Secondo l'onorevole Alice Buonguerrieri e i rappresentanti di Fratelli d'Italia, il recupero operativo del macello comunale di San Piero è una priorità per il 2026 per sostenere le imprese zootecniche dell'Appennino. All'incontro con il mondo agricolo ad Acquapartita hanno partecipato inoltre il consigliere regionale Luca Pestelli e Marco Casali, responsabile provinciale del Dipartimento Agricoltura e agronomo di FdI, che hanno illustrato misure e priorità politiche per la Vallata. La riapertura completa della struttura viene considerata strategica per ridurre costi e spostamenti degli allevatori verso impianti fuori territorio e per rafforzare le filiere locali.
L'obiettivo dichiarato dai relatori è valorizzare prodotti tipici e eccellenze agroalimentari dell'Appennino attraverso interventi che favoriscano la trasformazione locale e il legame con il turismo rurale. Gli interventi strutturali, il supporto agli operatori e l'accesso a finanziamenti mirati sono stati indicati come leve per sostenere la ripresa economica della vallata nel 2026. I partecipanti hanno sottolineato l'importanza di coordinare azioni tra amministrazioni comunali, Regione e associazioni di categoria per garantire tempi certi di riapertura e gestione efficiente.
Nel dibattito è emersa la necessità di un approccio integrato alle filiere locali che coinvolga più settori; i presenti hanno messo in fila i nodi che devono cooperare per creare valore sul territorio:
1. Produzione primaria (allevamento e coltivazione).
2. Trasformazione agroalimentare locale.
3. Commercio e distribuzione a filiera corta.
4. Turismo rurale e agroturismo.
5. Artigianato agroalimentare.
6. Servizi logistici e veterinari.
L'organizzazione del sistema è stata definita fondamentale per creare reddito diffuso e per aumentare la resilienza delle imprese montane.
Marco Casali ha sottolineato che Integrazione filiere locali è la chiave per uno sviluppo sostenibile e duraturo, spiegando come l'agricoltura debba dialogare con la trasformazione e il turismo per moltiplicare gli effetti economici. Ha proposto percorsi di certificazione e promozione delle produzioni tipiche, accoppiati a interventi formativi per imprenditori e giovani agricoltori. Tra le proposte c'è anche l'adozione di modelli di aggregazione, come cooperative o consorzi locali, per migliorare l'accesso ai mercati.
Grande attenzione è stata dedicata alla situazione del macello comunale di San Piero: la struttura è attualmente chiusa per lavori di ammodernamento e il ritardo nella piena operatività penalizza gli allevatori locali. I partecipanti hanno evidenziato che Macello di San Piero priorità non è solo uno slogan ma una necessità pratica per ridurre costi di trasporto, tempi morti nella filiera e la perdita di valore aggiunto sul territorio. La riapertura tempestiva è vista come leva per sostenere le produzioni locali di carne e i processi di lavorazione a filiera corta.
Per accelerare gli interventi e sostenere gli allevatori, i relatori hanno avanzato proposte concrete, rivolte sia alle istituzioni sia agli operatori del territorio:
1. Snellire le procedure amministrative per cantieri e autorizzazioni sanitarie.
2. Destinare finanziamenti regionali e fondi PNRR a impianti di trasformazione e macellazione locali.
3. Creare bandi semplificati per microimprese e cooperative agricole.
4. Attivare percorsi formativi per operatori della filiera e tecnici veterinari.
Queste misure puntano a ridurre gli ostacoli burocratici e a favorire investimenti mirati nel 2026 e oltre.
Luca Pestelli ha dichiarato che in consiglio regionale si batterà per procedure più snelle e per rendere più accessibili i finanziamenti destinati al settore agricolo, mentre l'onorevole Buonguerrieri ha ribadito l'impegno politico di Fratelli d'Italia a sostenere chi lavora quotidianamente sui territori montani. I rappresentanti hanno annunciato un monitoraggio condiviso dei tempi di riapertura del macello e la creazione di tavoli tecnici con i sindaci e le associazioni di categoria per seguire l'attuazione degli interventi. Tra gli impegni futuri figura anche il rafforzamento della promozione delle produzioni locali verso i mercati regionali e turistici.
Le proposte emerse mirano a coniugare tutela degli allevatori, sicurezza alimentare e sviluppo economico locale, con un'attenzione specifica agli strumenti di supporto amministrativo e finanziario; il dibattito proseguirà nelle prossime settimane con incontri tecnici e verifiche sul calendario dei lavori al macello. Ridurre la burocrazia regionale è stata indicata come condizione necessaria per trasformare le proposte in progetti esecutivi e risultati tangibili per gli operatori agricoli.
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