FAO: prezzi alimentari in aumento per il terzo mese
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FAO: prezzi alimentari in aumento per il terzo mese

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FAO: prezzi alimentari in aumento per il terzo mese

Zdroj: AGRONEWS Všechny zprávy ze zdroje

Secondo il bollettino della FAO riferito ad aprile 2026, l'indice di riferimento dei prezzi mondiali degli alimenti è salito per il terzo mese consecutivo, segnando un incremento mensile dell'1,6% e un +2,0% su base annua; indice Fao a 130,7 punti rimarca la ripresa delle quotazioni internazionali. L'aumento è stato guidato da fattori energetici e da perturbazioni legate al conflitto in Medio Oriente, che hanno aggravato i costi di trasporto e delle materie prime energetiche impiegate nella produzione agricola. Queste dinamiche hanno a loro volta spinto verso l'alto i costi dei fertilizzanti, influenzando decisioni colturali e i margini di reddito degli agricoltori in diverse regioni. Gli elementi di tensione lungo rotte marittime strategiche, come lo Stretto di Hormuz, continuano a essere citati come fattori di rischio per l'accesso ai mezzi produttivi e per la stabilità dei prezzi. Le pressioni sui costi energetici restano un canale diretto che trasmette volatilità ai prezzi delle commodity agricole.

L'indice dei cereali è aumentato dello 0,8% rispetto al mese precedente e dello 0,4% su base annua, spinto soprattutto dalle quotazioni del grano e del mais. Il grano ha registrato un aumento dello 0,8% per timori legati a condizioni di siccità in alcune aree degli Stati Uniti e a probabilità di precipitazioni inferiori alla media in Australia; queste preoccupazioni meteorologiche riducono le aspettative di resa e aumentano la domanda di scorte di sicurezza. La contrazione prevista delle superfici a grano per la campagna 2026 è attribuita anche alla decisione di alcuni agricoltori di preferire colture meno intensive di input a causa dei prezzi elevati dei fertilizzanti. Per il mais, un aumento dello 0,7% è spiegato da disponibilità stagionalmente più limitate, dall'incertezza sulle semine in Brasile e da problemi di siccità in aree di semina negli USA.

Nel segmento dei prodotti di base, si evidenziano ampie differenze tra le commodity; la FAO segnala movimenti distinti per riso, oli vegetali, carne, lattiero-caseari e zucchero. Di seguito i principali andamenti e le cause segnalate dall'agenzia internazionale:

1. Cereali: +0,8% mensile, riflesso in particolare del grano e del mais.

2. Grano: +0,8% mensile per preoccupazioni climatiche e riduzione delle semine.

3. Mais: +0,7% mensile per offerta stagionale più limitata e domanda di etanolo.

4. Sorgo: -4,0% mensile dovuto a domanda di importazioni più debole.

5. Riso: +1,9% mensile per costi di produzione e trasporto più elevati nei paesi esportatori.

6. Oli vegetali: +5,9% mensile, con aumenti marcati per palma, soia, girasole e colza.

7. Carne: indice a +1,2% mensile e +6,4% annuo, spinto da quotazioni bovine record.

8. Lattiero-caseari: -1,1% mensile per offerta abbondante, in particolare in UE e Oceania.

9. Zucchero: -4,7% mensile e -21,2% annuo per aspettative di forte offerta globale.

Gli oli vegetali hanno registrato un forte rialzo del 5,9% rispetto a marzo, spinti dall'aumento delle quotazioni dell'olio di palma, dell'olio di soia, del girasole e della colza; olio vegetale +5,9% sintetizza l'entità del movimento, che porta i prezzi ai livelli più alti dall'estate del 2022. La compressione dell'offerta e l'aumento dei costi di produzione dovuti al caro energia sono le cause principali, mentre alcuni mercati riportano anche pressioni logistiche che limitano le disponibilità export. Gli oli vegetali rimangono sensibili sia alle fluttuazioni delle rese nelle principali aree produttrici sia alle dinamiche della domanda industriale e alimentare.

Il comparto delle carni ha visto l'indice salire ulteriormente, con la carne bovina ai massimi storici a livello mondiale per quotazioni di export più elevate, in particolare dal Brasile, dove la ricostituzione delle mandrie limita l'offerta di capi pronti alla macellazione. L'indice della carne è aumentato dell'1,2% su base mensile e del 6,4% su base annua; indice carne al massimo storico sottolinea la pressione sui prezzi della carne bovina. Anche la carne suina ha mostrato aumenti, in parte legati a una domanda stagionale più forte nell'Unione Europea, mentre prezzi più bassi in alcune aree export come il Brasile hanno in parte bilanciato i rialzi.

I prodotti lattiero-caseari e lo zucchero seguono traiettorie opposte: il latte e i derivati hanno perso terreno (-1,1% mensile) a causa di un'offerta abbondante in UE e di produzioni di fine stagione migliori del previsto in Oceania, mentre lo zucchero ha registrato un calo sensibile dovuto a prospettive di ampia produzione in Asia e all'avvio del nuovo raccolto brasiliano. Queste divergenze evidenziano come le dinamiche di offerta locali e stagionali possano avere impatti molto differenti sui prezzi dei singoli prodotti.

Sul piano delle prospettive, la FAO segnala una situazione di offerta generalmente favorevole per i cereali nel prossimo ciclo, ma avverte che i rischi restano elevati a causa dei costi energetici, dell'accessibilità dei fertilizzanti e delle tensioni geopolitiche sulle rotte marittime. Le revisioni delle stime di produzione per il 2026 comportano un grado di incertezza che dipenderà dall'evoluzione climatica, dalle decisioni colturali degli agricoltori e dall'andamento dei mercati energetici; inoltre, la dinamica dei prezzi delle commodity continuerà a riflettere interazioni tra offerta, domanda di biocarburanti e costi dei fattori produttivi. Le aziende agricole e gli operatori commerciali dovranno monitorare da vicino l'evoluzione dei costi di fertilizzanti e dell'energia, nonché le condizioni meteorologiche nelle aree chiave di produzione.

Foto - www.efanews.eu

Témata: Fertilizzanti, Siccità, Prezzi delle commodity agricole

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