzioni locali e servizi sociali.

Appello per prevenire l'assoggettamento

La segretaria generale Laura Hardeep Kaur evidenzia che spesso i lavoratori finiscono con un decreto di espulsione dopo un'ispezione, situazione che aggrava il danno subito: Decreti di espulsione frequenti. Secondo Kaur, lo stato di fragilità in cui si trovano queste persone non può essere trattato come una colpa individuale ma va ricondotto a responsabilità organizzative e strutturali del sistema del lavoro agricolo. La Flai descrive casi concreti incontrati nelle proprie sedi, dove chi ha denunciato le violenze e lo sfruttamento ha poi ricevuto provvedimenti di espulsione, creando un forte disincentivo alle denunce stesse. Questo cortocircuito dimostra il rapporto di causa-effetto tra mancanza di tutele e ripetizione dello sfruttamento: senza protezione sociale e legale, i lavoratori tornano a essere ricattabili.

La richiesta del sindacato parte dalla necessità di una "presa in carico totale": protezione legale, soluzioni abitative, accesso ai servizi sanitari e percorsi di inserimento professionale. Per evitare che le azioni penali e amministrative si limitino a smantellare situazioni esistenti senza offrire alternative concrete, la Flai propone interventi coordinati e a medio termine che garantiscano sicurezza materiale ai lavoratori identificati. La nota del sindacato insiste sul fatto che solo con percorsi di protezione il lavoro delle forze dell'ordine produce un effetto duraturo contro il caporalato e l'assoggettamento. La sindacalista chiede inoltre che le istituzioni evitino di isolare le persone dopo l'intervento ispettivo, perché l'abbandono sistemico alimenta la recidiva.

1. Accoglienza immediata e assistenza legale per i lavoratori identificati.

2. Soluzioni abitative temporanee e accesso ai servizi sanitari di base.

3. Procedure di regolarizzazione e percorsi per il reinserimento lavorativo.

4. Realizzazione di un sistema pubblico di incrocio domanda-offerta per il lavoro agricolo.

5. Programmi di prevenzione e controlli mirati che agiscano sulle filiere del caporalato.

Il sindacato argomenta che l'assenza di un sistema pubblico che incroci domanda e offerta del lavoro agricolo favorisce l'emergere di reti informali e di caporali che filtrano le opportunità. In assenza di alternative legali, molti lavoratori sono costretti a rivolgersi a intermediari illegali per trovare occupazione, ricadendo così in condizioni di sfruttamento. La Flai segnala che interventi mirati sul mercato del lavoro agricolo possono interrompere questo circuito: servizi pubblici di mediazione, controlli sulle filiere e percorsi formativi per i lavoratori sono misure con effetto preventivo diretto. Il sindacato ricorda che il lavoro delle forze dell'ordine è necessario ma non sufficiente se non è accompagnato da politiche di protezione sociale e da canali di accesso al lavoro trasparenti.

Per tradurre le proposte in pratica, la Flai chiede il coinvolgimento attivo di prefetture, servizi sociali, enti locali e organizzazioni non profit, oltre a investimenti mirati per sostenere le misure di accoglienza e i percorsi di regolarizzazione. Secondo la nota, è necessario anche mettere a sistema la raccolta dati su irregolarità e servizi erogati per monitorare l'efficacia degli interventi e prevenire il riemergere di nuove sacche di sfruttamento. La sindacalista sottolinea l'importanza di misure tempestive: se lo Stato non accompagna il giorno dopo i lavoratori che hanno denunciato, ritorneranno facilmente a cercare lavoro attraverso reti illegali. La Flai chiede che il 2026 veda non solo azioni repressivi ma anche piani concreti di protezione, regolarizzazione e inserimento lavorativo per chi è stato sfruttato.

"Quei lavoratori, che mille volte abbiamo accompagnato a denunciare", afferma Laura Hardeep Kaur, "racconteranno la verità solo se lo Stato si metterà al loro fianco dal giorno dopo, quando dovranno cercarsi un'altra giornata di lavoro". La richiesta sindacale punta a interrompere il legame tra controllo ispettivo e ritorno allo sfruttamento, proponendo strumenti pubblici e coordinati che offrano alternative reali e misurabili alle persone coinvolte.

Foto - www.rainews.it

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