Piano regionale per il contenimento del parrocchetto monaco
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Piano regionale per il contenimento del parrocchetto monaco

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Piano regionale per il contenimento del parrocchetto monaco

Quelle: AGRONEWS Alle Nachrichten der Quelle

Regione Puglia e il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente dell’Università di Bari hanno avviato un piano operativo per il monitoraggio e la gestione del parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), con l’approvazione delle Prime linee di indirizzo per la gestione, il controllo e la rimozione dei nidi sul territorio regionale. Prime linee di indirizzo operative definiscono ruoli, responsabilità e flussi informativi tra istituzioni, centri di ricerca e operatori agricoli. L’accordo stabilisce strumenti tecnici per valutare l’impatto agronomico delle popolazioni e indicatori di efficacia degli interventi. L’iniziativa punta a conciliare la tutela della biodiversità autoctona con la salvaguardia delle produzioni frutticole regionali.

Le linee guida elaborate con il DBBA definiscono i protocolli d’intervento, i criteri di selettività per evitare danni alla fauna autoctona e le modalità di smaltimento del materiale rimosso secondo la normativa sanitaria vigente. Gli indirizzi includono criteri per identificare situazioni critiche che giustificano la rimozione dei nidi e procedure standardizzate per la raccolta e lo smaltimento. rimozione selettiva dei nidi è prevista solo in presenza di rischio significativo per colture o per la biodiversità locale, previa valutazione tecnica. Vengono inoltre indicati sistemi di monitoraggio per misurare la densità delle popolazioni e le perdite produttive correlate.

1. Monitoraggio sistematico delle colonie e raccolta dati di campo per valutare densità e tendenze.

2. Interventi di rimozione dei nidi solo in condizioni di criticità certificate da tecnici.

3. Smaltimento del materiale rimosso secondo protocolli sanitari regionali.

4. Registrazione degli interventi e analisi dell’efficacia nel ridurre i danni.

5. Misure di mitigazione e azioni per la conservazione della fauna autoctona.

La strategia prevede anche attività di formazione per i soggetti coinvolti in campo: tecnici, cacciatori abilitati e proprietari di fondi privati riceveranno indicazioni pratiche sulle tecniche autorizzate di contenimento e sulle procedure di sicurezza e tracciamento. formazione per cacciatori e proprietari mira a uniformare gli interventi e ridurre i rischi per specie non target e per gli operatori. La Regione e l’Università prevedono sessioni teoriche e esercitazioni pratiche per garantire correttezza operativa e conformità normativa. L’obiettivo è creare una rete di intervento coordinata e monitorabile nel tempo.

1. Mandorle.

2. Fichi.

3. Ciliegie.

4. Pesche e albicocche.

5. Uva da tavola.

Gli agricoltori segnalano danni diretti ai germogli e ai frutti in formazione, con perdite di produzione concentrate nelle fasi precoci dello sviluppo delle drupacee e delle colture arboree. I parrocchetti possono inoltre danneggiare infrastrutture agricole, ad esempio impianti di irrigazione, quando cercano acqua o materiali per il nido, aumentando i costi di manutenzione. Le segnalazioni arrivano con maggior frequenza da comprensori produttivi intensivi dove la presenza delle specie invasive si intreccia con la vulnerabilità delle colture. Le analisi tecniche incluse nelle linee guida stimano che interventi mirati e monitoraggio continuo siano necessari per contenere gli impatti e tutelare le rese.

1. Bitonto.

2. Molfetta.

3. Ruvo di Puglia.

4. Terlizzi.

5. Binetto.

6. Aree dell’Area Metropolitana di Bari e territori limitrofi.

La nuova governance regionale prevede verifiche periodiche sui risultati, aggiornamento dei protocolli in base ai dati raccolti e il coinvolgimento delle associazioni agricole per garantire tempestività delle segnalazioni e interventi mirati. Gli enti di ricerca monitoreranno indicatori chiave quali densità di coppie nidificanti, tasso di occupazione dei nidi e percentuale di danno produttivo per coltura, per valutare l’efficacia delle misure messe in atto. Cia Puglia e altre organizzazioni agricole hanno espresso sostegno alle misure, chiedendo però continuità degli investimenti e coordinamento interprovinciale per evitare spostamenti compensativi delle popolazioni. Le attività programmate indicano un approccio integrato tra controllo diretto, prevenzione e ricerca applicata.

Foto - www.cia.it

Themen: Frutta, Ecologia & Ambiente, Parassiti & Fitofagi

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